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Annientamento (2018)

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ANNIENTAMENTO | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Un meteorite precipita sulla Terra, portando una nuova vita che cresce, muta e imita la natura (organica e inorganica). I militari e gli scienziati si uniscono a spedizioni governative per esplorare l’area soggetta al fenomeno, il cui epicentro è un misterioso faro, e indagare le origini della mutazione.

 

Kane (Oscar Isaac in uno dei suoi ruoli più inquietanti), membro dell’undicesima spedizione, ritorna a casa dalla moglie Lena (Natalie Portman non dimostra la tempra necessaria al personaggio) in uno stato catatonico e confusionario. La biologa assiste impotente all’aggravarsi delle condizioni fisiche e psicologiche del marito e decide, così, di unirsi alla successiva spedizione (all-women) per trovare risposta al mistero che le ha annientato l’esistenza.

 

L’annientamento è il concetto cardine della pellicola di Alex Garland (regista del rivelatore Ex machina) che adatta, e va oltre, la storia dellomonimo romanzo new weird di Jeff VanderMeer. Angoscianti e inquietanti, le immagini dicono più delle parole (un caso raro) e riescono, attraverso una suggestiva fotografia fatta di luci, bagliori e colori e un montaggio fatto di flashback e flashforward ad arrivare ove l’autore, purtroppo, non giunge; tuttavia il regista non fa breccia nel cuore. Sfrutta male i personaggi, consumandoli frettolosamente, come divorati dall’interno. Li umanizza, concendo loro un nome (contrariamente a Jeff VanderMeer), ma esplora solo in parte la loro anima. Li fa percorrere una foresta che muta al loro passaggio e cambia loro stessi (umanizza addirittura le piante e gli animali). Li sprofonda in un tunnel “alieno” di pazzia e disumanità, senza speranza, ove acquisiscono la consapevolezza che, una volta tornati dall’Area X, non saranno più gli stessi, poiché perdono la loro umanità e lo sprono (fisiologico, più che scientifico) che li spingeva a capire e disvelare il mistero.

 

Risolvere il mistero del fenomeno (in)naturale che stravolge le leggi biologiche è imperativo per Lena e la dottoressa Ventress (Jennifer Jason Leigh è sempre perfetta in ruoli borderline), le guide della spedizione, per scoprire il motivo che si cela dietro i cambiamenti genetici e, pur sottotraccia, il significato dellesistenza. Il “bagliore” (la “luminosità” nel romanzo) è come una patologia che le protagoniste “contraggono” nell’Area X, una “presenza” estranea nel loro organismo che cerca di modellarsi a loro immagine e somiglianza: un virus (inteso, forse, come castigo divino) che divora e annienta. Fino alla rivelazione finale (diretta magistralmente in puro stile teatrale, omaggio al mimo) che sfocia, pur mantenendo una connotazione prettamente orrorifica, nella fantascienza cara a Steven Spielberg.

 

Annientamento mostra come la curiosità umana sia sconfitta dalla paura di ciò che non si conosce (e mai si conoscerà); un viaggio di esplorazione che porta a guardarsi (dentro) allo specchio per vedere il proprio riflesso cambiare e prendere altra forma, seppur identica, in un caleidoscopio di colori che vuole impadronirsi (senza successo) del concetto chiave che rende un ammasso di carne un essere umano: la sua unicità universale. Angosciante.


Scheda

TITOLO ORIGINALE

Annihilation

PRODUZIONE

Eli Bush, Andrew Macdonald, Allon Reich, Scott Rudin

REGIA

Alex Garland

SCENEGGIATURA

Alex Garland

SOGGETTO

Jeff VanderMeer

CAST

Natalie Portman, Jennifer Jason Leigh, Gina Rodriguez, Tessa Thompson, Tuva Novotny, Oscar Isaac, Benedict Wong

COLONNA SONORA

Geoff Barrow, Ben Salisbury

FOTOGRAFIA

Rob Hardy

MONTAGGIO

Barney Pilling

SCENOGRAFIA 

Mark Digby, Michelle Day

COSTUMI

Sammy Sheldon Differ


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