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Blade Runner 2022: Black Out (2017)

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Recensione

Los Angeles, 2022. Il talento di Shinichirô Watanabe, creatore del capolavoro Cowboy Bebop, è fuori discussione. Un artista geniale che, al servizio di una storia complessa e atmosfere affascinanti (il contesto di Blade Runner è congeniale allo scopo), riesce a raccontare il gap cronologico più importante: la fine dei Nexus 6 e l’avvento dei Nexus 8. L’umanità vede nella durata di vita “naturale” del nuovo modello una minaccia alla propria sopravvivenza che scatena conflitti e disordini. Inizia una caccia spietata senza precedenti nei confronti dei replicanti: una vera e propria inquisizione dove il Blade Runner è giudice, giuria e carnefice.

 

Sorprende vedere una colonia extra-mondo, Collampa, scenario di una cruenta battaglia di cui il replicante Iggy è reduce. Il protagonista persegue una personale vendetta contro il genere umano, per mezzo di un impulso elettromagnetico che disattiva ogni tecnologia a livello mondiale. Per compiere la sua missione, Iggy è aiutato da Trixie e Ren, due innamorati che conferiscono alla narrazione un risvolto sociologico interessante e approfondisce, attraverso poche righe di dialogo, il rapporto uomo/macchina. I replicanti non sono meri pezzi di carne, ma posseggono un’anima, difendono la loro esistenza e si impongono per la prima volta con dirompenza ed efferatezza agli occhi del mondo, combattendo una battaglia che li porta a trionfare su un bene più grande.

 

Lo standard grafico è elevatissimo. Le scenografie sono perfettamente ricreate e ammalianti sono gli scorci dell’iconica Los Angeles notturna. L’animazione è costellata di dettagli incredibili ed elementi che richiamano il capolavoro di Ridley Scott: la colomba che segna la fine e il nuovo inizio, l’occhio di Iggy (specchio dell’anima e trofeo di guerra e memoria visiva di ciò che ha perduto), la presenza di Gaff, cacciatore di replicanti che senza Deckard nulla può contro questi avanzatissimi modelli che anelano a vivere un’esistenza liberi da catene, in un mondo che li accetti senza compromessi; in un mondo piegato in ginocchio da un black-out apocalittico e punitivo; in un mondo privato dei suoi angeli.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE
2022: Black Out

PRODUZIONE

Joseph Chou, Al-Francis Cuenca, Shun Kashima, Nobuhiro Takenaka

REGIA

Shinichirô Watanabe

SCENEGGIATURA

Shinichirô Watanabe

CAST

Jovan Jackson, Luci Christian, Bryson Bauguss, Edward James Olmos

COLONNA SONORA

Flying Lotus

FOTOGRAFIA

Shinichiro Eto

MONTAGGIO

Kiyoshi Hirose

SCENOGRAFIA

Joey Goubeaud, Yuji Kaneko

ANIMAZIONE

CygamesPictures


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