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Chernobyl (2019)

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CHERNOBYL | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

26 aprile 1988. Valerij Alekseevič Legasov, vicedirettore dell’istituto dell’energia atomica Kurchatov, è seduto nel soggiorno del suo appartamento a registrare la sua testimonianza. Riposte le audiocassette in un nascondiglio nel vicolo sotto casa, si toglie la vita. Un incipit che esprime con potenza rappresentativa le drammatiche conseguenze derivanti dalla catastrofe del 26 aprile 1986.

 

Chernobyl è un meta-documentario sul disastro avvenuto alla centrale nucleare Vladimir Il’ič Lenin. Il difetto di fabbricazione intrinseco del reattore nucleare RBMK, unito alla sconsideratezza e inesperienza del personale addetto quel giorno alla centrale, hanno causato l’esplosione del reattore. Inadempienza e arroganza, ma anche pentimento, emergono dalle testimonianze delle vittime, in indicibile agonia per le radiazioni a cui il loro organismo in liquefazione è sottoposto. Il governo Gorbačëv invia il ministro Shcherbina e l’esperto Legasov a Chernobyl per indagare e riparare al danno. Un danno solo tardivamente disvelato, anche se non pubblicamente, come irreparabile e dalle irreversibili conseguenze per le migliaia di persone intervenute sul luogo del disastro: vigili del fuoco, operatori sanitari, minatori, spalatori, tecnici, militari, bonificatori; trafitti tutti, chi più chi meno, da pallottole invisibili di radioattività che, trasportata dagli agenti atmosferici, ha avvelenato migliaia di chilometri quadrati, non risparmiando flora né fauna.

 

Mentre la verità rimaneva vincolata ai massimi vertici del governo dell’Unione Sovietica e il KGB controllava ogni mossa dei suoi funzionari, una morte iniqua toccava a coloro direttamente coinvolti nell’incidente. La verità era quanto mai palese; tuttavia, la menzogna propinata e l’incredulità anche solo di pensare a procedure operative falsificate o la ridicola idea che il governo potesse mettere in pericolo vite umane per far funzionare il meccanismo burocratico, non ha permesso agli scienziati di essere lucidi e così, contro ogni buon senso, accumulare errori su errori fino allo scoperchiamento del nocciolo con una violentissima esplosione che ha fatto brillare il firmamento notturno con una scia luminescente di radioattività mortale.

 

Chernobyl è uno spaccato storico che, attraverso una narrazione didascalica, accurata ed emotivamente coinvolgente, sorretta da un montaggio allo stato dell’arte, mostra i secondi, i minuti, le ore, i giorni a seguito dell’incidente e gli istanti antecedenti che hanno condotto alla più grande catastrofe del nostro tempo, fino al processo. Cinque episodi narrati da diversi punti di vista, ma sempre ancorati alla prospettiva dei due protagonisti. Jared Harris e Stellan Skarsgård sono straordinari: la parabola narrativa di Legasov e Shcherbina si incontra e si separa in modo inatteso e si evolve in modo sublime; un’amicizia che si costruisce gradualmente, così come gradualmente i loro corpi sono devastati dalle radiazioni.

 

Chernobyl è una rappresentazione oltre modo realistica che ostenta perfezione e audacia. Uno dei migliori progetti televisivi mai realizzati. Una serie che, attraverso i numeri, mostra il sacrificio di vite innocenti e inconsapevoli, il loro coraggio ed eroismo, senza tralasciare la politica e la scienza a cui sono date fondamentale importanza. Il monologo di chiusura, durante il processo, in cui Legasov spiega il funzionamento del reattore nucleare RBMK, è uno dei massimi vertici raggiunti dalla serialità televisiva; così come le claustrofobiche ed evocative musiche di Hildur Guðnadóttir e la folgorante fotografia di Jakob Ihre che raggiunge i livelli di perfezione visti in Broadchurch.

 

Chernobyl è una vivisezione storica: dalla devastante catastrofe alle terrificanti e orrorifiche conseguenze. Autentico capolavoro.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE

Chernobyl

PRODUZIONE

Sanne Wohlenberg

REGIA

Johan Renck

IDEA

Craig Mazin

CAST

Jared Harris, Stellan Skarsgård, Jessie Buckley, Emily Watson, Adam Nagaitis, Paul Ritter, Robert Emms, Sam Troughton

COLONNA SONORA

Hildur Guðnadóttir

FOTOGRAFIA

Jakob Ihre

MONTAGGIO

Jinx Godfrey, Simon Smith

SCENOGRAFIA

Luke Hull, Claire Levinson-Gendler, Marius Mikoliunas

COSTUMI

Odile Dicks-Mireaux


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