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Dumbo (2019)

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DUMBO | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO


Recensione

Il maggiore Holt Farrier, reduce dalla Grande Guerra che gli è costata un braccio, fa ritorno a casa dai due figli, rimasti senza madre a causa della malattia: un circo itinerante gestito dal signor Max Medici che cerca di tenere aperta la baracca al meglio delle sue possibilità, il più delle volte alimentate da ambigua morale; un piccolo uomo, in tutti i sensi, attaccato al denaro, che un giorno compra un esemplare di elefante indiano che partorisce un cucciolo alquanto particolare. Medici vede nel piccolo Dumbo, che possiede enormi orecchie e ha la bizzarra capacità di volare, un investimento e guadagno assicurato. Dumbo è vittima di bullismo e vessato da tutti e diventa presto il fenomeno da baraccone più famoso; la sua incredibile abilità alimenta a tal punto la sua popolarità da far giungere il passaparola alle orecchie del magnate Vandevere che cerca di impossessarsi del piccolo freak per farne l’attrazione principale del suo parco divertimenti.

 

Dumbo è la trasposizione del classico Disney del 1941; una storia sull’emarginazione qui riproposta da Tim Burton con una trama ampliata per dare spazio al nutrito cast. Il focus è posto solo in parte sull’elefantino volante: la determinazione e il senso di giustizia di Holt (un credibile Colin Farrell), il senso di meraviglia e stupore del figlio in contrasto con la razionalità scientifica della figlia, la brama di ricchezza e successo di avidi imprenditori, tra cui Medici (Danny DeVito è sempre grande) e Vandevere (Michael Keaton è sopra le righe e il suo personaggio non convince), e il desiderio di libertà di Colette Marchant, la pin-up di Dumbo (la bellissima Eva Green), ovvero il sogno di librarsi in aria per vedere dall’alto il tendone del mondo, sono la colonna portante della storia che, tuttavia, risulta fin troppo prevedibile. Se il cartone animato omonimo vola in alto con la sua magia, seppur limitato nella definizione di alcuni personaggi, ecco che Tim Burton “corregge” la rotta di volo, ma sbaglia l’atterraggio, finendo in campo aperto senza, però, precipitare come successo con Alice in Wonderland.

 

Una fiaba dai contorni fin troppo delineati che resta ancorata al terreno senza spiccare il volo, come invece fa Dumbo che, con due occhioni come E.T., piange e si dispera poiché oggetto di scherno per la sua bizzarra condizione che lo rende più unico che raro; il piccolo elefantino volante, osannato dal pubblico, trova negli amici la forza di vincere la paura e umiliare il cattivo: un John Hammond qualunque, grottescamente spietato, ispirato dall’utopia disneyana. Un che di già visto.

Alessandro Pin



Scheda

TITOLO ORIGINALE

Dumbo

PRODUZIONE

Katterli Frauenfelder, Derek Frey, Ehren Kruger, Justin Springer

REGIA

Tim Burton

SCENEGGIATURA

Ehren Kruger

SOGGETTO

Helen Aberson, Harold Pearl

CAST

Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green, Alan Arkin, Nico Parker, Finley Hobbins

COLONNA SONORA

Danny Elfman

FOTOGRAFIA

Ben Davis

MONTAGGIO

Chris Lebenzon

SCENOGRAFIA

Rick Heinrichs, John Bush, Cosmo Sarson

COSTUMI

Colleen Atwood


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