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Ant-Man and the Wasp (2018)

★ ★ ★ ★ ☆  |  ALESSANDRO PIN


ANT-MAN AND THE WASP | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Dopo essere tornato dal regno quantico, Scott Lang (Paul Rudd) si allea con l’amico ‘Cap’ America tra gli Avengers nella Civil War. Con questa “bravata”, infrange gli accordi di Sokovia ed è così privato della sua armatura e costretto agli arresti domiciliari. Ant-Man and the Wasp riprende da qui con una narrazione che abbandona la risoluzione di minacce su scala globale (e cosmica) per concentrarsi su valori più “terreni”: l’importanza della famiglia unita al senso di amicizia e amore che lega i fantastici personaggi abitanti una disillusa società, priva delle organizzazioni che la difendevano (lo S.H.I.E.L.D.) e insidiavano (l’HYDRA).

 

Scott conduce una vita da uomo comune. Occupa le giornate tra passatempi adolescenziali, giocando con Cassie (che vive con la madre e il compagno poliziotto), l’adorata figlia che vede nel padre il suo supereroe (oltre l’armatura) e lo sprona a fare della propria vita un esempio di virtù. Scott, persi i contatti con la fidanzata Hope van Dyne (Evangeline Lilly) e il Dr. Hank Pym (Michael Douglas) padre di lei, in fuga dalle autorità anch’essi, rimane con un nugolo di amici su cui contare: il trio di eroi più improbabile dell’Universo cinematografico Marvel (David Dastmalchian, T.I. e il grande Michael Peña); tuttavia, il viaggio di Lang nel mondo del subatomico ha riacceso nel cuore del Dr. Pym la speranza di ritrovare la moglie perduta nel regno quantico a causa di un incidente occorso anni prima, mentre cercavano di impedire una catastrofe, quando ancora vestivano i panni di Ant-Man e Wasp (gli originali).

 

Scott si ricongiunge alla fidanzata e al suo mentore poiché, per un caso che travalica la fisica conosciuta, si ritrova a essere un deus ex machina degli eventi. Il Dr. Pym consegna nuovamente l’armatura allo scapestrato e fortunato Lang, qui maldestro e bambinone, protagonista di sequenze da risate crepapelle, messo in ombra da Hope alias Wasp. Insieme devono ritrovare la cara dispersa; tuttavia, non sono gli unici ad aver bisogno della potente tecnologia del tunnel quantistico: Ava alias Fantasma (Hannah John-Kamen), misteriosa super-cattiva “affetta” da dissociazione molecolare, deve assimilare energia quantica per mantenere stabile il suo corpo. A impedire la riuscita della missione, ci si mette anche il gangster Sonny Burch (Walton Goggins), a capo di una (dis)organizzazione di criminali che vuole impossessarsi del laboratorio (portatile) del Dr. Pym.

 

Peyton Reed torna alla regia in un sequel che si attesta sullo stesso livello di Ant-Man. La commedia prende il sopravvento sull’azione adrenalinica e multidimensionale, senza mai scadere nel ridicolo (comunque incredibilmente comico). I personaggi esplorano dentro di loro una nuova dimensione e maggior spazio è concesso allo splendido rapporto tra Hope, il padre Hank e la (rediviva) madre Janet (Michelle Pfeiffer). È ulteriormente approfondito il background di Hank Pym, qui quasi protagonista: un burbero e saggio scienziato, oltre che padre, che riapre vecchie ferite con il Dr. Bill Foster (Laurence Fishburne), ex socio in scienza, golia nero dal cuore tenero.

 

Ant-Man and the Wasp è un raro mega-mini-film in cui le azioni compiute dai personaggi hanno una ben definita motivazione personale: se Fantasma non si impossessasse dell’equipaggiamento del Dr. Pym, morirebbe, se quest’ultimo non ottenesse l’aiuto di Scott per recuperare la sua attrezzatura, la moglie Janet svanirebbe, e se Scott non tornasse a casa in tempo prima che l’agente del FBI Woo (Randall Park) torni a controllarlo, la sua nuova vita “post-Ant-Man” finirebbe. Una catena narrativa che conduce a un finale edulcorato, poeticamente giusto oltre che fumettistico.

 

La chiave che rende Ant-Man and the Wasp una divertentissima commedia è la presenza di eroi incredibilmente umani in cerca di redenzione e perdono, attenti a non causare devastazioni, defilati, che risolvono problemi di natura personale, “microscopici” se confrontati all’incombente catastrofe, di cui però sono all’oscuro, che sta per abbattersi sull’universo. Straordinario a livello visivo, il target dei Marvel Studios è come sempre alto e dimostra, in un devastante cliffhanger finale (post-credit), che l’universo da loro creato è incredibilmente coeso. A livello quantistico.


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Ant-Man and the Wasp

PRODUZIONE

Stephen Broussard, Kevin Feige

REGIA
Peyton Reed

SCENEGGIATURA

Chris McKenna, Erik Sommers, Paul Rudd, Andrew Barrer, Gabriel Ferrari

CAST
Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Peña, Walton Goggins, Bobby Cannavale, Judy Greer, Tip ‘T.I.’ Harris, David Dastmalchian, Hannah John-Kamen, Abby Ryder Fortson, Randall Park, Michelle Pfeiffer, Laurence Fishburne

COLONNA SONORA
Christophe Beck

FOTOGRAFIA
Dante Spinotti

MONTAGGIO
Dan Lebental, Craig Wood

SCENOGRAFIA
Shepherd Frankel, Gene Serdena, Christopher J. Wood

COSTUMI
Louise Frogley


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