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Ant-Man and the Wasp (2018)

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ANT-MAN AND THE WASP | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Scott Lang è agli arresti domiciliari dopo la bravata in Civil War; occupa le giornate giocando con la figlia Cassie che vede nel padre il supereroe che si cela oltre l’armatura, spronandolo a fare della propria vita un esempio di virtù. Scott, persi i contatti con la fidanzata Hope van Dyne e il Dott. Hank Pym, padre di lei (in fuga dalle autorità anch’essi), può contare solo sugli amici; tuttavia, il viaggio di Scott nel mondo del subatomico ha riacceso nel cuore del Dott. Pym la speranza di ritrovare la moglie perduta nel regno quantico a causa di un incidente occorso anni prima, mentre cercavano di impedire una catastrofe, quando ancora vestivano i panni di Ant-Man e Wasp.

 

Scott si ricongiunge alla fidanzata e al mentore poiché, per un caso che travalica la fisica conosciuta, si ritrova a essere deus ex machina degli eventi. Il Dott. Pym consegna nuovamente l’armatura allo scapestrato e fortunato ladro, maldestro e bambinone, protagonista di sequenze da risate crepapelle; tuttavia, è messo in ombra da Hope alias Wasp. Insieme devono ritrovare la cara dispersa, ma non sono gli unici ad aver bisogno della potente tecnologia del tunnel quantistico: Ava alias Fantasma, misteriosa villain “affetta” da dissociazione molecolare, deve assimilare energia quantica per mantenere stabile il suo corpo. A impedire la riuscita della missione ci si mette anche il gangster Sonny Burch a capo di una (dis)organizzazione di criminali che vuole impossessarsi del laboratorio (portatile) del Dott. Pym.

 

Peyton Reed torna alla regia in un sequel che si attesta sullo stesso livello di Ant-Man. La commedia prende il sopravvento sull’azione adrenalinica e multidimensionale, senza scadere nel ridicolo (comunque incredibilmente comica). I personaggi esplorano una nuova dimensione e maggior spazio è concesso al rapporto tra Hope, il padre Hank e la (rediviva) madre Janet. Hank Pym è quasi protagonista: un burbero e saggio scienziato, oltre che padre, che riapre vecchie ferite con lex collega e socio in scienza (golia nero dal cuore tenero) per chiedergli aiuto.

 

Ant-Man and the Wasp pone il focus sulle azioni compiute dai personaggi che innescano particolari catene di eventi: se Fantasma non si impossessasse dell’equipaggiamento del Dott. Pym, morirebbe, se quest’ultimo non ottenesse l’aiuto di Scott per recuperare la sua attrezzatura, la moglie Janet svanirebbe, e se Scott non tornasse a casa in tempo prima che l’agente del FBI torni a controllarlo, la sua nuova vita “post-Ant-Man” finirebbe. Una catena narrativa che conduce a un finale edulcorato, poeticamente giusto, oltre che fumettistico.

 

La chiave che rende Ant-Man and the Wasp una divertentissima commedia e un cinecomic che funziona è la presenza di eroi incredibilmente umani in cerca di redenzione e perdono, attenti a non causare devastazioni, defilati, che risolvono problemi di natura personale, “microscopici” se confrontati all’incombente catastrofe (di cui sono all’oscuro) che sta per abbattersi sull’universo. Nel devastante cliffhanger finale (post-credit) si capisce come l’Universo Cinematografico Marvel sia incredibilmente coeso. A livello quantistico.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Ant-Man and the Wasp

PRODUZIONE

Stephen Broussard, Kevin Feige

REGIA
Peyton Reed

SCENEGGIATURA

Chris McKenna, Erik Sommers, Paul Rudd, Andrew Barrer, Gabriel Ferrari

CAST
Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Peña, Walton Goggins, Bobby Cannavale, Judy Greer, Tip ‘T.I.’ Harris, David Dastmalchian, Hannah John-Kamen, Abby Ryder Fortson, Randall Park, Michelle Pfeiffer, Laurence Fishburne

COLONNA SONORA
Christophe Beck

FOTOGRAFIA
Dante Spinotti

MONTAGGIO
Dan Lebental, Craig Wood

SCENOGRAFIA
Shepherd Frankel, Gene Serdena, Christopher J. Wood

COSTUMI
Louise Frogley


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