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Captain America: Civil War (2016)

CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

Captain America: Civil War

PRODUZIONE

Kevin Feige

REGIA

Anthony Russo, Joe Russo

SCENEGGIATURA

Christopher Markus, Stephen McFeely

CAST

Chris Evans, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Anthony Mackie, Don Cheadle, Jeremy Renner, Chadwick Boseman, Paul Bettany, Elizabeth Olsen, Paul Rudd, Emily VanCamp, Tom Holland, Daniel Brühl, Frank Grillo, William Hurt, Martin Freeman, Marisa Tomei, John Kani, John Slattery, Hope Davis, Alfre Woodard

COLONNA SONORA

Henry Jackman

FOTOGRAFIA

Trent Opaloch

MONTAGGIO

Jeffrey Ford, Matthew Schmidt

SCENOGRAFIA

Owen Paterson, Ronald R. Reiss

COSTUMI

Judianna Makovsky

🖋️ Recensione

Civil War affronta le conseguenze di quanto accaduto nei precedenti episodi dell’Universo cinematografico Marvel: un mondo ferito, devastato dalle azioni del manipolo di supereroi chiamati Avengers, considerati dai governi e dalle vittime scomodi, ingombranti e dannosi vigilanti al di sopra della legge. Efficace è la sequenza (che ricorda Batman v Superman) in cui la madre di un soldato americano, morto a Sokovia (la città distrutta in Age of Ultron), affronta a viso aperto Tony Stark, considerato il responsabile dei tragici eventi. Un tema importante che pone Captain America (Chris Evans) in aperto conflitto con Iron Man (Robert Downey Jr.), dove il primo è mosso da sentimenti di amicizia che prevaricano quelli patriottici propri del supereroe stellato, mentre il secondo si schiera col governo per lasciarsi guidare da un rigore mondiale più alto.

 

Il (breve) ritorno di Crossbones a.k.a. Brock Rumlow (Frank Grillo) prepara lo scenario e fa da ponte col precedente The Winter Soldier. L’attacco a un laboratorio in Nigeria sollecita l’urgenza dei governi di stipulare gli Accordi di Sokovia. Il governo è qui rappresentato dal segretario di Stato Thaddeus Ross (William Hurt ritorna nel ruolo dopo L’incredibile Hulk), determinato a domare i vigilanti purosangue, ormai scalpitanti e fuori controllo. Anthony e Joe Russo ripropongono in parte la qualità narrativa di The Winter Soldier, costruendo un ensemble più articolato e di difficile gestione rispetto a The Avengers.

 

Uno dei nuovi personaggi introdotti nell’Universo cinematografico Marvel è Pantera Nera (Chadwick Boseman); decisamente animalesco, ma al tempo stesso regale e misterioso, T’Challa, il neo re del Regno di Wakanda, affronta (con convincente motivazione) il Soldato d’Inverno (Sebastian Stan). Tutti partecipano allo scontro più simbolico: Falcon (Anthony Mackie) e War Machine (Don Cheadle), fedeli spalle di Captain America e Iron Man rispettivamente, e Ant-Man (Paul Rudd), gettato nella mischia per far numero, dilettandosi Giant-Man pur di dar libero sfogo al suo istinto ribelle.

 

L’altra interessante (e sorprendente) new entry è Spider-Man (Tom Holland), in un costume accattivante e più fedele al fumetto rispetto ai precursori cinematografici; spensierato e decisamente elettrizzante, ruba (piacevolmente e senza difficoltà) la scena ai “colleghi” Avengers. Zia May (Marisa Tomei, la più giovane interprete del personaggio) ammalia l’ormai arrugginito e afflitto playboy Tony Stark; la sensazione è che Tony tenga molto a Peter e desideri seguirne l’evoluzione. Graditi sono gli approfondimenti del rapporto tra Visione (Paul Bettany) e Scarlet Witch (Elizabeth Olsen) e la ragione che spinge Vedova Nera (Scarlett Johansson) e Occhio di Falco (Jeremy Renner) a schierarsi l’una contro l’altro, invogliando a parteggiare per l’una o l’altra squadra. Gli Accordi di Sokovia bastano a disintegrare quanto costruito, dimostrando quanto in realtà sia fragile l’egida degli Avengers.

 

Un nemico, alla fine, artefice del male, non manca certamente: Zemo (Daniel Brühl) porta Iron Man a sfidare nuovamente Captain America e il Soldato d’Inverno dopo una tregua apparentemente solida; un duro e faticoso scontro che giunge a uno stallo. Ancora una volta gli eroi sono accecati da struggimenti personali e non vedono il vero nemico che qui si palesa come un uomo ferito, assetato solo di vendetta.

 

Se in Batman v Superman, la figura materna riappacifica le due icone della DC Comics, in Civil War la morte dei genitori di Tony Stark è la miccia dello scontro finale; in un’interessante sequenza “flashback” si evince il complicato rapporto col padre Howard Stark, che permette di far luce sul “lato oscuro” di Tony. L’importanza della famiglia è ancora una volta al centro di un cinecomic: morale che esalta l’umanità che si cela dietro le armature di metallo (e vibranium) degli eroi e disvela, da dietro la maschera, il volto di uomini fragili, privati della loro corazza.

 

Civil War rappresenta il grande scontro che apre la terza fase dell’Universo cinematografico Marvel con una spaccatura all’interno degli Avengers. Anthony e Joe Russo prendono le distanze dal fumetto e rendono la frattura sanabile poiché, nonostante vi siano eroi bisognosi di essere gestiti da un potere più alto ed eroi ribelli e fuorilegge, il mondo avrà sempre bisogno degli Avengers.


Articolo di Alessandro Pin

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