· 

Avengers: Age of Ultron (2015)

🌕 🌕 🌕 🌑 🌑


AVENGERS: AGE OF ULTRON | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO


Recensione

Ultron è una terribile minaccia, un pericolo proveniente dal cuore degli Avengers, da un istinto di protezione e sopravvivenza, e non dai remoti recessi dello spazio; non una razza aliena, ma un’ombra che obnubila le menti dei supereroi con le più oscure paure: il terrore di essere dominati da forze maggiori che scatenerebbero l’apocalisse, la fine dell’umanità. Una morale che fa da leitmotiv all’intero arco narrativo. Il prologo è semplicemente spettacolare, una sequenza corale che apre le porte a due new entry nell’Universo cinematografico Marvel: i gemelli Pietro alias Quicksilver e Wanda alias Scarlet Witch. Il cattivo iniziale è il barone Wolfgang von Strucker, destinato a una frettolosa uscita di scena per far spazio all’antagonista principale: Ultron.

 

Un’idea sconsiderata porta Tony Stark (un folle Dott. Frankenstein) a creare inconsapevolmente la prima intelligenza artificiale senza fili che la legano (Pinocchio docet). Privo di una guida, il consapevole virus informatico comincia a fagocitare quante più nozioni possibili, giungendo alla conclusione che la fine del mondo è l’unica speranza per epurare il genere umano dal male che lo affligge. Ricostruzione. Ripopolazione. Evoluzione. Una perversa logica distruttiva. Ultron, cattivo rinascimentale con due lunghe basette metalliche e privo di naso (come si confà alle caratterizzazioni fisiche dei supercattivi più recenti), trova preziosi alleati contro cui gli Avengers hanno non poche difficoltà. La mente dei protagonisti è annebbiata da visioni di distruzione e morte e il loro fisico risente della stanchezza di combattere un avversario in grado di imparare, migliorarsi e rigenerarsi.

 

I dissapori che si instaurano nella squadra sono il punto di maggior fragilità degli Avengers; le fratture portano a una scarsa organizzazione della missione che conduce al distruttivo e fisico combattimento tra un posseduto Hulk e un supercorazzato Iron Man. Spettacolare. Thor, nel frattempo, cerca risposte in merito al tormento che lo attanaglia e gli ottenebra la mente. Una narrazione che instilla il desiderio di scavare maggiormente in profondità nella psiche dei beniamini; tuttavia, l’atto centrale non riesce ad adempiere al compito a causa di una frammentazione narrativa che spezza il filone principale. Si crea empatia con Occhio di Falco, il più umano dei supereroi, poiché posto al centro della scena in un’interessante parentesi famigliare, dove affronta comuni problemi umani in un contesto non ordinario, alieno.

 

Il palesarsi del personaggio più accattivante e atteso è autentica emozione, ma che dura poco. Visione, creato dalla matrice di J.A.R.V.I.S., mette facilmente in ombra Ultron, sua esatta antitesi. La creazione dell’essere biosintetico è tardiva, lasciando aperti diversi interrogativi. Visione, che ha incastonata sulla fronte la Gemma della Mente (una delle Gemme dell’Infinito), è un entità straordinaria che si unisce agli Avengers per fermare, con la sua logica da infante, il “bullo” cattivo con smanie genocide; una semplicistica “visione” espressa dal personaggio, consapevole della sua natura. Comunque interessante.

 

La sensazione è che sia stata messa troppa carne al fuoco. La diluita sequenza finale vede lo schieramento di una moltitudine di robot contro cui gli Avengers si scontrano per impedire la distruzione della città di Sokovia; tra rocambolesche acrobazie e poteri psichici, il focus è posto sulla morale più importante: l’unione fa la forza. Lo scopo di Age of Ultron, nel suo essere una transizione da ciò che è stato a ciò che sarà, è smantellare, pezzo dopo pezzo, quanto gli Avengers hanno duramente realizzato (uno status quo fin troppo fragile) per ritrovarsi, infine, con una nuova squadra di giovani eroi. Troppo precipitoso, ma necessario per aprire le porte a Civil War.

 

Joss Whedon ha dimostrato abilità registica nel rappresentare per la prima volta l’energica sinergia tra i giganti dell’Universo cinematografico Marvel. In Age of Ultron, il regista di The Avengers torna dietro la macchina da presa, richiamando la squadra al gran completo; tuttavia, gli equilibri narrativi sono mal calibrati: tra sequenze d’azione a dir poco efficaci e uno humor a tratti stucchevole, emerge una definizione dei personaggi superficiale e frettolosa. Un supercinecomic mancato.

Alessandro Pin



Scheda

TITOLO ORIGINALE

Avengers: Age of Ultron

PRODUZIONE

Kevin Feige

REGIA

Joss Whedon

SCENEGGIATURA

Joss Whedon

CAST

Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans, Scarlett Johansson, Jeremy Renner, James Spader, Samuel L. Jackson, Don Cheadle, Aaron Taylor-Johnson, Elizabeth Olsen, Paul Bettany, Cobie Smulders, Anthony Mackie, Hayley Atwell, Idris Elba, Linda Cardellini, Stellan Skarsgård, Claudia Kim, Thomas Kretschmann, Andy Serkis

COLONNA SONORA

Danny Elfman, Brian Tyler

FOTOGRAFIA

Ben Davis

MONTAGGIO

Jeffrey Ford, Lisa Lassek

SCENOGRAFIA

Charles Wood, Sheona Mitchley, Richard Roberts

COSTUMI

Alexandra Byrne


Scrivi commento

Commenti: 0