DESTINAZIONE COSMO


Downton Abbey

DOWNTON ABBEY | DESTINAZIONE COSMO | ALESSANDRO PIN

Downton Abbey è un affresco in costume di un periodo storico già esplorato in altre opere di genere, come il precursore Gosford Park di Robert Altman, scritto sempre da Julian Fellowes, o Quel che resta del giorno, il capolavoro di James Ivory. Una visione, nella sua immaginifica interezza, di un mondo pre-moderno difettato, ma in egual modo bello e affascinante, ricostruito con incredibile realismo scenico. Un period drama di stampo formale, elegante, raffinato, magnificente e regale, condito con il tipico humor inglese. Vicinissimo alla perfezione.

 

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Terminator – Destino oscuro

TERMINATOR - DESTINO OSCURO | DESTINAZIONE COSMO | ALESSANDRO PIN

Destino oscuro ripresenta la collaudatissima formula, con gli ingredienti vincenti del franchise, seppur alcuni modificati a tal punto da essere irriconoscibili. Tim Miller attinge a piene mani a uno stile anni Ottanta, ma lo fa fuori tempo massimo. Se questo capitolo fosse stato effettivamente il terzo, senza i precedenti, avrebbe avuto una caratura maggiore; tuttavia, il fatto che ignori gli eventi del mediocre Terminator 3, dell’interessante Salvation e del terrificante Genesys, lo fa emergere, ma non del tutto. L’“effetto wow” è garantito in alcune sequenze, ma non basta a raggiungere la ricetta vincente di Star Wars – Il risveglio della Forza. Peccato, perché come mero film d’azione funziona anche bene, ma tradisce, in parte, la mitologia della saga, nonostante il tocco di James Cameron che ormai, vista anche l’esperienza con Alita, non tramuta più in oro tutto ciò che tocca.

 

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Ad Astra

AD ASTRA | DESTINAZIONE COSMO | ALESSANDRO PIN

Ad Astra (dal detto “per aspera ad astra”, ovvero “attraverso le asperità sino alle stelle”) rappresenta l’opera complementare di Interstellar. Se nel capolavoro nolaniano, il protagonista rinuncia alla famiglia per salvare il genere umano dall’estinzione, in Ad Astra, la missione, pur partendo dagli stessi presupposti, ha in sé uno scopo più intimo e meno epico, più umano e meno eroico. In Interstellar è il padre che lascia la figlia con il desiderio di tornare a missione compiuta per far fede alla promessa che solo l’amore riesce a soddisfare, infrangendo le leggi che regolano lo spazio e il tempo; mentre, in Ad Astra il padre di Roy non sente la necessità di tornare sulla Terra, dalla sua famiglia, anzi, pur di raggiungere il suo scopo, rinuncia al figlio che cerca in tutti i modi di ricongiungersi a lui, partendo alla volta celeste per rintracciarlo. Due storie speculari che ritraggono, entrambi con completezza, la complessa natura umana e la sua esistenza. Ad Astra è un fulgido astro nel firmamento della fantascienza. Sempre più luminoso.

 

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Gemini Man

GEMINI MAN | DESTINAZIONE COSMO | ALESSANDRO PIN

Gemini Man, dopo un lento prologo, si accende con inseguimenti mozzafiato e scene d’azione magistralmente dirette. Ang Lee fa condividere lo schermo allo stesso attore, dandogli due ruoli ben definiti. Will Smith regge l’intero film alla grande; una pellicola che poggia le ruote su strade asfaltate con un leggero strato di trama che permette alla macchina d’azione e intrattenimento puro di scivolare veloce, concedendosi qualche sbavatura narrativa, pur di divertire.

 

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C’era una volta a... Hollywood

C'ERA UNA VOLTA A... HOLLYWOOD | DESTINAZIONE COSMO | ALESSANDRO PIN

Dopo aver esplorato l’anacronismo in Bastardi senza gloria, Quentin Tarantino affronta il difficile terreno del metafilm. A tratti, la narrazione si estranea da ciò che accade per mostrare un racconto nel racconto: che sia un ricordo, un’immagine di repertorio, o uno dei tanti film di Rick Dalton, ci si ritrova catapultati in una realtà sì familiare, ma non reale. Il fantastico viaggio in quel di Hollywood non è adatto a tutti: difficile tenere il passo se non muniti di una sigaretta imbevuta di acido, di passione per la cultura pop americana ed essere un navigato cinefilo incallito. Ad ogni modo, un atto d’amore verso il cinema.

 

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Joker

JOKER | DESTINAZIONE COSMO | ALESSANDRO PIN

Todd Phillips, illuminato dal grande cinema scorsesiano, narra la nascita e l’emancipazione dell’iconico villain con massima libertà e libidine creativa. Distante dalla definizione “commerciale” di cinecomic, Joker mostra il vero volto del dramma che affligge la collettività e l’individuo, attraverso una perfetta parabola populista che suscita un’angosciante sensazione di empatia verso il “ridente” protagonista: un Joker “popolare”, in quanto rappresentante del popolo, vittima di atti di bullismo, soprusi e ingiustizie inflitti da una società marcia e degenere, generatrice di mostri; una società che non perdona e contro cui è impossibile vincere, se non con la violenza; una società che annienta la speranza e non concede possibilità di redenzione, governata da abietti individui a cui nulla importa degli stolti cittadini; una società, specchio di quella reale, in cui le persone, mascherate da clown, portano disordini per le strade e accorrono per acclamare il re per una notte, la cui risata riecheggerà per sempre nella memoria. Unforgettable Masterpiece.

 

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