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Godzilla – Il pianeta dei mostri (2017)

GODZILLA - IL PIANETA DEI MOSTRI | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

GODZILLA – 怪獣惑星 – Gojira: Kaijū Wakusei

PRODUZIONE

Takashi Yoshizawa

REGIA

Hiroyuki Seshita, Kôbun Shizuno

SCENEGGIATURA

Gen Urobuchi

STORIA

Gen Urobuchi

SOGGETTO

Gen Urobuchi, Sadayuki Murai, Yusuke Kozaki, Ishirô Honda

CAST

Mamoru Miyano, Takahiro Sakurai, Kana Hanazawa, Tomokazu Sugita, Yûki Kaji, Jun’ichi Suwabe, Daisuke Ono, Kenta Miyake, Ken’yû Horiuchi, Kazuya Nakai, Kazuhiro Yamaji, Kanehira Yamamoto, Shinya Takahashi, Tomisaburô Horikoshi, Junichi Yanagita, Haruki Ishiya, Shigeyuki Susaki

COLONNA SONORA

Takayuki Hattori

FOTOGRAFIA

Seamus McGarvey

MONTAGGIO

Aya Hida

SCENOGRAFIA

Ferdinando Patulli, Naoya Tanaka, Yukihiro Shibutani

ANIMAZIONE

Polygon Pictures

🖋️ Recensione

Fine XX Secolo. Il mondo è sull’orlo del collasso. I Kaijū hanno invaso la Terra. L’arrivo di Godzilla sbaraglia sia le creature sia l’umanità e il mostro diventa il dominatore del pianeta. Due razze umanoidi extra-terrestri, gli Exif e i Bilusaludo, giungono in aiuto dell’umanità; i primi chiedono la conversione della popolazione alla loro religione, i secondi desiderano insediarsi ed essere accettati, donando l’arma più potente: il Mechagodzilla. Dopo una lunga ed estenuante lotta, l’umanità e le razze aliene falliscono nell’impresa di sconfiggere Godzilla e si vedono costrette a intraprendere un viaggio interstellare per trovare una nuova casa.

 

Dopo un disastroso tentativo di insediamento sul pianeta Tau Ceti-e, il giovane capitano Haruo Sakaki convince il concilio, con l’aiuto di Metphies, un sacerdote Exif, alieno “fedele” e osservatore dei comportamenti umani, a prendere l’unica decisione possibile. Si rende necessario all’umanità di tornare sulla Terra dopo vent’anni di vane ricerche, con la speranza che il mostruoso dominatore lasciatosi alle spalle sia morto e sepolto e, qualora non lo fosse, con la possibilità di combatterlo e sconfiggerlo una volta per sempre. Il tempo, tuttavia, è relativistico: tornati sulla Terra, i sopravvissuti ricalcano un suolo invecchiato di ventimila anni. La vegetazione è mutata in solido metallo e la fauna composta da giganteschi e mortali predatori volanti. Aiutato dai Bilusaludo e dalla divina (e aliena) provvidenza degli Exif, il capitano Haruo Sakaki, con l’avvallo del concilio, è posto alla testa di una spedizione militare per far fronte al mostro che si scopre essere più potente che mai.

 

Il pianeta dei mostri è il primo film d’animazione che ha per protagonista l’iconico Kaijū di origine giapponese. Lo sceneggiatore Gen Urobuchi mostra un’umanità sconfitta, devastata dal mostro, cacciata dalla propria casa in disperata ricerca di un’altra. L’ambientazione futuristica permette un diverso approccio al plot classico: la narrazione comincia da un devastante epilogo, attraverso un incipit che riassume in poche sequenze le innumerevoli incursioni cinematografiche dei Kaijū. Il focus è posto, dunque, sulle conseguenze: la devastazione e il ritrovamento di un’umanità che ha perso in partenza, aiutata da alieni “superiori”, temprati dalla fede. Sono la risolutezza e il senso di vendetta che pervadono il giovane protagonista a permettere all’umanità di avere una seconda occasione, mentre i (troppi) comprimari non emergono, ridotti a mere comparse (attive) nel conflitto.

 

L’animazione realizzata da Polygon Pictures, e prodotta da Toho Animation, si attesta su ottimi livelli visivi: i movimenti dei personaggi e i paesaggi sono splendidamente realizzati, ricchi di dettagli e luminosissimi contrasti, così come le numerose scene d’azione. I registi Hiroyuki Seshita e Kôbun Shizuno non tradiscono lo spirito dell’icona giapponese, trascendono il topos di genere, avvicinandosi all’epica spaziale, ma nell’operazione trascurano la definizione dei personaggi per concentrarsi sulle azioni del protagonista (che ricorda Eren Jaeger de L’attacco dei giganti).

 

Il pianeta dei mostri lascia sottotraccia il messaggio ambientalista, mostrando un’umanità consapevole degli irreparabili errori commessi verso la Terra, la cui sorte è terribilmente amara. Il mostro (il più gigantesco mai rappresentato) si identifica come un castigo divino che calpesta il mondo e lo domina per millenni prima del ritorno dell’ex-padrone di casa che lo vuole distrutto, ma privo dei mezzi per compiere l’impresa. I personaggi mancano di profondità e non si hanno il tempo e la possibilità di conoscerli e provare empatia per le loro gesta; se non per il giovane e impulsivo protagonista, accecato da un odio profondo che travalica il bisogno di salvezza del genere umano, e verso coloro che si sacrificano in un ultimo disperato atto di salvare un mondo ormai sconosciuto. Irrimediabilmente mutato.


Articolo di Alessandro Pin

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