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Glass (2019)

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GLASS | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

David Dunn / Il sorvegliante, il ballerino, il fantasma – L’uomo infrangibile

David Dunn, presentato in Unbreakable (2000), è un uomo comune, con un lavoro comune, un figlio e un matrimonio in crisi, che sopravvive (illeso e unico superstite) a un tragico incidente ferroviario. Avvicinato da Elijah Price, estimatore, collezionista e profondo conoscitore dei fumetti, affetto da una rara malattia delle ossa che le rende fragili come vetro, David Dunn si lascia convincere di possedere il dono di non ammalarsi, una forza sovrumana ed essere indistruttibile. Elijah è convinto che i fumetti siano un mezzo di testimonianza storica che, attraverso personaggi e storie di pura fantasia, tramanderebbero la natura di esseri straordinari realmente esistiti. David pensa di possedere anche la capacità di avvertire atti malvagi commessi dalle persone con cui entra in contatto; così, indossando una mantella impermeabile con cappuccio, diventa un vigilante, un giustiziere della notte. Ciò che David ignora è che Elijah è disposto a tutto pur di dimostrare la sua teoria e trovare il suo opposto. 

Kevin Wendell Crumb / La Bestia – L’uomo diviso

Kevin Wendell Crumb, presentato in Split (2016), è un uomo diviso in ventiquattro diverse personalità il cui insieme si definisce l’Orda. La Bestia è una di essa, un essere che, quando emerge alla luce, trasforma il corpo di Kevin, aumentandone massa muscolare, agilità, resistenza fisica e densità della pelle (diventando antiproiettile). L’istinto della Bestia è uccidere gli impuri, ovvero coloro che mai hanno provato sofferenza. Alcune personalità emergono a fatica poiché hanno paura della Bestia, nascondendosi nelle profondità della psiche di Kevin, altre invece, come il novenne Hedwig, la compassata guida Patricia e l’ossessivo-compulsivo Dennis, procacciano giovani ragazze in sacrificio alla Bestia che considerano come la più alta espressione di evoluzione. Kevin (o meglio alcune delle sue personalità) è in cura da una dottoressa che crede che l’autoconvinzione psichica possa portare a trasformare il corpo per compiere imprese straordinarie. Alla fine, solo una ragazza sopravvive alla Bestia, poiché come Kevin (traumatizzato dalle sevizie della madre subite in tenera età) ha conosciuto la sofferenza e desidera amare ed essere amata.

Elijah Price / Mr. Glass – L’uomo di vetro

David Dunn e la Bestia sono catturati e condotti, dopo un brutale scontro, nella clinica psichiatrica dell’enigmatica dottoressa Ellie Staple il cui lavoro è curare persone convinte di essere speciali. David è neutralizzato con l’acqua (suo punto debole), mentre la Bestia con flash luminosi che portano alla luce le altre personalità di Kevin. Mr. Glass, anch’egli in cura, sembra fuori gioco, come lobotomizzato, ma in realtà la sua mente geniale è più attiva che mai: un burattinaio che studia e mette in atto un diabolico piano (da autentico supercattivo) per dimostrare al mondo l’esistenza dei supereroi, facendo scontrare David e la Bestia in un duello finale all’ultimo sangue, ove ogni tassello è rimescolato e niente è ciò che si credeva fosse. Uno scontro non di epiche proporzioni, ma di epici personaggi che devono vincere se stessi prima di sfidare la loro controparte fumettistica.

 

M. Night Shyamalan disegna con colori sgargianti, che ben definiscono i contorni dei personaggi (stilizzati e profondi, magnifici ed estremi), uno storyboard di un cinecomic che cinecomic non è: se nei precedenti due episodi il regista e sceneggiatore indiano ha costruito archetipi convincenti, completi nel carattere, ma in fase di definizione, qui li destruttura, attraverso escamotage narrativi, portando a credere che il loro dono non sia altro che una condizione psichica da curare. Un meta-cinecomic che si appropria delle caratteristiche del superhero movie e del thriller avvolto nel mistero.

 

Una storia sulle origini di vigilanti, supereroi, antieroi, supercattivi e organizzazioni segrete. M. Night Shyamalan conclude una solida trilogia che mantiene intatte le premesse iniziali e le evolve, così come i personaggi che crescono in potere e coscienza di sé, arrivando alla fine del loro viaggio di formazione in cui hanno vissuto nella normalità la loro straordinarietà. Samuel L. Jackson con il suo carisma eclissa la marmorea presenza di Bruce Willis e la magistrale interpretazione di James McAvoy (in stato di grazia nello sfoggiare le incredibili personalità di Kevin).

 

Sapete come si fa a distinguere il cattivo dal buono? Perché è l’esatto opposto dell’eroe e molto spesso sono amici, uniti a fronteggiare un nemico comune. Le motivazioni che spingono i personaggi sono il punto cardine di una storia che muta di genere e scava in profondità nell’anima dei fumetti, portando alla luce una nuova creatura cinematografica dal carattere unico e inconfondibile firmata M. Night Shyamalan che, attraverso twist narrativi ed efficaci flashback, compone un’opera non a prova di difetti, non autonoma come i precedenti due episodi, ma che, poggiandosi saldamente su di essi, si eleva a gioco di genere tra il meta-cinematografico e il meta-fumettistico e infine si divide in frammenti di vetro che si pensava infrangibile. Temprato in modo unico, come un fumetto in edizione limitata.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE

Glass

PRODUZIONE

Marc Bienstock, Jason Blum, Ashwin Rajan, M. Night Shyamalan

REGIA

M. Night Shyamalan

SCENEGGIATURA

M. Night Shyamalan

CAST

James McAvoy, Bruce Willis, Samuel L. Jackson, Anya Taylor-Joy, Sarah Paulson, Spencer Treat Clark, Charlayne Woodard

COLONNA SONORA

West Dylan Thordson

FOTOGRAFIA

Mike Gioulakis

MONTAGGIO

Luke Ciarrocchi, Blu Murray

SCENOGRAFIA

Chris Trujillo, Olivia Peebles

COSTUMI

Paco Delgado


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