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Cloverfield (2008)

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CLOVERFIELD | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Un gruppo di amici organizza una festa a sorpresa per salutare Robert che , in seguito a una promozione, deve trasferirsi in Giappone. Durante la serata, qualcosa interrompe i festeggiamenti: l’esplosione di un palazzo vicino provoca caos, feriti e morti per le strade, una gigantesca creatura irrompe sulla scena e inizia a devastare la città. I ragazzi cercano riparo, mentre i militari fanno da scudo tra la popolazione e il mostro. Robert è deciso a ritrovare Beth, l’ex fidanzata; insieme al fratello e un gruppo di amici attraversa la città, passando per i pericolosi cunicoli della metropolitana, sperando di trovarla ancora viva.

 

Il mostro, non subito rivelato, ma disvelato quando le colonne di fumo erette dalla distruzione dei palazzi si dissipano, è circondato dalla massima segretezza: nulla si conosce delle sue origini, nocciolo critico di Cloverfield la cui narrazione non si sofferma a indagare la catastrofe, né tanto meno l’esistenza di una creatura (aliena), ma pone il focus sui personaggi. Deboli e indifesi, ma solidali, gli amici cercano di sopravvivere e fuggire da fuoco e fiamme in un apocalisse di cui nessuno conosce la causa.

 

Una testimonianza, narrata con la tecnica del “video ritrovato”, di fatti accaduti a persone coinvolte in un “cataclisma” che hanno lottato contro qualcosa di abominevole, violento, mortale. I personaggi sono in balìa di eventi al di fuori del loro controllo: persone comuni che, quando incontrano i militari e sono portati in un ospedale da campo (oasi di morte, più che di salvezza), dove assistono alle conseguenze mortali della mattanza, sono impotenti e non possono fare altro che proseguire lungo il cammino, speranzosi di un futuro che non ci sarà.

 

Cloverfield, grazie all’efficace regia “point of view” di Matt Revees, si discosta (solo in parte) da un genere ampiamente sfruttato. J.J. Abrams, reduce dall’isola di Lost, inietta massicce dosi di suspense e orrore, lasciando sgomenti e senza parole davanti a una sceneggiatura (scritta da Drew Goddard) con del potenziale difficile da trovare altrove. Coinvolgente e coraggioso nel mostrare la testa della Statua della Libertà rotolare nel cuore di Manhattan, Cloverfield può definirsi un esperimento mediatico più che riuscito. Peccato per il finale amarissimo e per nulla rivelatore.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE

Cloverfield

PRODUZIONE

J.J. Abrams, Bryan Burk

REGIA

Matt Reeves

SCENEGGIATURA

Drew Goddard

CAST

Lizzy Caplan, Jessica Lucas, T.J. Miller, Michael Stahl-David, Mike Vogel, Odette Yustman

PRODUZIONE

J.J. Abrams, Bryan Burk

FOTOGRAFIA

Michael Bonvillain

MONTAGGIO

Kevin Stitt

SCENOGRAFIA

Martin Whist, Robert Greenfield

COSTUMI

Ellen Mirojnick


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