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Animali fantastici – I crimini di Grindelwald (2018)

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ANIMALI FANTASTICI - I CRIMINI DI GRINDELWALD | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Animali fantastici e… dove eravamo rimasti? Newt Scamander, il magizoologo introverso alla ricerca di perdute creature magiche, sul finale del primo capitolo dei prequel di Harry Potter, cattura e smaschera l’auror Percival Graves che si scopre essere il malvagio Gellert Grindelwald (Johnny Depp restituisce un villain spietato e manipolatore, in grado di calamitare l’attenzione fin dalle prime sequenze: semplicemente magnetico), un influente mago mosso da terrificanti scopi. Fuggito di prigione, Grindelwald continua a seguire con interesse il giovane Credence Barebone, posseduto da una presenza oscura, per attirarlo a sé e usare il suo immenso potere contro la più grande minaccia alla sua ascesa: Albus Silente (Jude Law è superlativo in un ruolo che gli calza alla perfezione). Silente insegna Difesa contro le Arti Oscure in quel di Hogwarts; tuttavia, il brillante stregone non può agire contro Grindelwald e perciò incarica Newt, in gran segreto, di fermarlo, poiché intuisce nel giovane magizoologo (l’unico di cui si fidi) le abilità necessarie all’impresa: intelligenza, semplicità e purezza di spirito. Il babbano Jacob non è più semplice vena comica, ma la sua storia d’amore con la legilimens Queenie è perno focale di una sottotrama che mostra la fragilità dell’animo umano; l’auror Rita aiuta Newt nell’impresa, mentre Leta Lestrange, fidanzata di Theseus Scamander, fratello di Newt, è alla ricerca di risposte che gettino luce sul suo retaggio, nascosto tra i versi di un’antica profezia. Così come il confuso Credence che, aiutato da Nagini (una maledictus costretta in una seconda pelle, freakshow che diverrà uno degli Horcrux di Lord Voldemort), è in cerca della madre naturale; sulle sue tracce vi sono il Ministero della Magia e un misterioso mago afrofrancese che lo vuole morto. Una trama intrigante, ricca di personaggi e colpi di scena, che disvela come il mondo magico anni Venti sia corrotto dalla brama di potere “per un bene superiore” (“for the Greater Good”, GG come Gellert Grindelwald) e ove l’amore (come da tradizione rowlinghiana) sia l’arma più potente per sconfiggere il male che si annida dove meno ci si aspetta.

 

È doveroso soffermarsi sul personaggio di Gellert Grindalwald e il suo piano per dominare il mondo e soggiogare i non-magici “esseri inferiori”. Il più potente mago oscuro, prima di Lord Voldemort, alimenta la malvagità nel cuore dei suoi seguaci attraverso i suoi crimini e traina le masse per formare un esercito e attuare il suo diabolico piano. Ma cosa rende Grindelwald un antagonista più efficace (e seducente) di Voldemort?

 

“Colui che non dev’essere nominato” fa la sua entrata in scena ne Il calice di fuoco, ove nei precedenti capitoli appare solo sotto forma di parassita e reminiscenza spiritica, aleggiando come una presenza oscura incombente; Ralph Fiennes incarna un essere abietto e senza scrupoli, determinato a perpetrare un unico scopo: la distruzione di Harry Potter, il maghetto sopravvissuto alla mortale maledizione che, per amor di madre, fallisce lasciando il segno. Voldemort è dominato da un complesso di inferiorità scaturito dall’inabilità contro un infante indifeso che è diventato più popolare del male stesso che l’ha generato. Da giovane, Tom Marvolo Riddle (il suo vero nome) è un misantropo disturbato, senza amici e, cosa ancor più grave, senza il bisogno di averne. Un cattivo monodimensionale. Un mostro aberrante, sudicio e scatenato.

 

Grindelwald, dal canto suo, è avvolto da una coltre di mistero; è austero, ma compassato e apparentemente folle: vuole scatenare una guerra che piegherà il mondo ai suoi piedi. Un potentissimo mago la cui forza deriva dal numero di seguaci, piuttosto che dalla ricerca di una maggior autorevolezza. Il carisma che trasuda e lo charme con cui assoggetta i deboli di spirito sono le caratteristiche primarie di un villain che fa dell’oratoria l’arma più efficace contro cui il mago più abile al servizio del bene nulla può. Si erge a portavoce di una folla bisognosa di una guida, si dichiara un non violento a difesa degli oppressi (i maghi purosangue) minacciati dal progresso tecnologico babbano che, se non frenato, porterebbe alla Seconda Guerra Mondiale. Si pone come valida alternativa a un Ministero della Magia oppressivo. Grindelwald ha un profondo legame con Silente: una “debolezza” che sarà la chiave di volta della sua sconfitta. Sentimenti contrastanti abitano il suo cuore e lo rendono dannatamente imprevedibile. Un cattivo sfaccettato. Un uomo raffinato, elegante e teatrale.

 

Questa è la differenza più grande che riconduce il malvagio Grindelwald al topos di uno scellerato dittatore, piuttosto che un semplice distruttore di mondi (magici) come l’oscuro Voldemort.

 

I Crimini di Grindelwald annuncia l’ascesa di uno dei maghi oscuri più potenti, mentre i buoni, prima di intraprendere il viaggio che li porterà a confrontarsi con il male, devono scoprire da dove provengono e capire loro stessi per scegliere da che parte schierarsi nel conflitto. La semplicità e immediatezza (e solidità narrativa) del primo episodio lasciano il posto a una sovrabbondanza di elementi ben bilanciata dall’autrice e sceneggiatrice J.K. Rowling che sa come stuzzicare i fan più esigenti e dipanare le trame e sottotrame degli amati personaggi, inserendo una moltitudine di collegamenti alla saga di Harry Potter; tuttavia, la storia non è coadiuvata da un comparto tecnico all’altezza delle precedenti pellicole della saga. Il regista David Yates non mette a fuoco le sequenze d’azione più concitate, mentre indugia su primi(ssimi) piani anche dove non necessario, trascurando il grand’angolo, e non rende giustizia alla splendida scenografia, resa fin troppo dark dalla plumbea fotografia. Un punto a favore, invece, per la sinfonica ed evocativa colonna sonora di James Newton Howard, bellissima e coinvolgente. A ogni modo, un episodio che mantiene alto il carisma della saga e getta solidi ponti per raggiungere sentieri magici inesplorati.

 

Il sequel di Animali fantastici e dove trovarli apre il sipario su uno scenario lugubre, un pezzo di storia contemporanea che instilla il dubbio, avanza ipotesi, avvolge in un gelido abbraccio distopico (e ucronico), con un protagonista eccezionale (Eddie Redmayne infonde ancor più sensibilità e amore nel personaggio socialmente inetto di Newt Scamander), magnifici comprimari (seppur solamente accennati) costruiti su segreti e profezie, e un villain in parabolica ascesa. Tutti ingredienti di una pozione esplosiva il cui calderone, tuttavia, non prende abbastanza calore dalla fredda (e sbagliata) messinscena. I Crimini di Grindelwald pone il focus sui legami tra i personaggi più che sulla storia che resta ferma per permettere alla moltitudine di elementi di incastrarsi tra loro nell’affascinante narrazione che culmina in un coup de théâtre inaspettato (un geniale cul-de-sac?!). Un interessante capitolo di transizione, in attesa del prossimo…


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald

PRODUZIONE
David Heyman, Steve Kloves, J.K. Rowling, Lionel Wigram

REGIA
David Yates

SCENEGGIATURA
J.K. Rowling

SOGGETTO

J.K. Rowling

CAST
Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Ezra Miller, Zoë Kravitz, Callum Turner, Claudia Kim, William Nadylam, Kevin Guthrie, Jude Law, Johnny Depp

COLONNA SONORA
James Newton Howard

FOTOGRAFIA
Philippe Rousselot

MONTAGGIO
Mark Day

SCENOGRAFIA
Stuart Craig, Anna Pinnock

COSTUMI
Colleen Atwood


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