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Ant-Man and the Wasp (2018)

ANT-MAN AND THE WASP | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

Ant-Man and the Wasp

PRODUZIONE

Stephen Broussard, Kevin Feige

REGIA

Peyton Reed

SCENEGGIATURA

Chris McKenna, Erik Sommers, Paul Rudd, Andrew Barrer, Gabriel Ferrari

CAST

Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Peña, Walton Goggins, Bobby Cannavale, Judy Greer, T.I., David Dastmalchian, Hannah John-Kamen, Abby Ryder Fortson, Randall Park, Michelle Pfeiffer, Laurence Fishburne, Michael Douglas

COLONNA SONORA

Christophe Beck

FOTOGRAFIA

Dante Spinotti

MONTAGGIO

Dan Lebental, Craig Wood

SCENOGRAFIA

Shepherd Frankel, Gene Serdena, Christopher J. Wood

COSTUMI

Louise Frogley

🖋️ Recensione

Scott Lang è agli arresti domiciliari dopo la bravata in Civil War: occupa le giornate giocando con la figlia Cassie che vede nel padre il supereroe che si cela oltre l’armatura, spronandolo a fare della propria vita un esempio di virtù. Scott, persi i contatti con la fidanzata Hope van Dyne e il dottor Hank Pym, padre di lei (in fuga dalle autorità anch’essi), può contare solo sugli amici; tuttavia, il viaggio di Scott nel mondo del subatomico ha riacceso nel cuore del dottor Pym la speranza di ritrovare la moglie perduta nel regno quantico a causa di un incidente occorso anni prima, mentre cercavano di impedire una catastrofe, quando ancora vestivano i panni di Ant-Man e Wasp.

 

Scott si ricongiunge alla fidanzata e al mentore poiché, per un caso che travalica la fisica conosciuta, si ritrova a essere deus ex machina degli eventi. Il dottor Pym consegna nuovamente l’armatura allo scapestrato e fortunato ladro, maldestro e bambinone, protagonista di sequenze da risate crepapelle; tuttavia, è messo in ombra da Hope alias Wasp. Insieme devono ritrovare la cara dispersa, ma non sono gli unici ad aver bisogno della potente tecnologia del tunnel quantistico: Ava alias Fantasma, misteriosa villain “affetta” da dissociazione molecolare, deve assimilare energia quantica per mantenere stabile il suo corpo. A impedire la riuscita della missione ci si mette anche il gangster Sonny Burch a capo di una (dis)organizzazione di criminali che vuole impossessarsi del laboratorio (portatile) del dottor Pym.

 

Peyton Reed torna alla regia in un sequel che non si attesta sullo stesso livello di Ant-Man. La commedia prende ancora il sopravvento sull’azione adrenalinica e multidimensionale, ma la storia scade in scelte narrative che non colpiscono e i personaggi sono imbrigliati in una caratterizzazione superficiale; il focus è posto sul rapporto tra Hope, il padre Hank e la (rediviva) madre Janet. Hank Pym è quasi protagonista: un burbero e saggio scienziato, oltre che padre, che riapre vecchie ferite con l’ex collega e socio in scienza (golia nero dal cuore tenero) per chiedergli aiuto.

 

Ant-Man and the Wasp è una sequenza di azioni che innescano particolari catene di eventi: se Fantasma non si impossessasse dell’equipaggiamento del dottor Pym, morirebbe, se quest’ultimo non ottenesse l’aiuto di Scott per recuperare la sua attrezzatura, la moglie Janet svanirebbe, e se Scott non tornasse a casa in tempo prima che l’agente del FBI torni a controllarlo, la sua nuova vita “post-Ant-Man” finirebbe. Un fluido narrativo interessante, ma conducente a un finale edulcorato e privo di mordente.

 

Ant-Man and the Wasp è una commedia fin troppo demenziale con eroi incredibilmente (e stupidamente) umani in cerca di redenzione e perdono, attenti a non causare devastazioni, defilati, che risolvono problemi di natura personale; ostacoli “microscopici”, se confrontati all’incombente catastrofe (di cui sono all’oscuro) che sta per abbattersi sull’universo; tuttavia, nel devastante cliffhanger finale (post-credit) si capisce come l’Universo Cinematografico Marvel sia incredibilmente coeso, a livello quantistico: ogni elemento filmico, apparentemente superfluo, concorre a creare una molecola che si lega ad altre per formare un organismo narrativo di proporzioni gigantesche.


Articolo di Alessandro Pin

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