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Copia originale (2018)

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COPIA ORIGINALE | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Lee Israel è stata una scrittrice di origini ebree di fama internazionale, entrata con la biografia della giornalista e presentatrice Dorothy Kilgallen nell’elenco dei best seller del New York Times. Copia originale mostra il tramonto dell’autrice che, ormai in disgrazia, fatica a sbarcare il lunario, curare il suo gatto a cui è molto affezionata, più che alle persone, e pagare l’affitto. Nessuno compra più i suoi libri, giudicati noiosi, accatastati in vetuste librerie a prendere polvere e svenduti a basso costo. È il 1991.

 

La vita nella precarietà, senza amici o confidenti, ha una svolta quando trova, per caso, in un vecchio libro, una lettera dell’attrice Fanny Brice, che decide di vendere per ricavarne qualche spicciolo; la lettera desta subito l’interesse dell’acquirente, ma la trova fredda, quasi banale nella sua essenzialità, senza “quel” briciolo di eccentricità proprio delle dive conclamate. Ecco che Lee ha la brillante idea di copiare il manoscritto, personalizzandolo con suoi pensieri, come se a scriverli fosse stata l’autrice stessa. Il risultato è forse meglio dell’originale, una copia originale. L’incontro fortuito con il tossicomane Jack Hock, suo pari nella quotidianità della vita, che spaccia droga e si prostituisce per avere un tetto sotto cui dormire, apre la mente di Lee a nuovi pensieri ed emozioni che pensava non possedesse. Sola contro il mondo, e con nessuno a cui affidarsi, si rende presto conto che il sistema di compravendita dietro le lobby altolocate di collezionisti è in moto per scovare il truffatore.

 

Marielle Heller dirige un biopic che suona i ritmi del noir, toccando le corde del dramma, attraverso il difficile carattere della protagonista che ha il volto di Melissa McCarthy; abituati a vedere l’attrice in ruoli comici, rivela di essere poliedrica e tremendamente efficace nel trasmette emozioni forti con dirompente carica drammaturgica. La spalla del dandy omosessuale calza a pennello a Richard E. Grant, in stato di grazia. La storia vera, tratta dalle memorie di Lee, ruota attorno alla psicologia dei due protagonisti, cardine su cui poggia l’intera narrazione. Il loro rapporto evolve e involve, così come il legame che li caratterizza: due spiriti affini disposti a tutto pur di sopravvivere in una società che li vuole fuori vedendoli, solo superficialmente, come presenze ingombranti e inutili, senza scrutare le loro anime ciniche, distaccate, vittime della società stessa. Una così bella parabola narrativa da entrare, fin da subito, in sintonia con le emozioni che suscita il cinema d’autore.

Alessandro Pin



Scheda

TITOLO ORIGINALE

Can You Ever Forgive Me?

PRODUZIONE

Anne Carey, Amy Nauiokas, David Yarnell

REGIA

Marielle Heller

SCENEGGIATURA

Nicole Holofcener, Jeff Whitty

CAST

Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Dolly Wells, Ben Falcone, Gregory Korostishevsky, Jane Curtin, Stephen Spinella, Christian Navarro

COLONNA SONORA

Nate Heller

FOTOGRAFIA

Brandon Trost

MONTAGGIO

Anne McCabe

SCENOGRAFIA

Stephen H. Carter, Sarah E. McMillan

COSTUMI

Arjun Bhasin


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