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C’era una volta a... Hollywood (2019)

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C'ERA UNA VOLTA A... HOLLYWOOD | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Hollywood, 1969. Rick Dalton è un famoso attore di serie televisive western e d’azione; Cliff Booth è la sua controfigura, inseparabile spalla tuttofare. Rick abita in una lussuosa villa a Cielo Drive e ha per vicino di casa il grande regista Roman Polanski, sposato con la bellissima moglie Sharon Tate che, nella notte dell’8 agosto dello stesso anno, è assassinata per mano della “famiglia” di Charles Manson; o almeno, questo è quanto accaduto.

 

Quentin Tarantino, con un pizzico di ironia e il suo personalissimo timbro, comunque meno marcato rispetto ad altre sue opere, riscrive con coraggio la storia, trasformando l’affresco hollywoodiano in un passionale omaggio al mondo del cinema, popolato da personaggi fittizi che rappresentano alla perfezione gli archetipi di attori e produttori che “animavano” la scena in quel periodo: un contesto originale, autentico, seppur romanzato. Un particolare ossimoro che solo il suo genio avrebbe potuto rappresentare; attraverso intensi primi piani (e grandi omaggi ai lavori di Sergio Corbucci e Sergio Leone), ogni inquadratura ha in sé un’eleganza che dimostra la crescita e maturazione del folle regista americano; tuttavia, la scrittura ricorda le sue prime opere, come Pulp Fiction: storie autonome che narrano le vicende di personaggi particolari ed eccentrici, ma che si intrecciano solo in alcuni fondamentali punti. Sharon Tate è come se fosse in un film tutto suo, senza gli altri protagonisti, quasi estraniata dal contesto.

 

Il declino e la depressione di Rick, la quotidianità di Cliff che abita, con il suo fedelissimo e famelico cane, in un sudicia roulette, e la spensieratezza e disillusione di Sharon Tate, sono i cardini fondamentali su cui ruota il contesto. Tre storie intrecciate in modi diversi e particolari che, grazie anche a un montaggio che funziona a dovere, ma con qualche lungaggine di troppo, raccontano uno spaccato di vita hollywoodiana; mentre, sullo sfondo, incombe (con momenti di magistrale suspense) il terribile avvicinarsi di pericolosi hippie bramosi di sangue, inconsapevoli di chi si troveranno di fronte al loro predestinato arrivo a Cielo Drive.

 

Leonardo di Caprio è bravo e perfettamente in parte, ma è Brad Pitt a fare la differenza; complice un ruolo che gli calza alla perfezione. Il personaggio di Cliff riesce a navigare le turbolenti acque del mondo hollywoodiano più del compagno di venture (e più in vista) Rick, attore fallito che piange e si dispera continuamente, poiché resosi conto di non possedere più la capacità di recitare al meglio delle sue possibilità, come rivelatogli dal suo agente (Al Pacino, in poco più di un cameo) che gli offre l’unica alternativa possibile: dismettere i panni dell’eroe e diventare un cattivo.

 

Tanti i personaggi coinvolti nella vicenda e Quentin Tarantino richiama la “sua” squadra (quasi) al completo; mentre, la strepitosa “new entry” Margot Robbie ruba la scena nelle poche sequenze in cui è protagonista. Tre diversi stili di vita che esaltano, anche sopra le righe (suo punto di forza e debolezza), la bellissima fiaba di Quentin Tarantino da cui altro non ci si può aspettare, se non repentini ed efficaci cambi di registro. Di grande cinema d’autore.

 

Dopo aver esplorato l’anacronismo in Bastardi senza gloria, Quentin Tarantino affronta il difficile terreno del metafilm. A tratti, la narrazione si estranea da ciò che accade per mostrare un racconto nel racconto: che sia un ricordo, un’immagine di repertorio, o uno dei tanti film di Rick Dalton, ci si ritrova catapultati in una realtà sì familiare, ma non reale. Il fantastico viaggio in quel di Hollywood non è adatto a tutti: difficile tenere il passo se non muniti di una sigaretta imbevuta di acido, di passione per la cultura pop americana ed essere un navigato cinefilo incallito. Ad ogni modo, un atto d’amore verso il cinema.

Alessandro Pin


SENTIERI DEL CINEMA

Scheda

TITOLO ORIGINALE

Once Upon a Time... in Hollywood

PRODUZIONE

David Heyman, Shannon McIntosh, Quentin Tarantino

REGIA

Quentin Tarantino

SCENEGGIATURA

Quentin Tarantino

CAST

Leonardo DiCaprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Emile Hirsch, Margaret Qualley, Timothy Olyphant, Julia Butters, Austin Butler, Dakota Fanning, Bruce Dern, Mike Moh, Luke Perry, Damian Lewis, Al Pacino

FOTOGRAFIA

Robert Richardson

MONTAGGIO

Fred Raskin

SCENOGRAFIA

Barbara Ling, Nancy Haigh

COSTUMI

Arianne Phillips


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