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Godzilla – Mangiapianeti (2018)

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GODZILLA - MANGIAPIANETI  | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Dopo l’ultimo disperato attacco contro Godzilla, l’umanità è allo stremo delle forze e il capitano Haruo Sakaki ha perso ogni cosa. I guerrieri bilusaludiani hanno sacrificato invano la loro natura biologica, contaminandola con il nanometallo, per controllare la città di Mechagodzilla, ultimo baluardo caduto contro l’immenso potere energetico del mostro. L’ultima speranza per sconfiggere Godzilla e riconquistare la Terra risiede nel dio dei sacerdoti Exif; Metphies, loro guida spirituale, motiva e supporta lo sparuto gruppo di sopravvissuti, ma il suo piano, che ha plasmato il destino di Haruo e alimentato la sua sete di vendetta con un perverso senso di giustizia divina, nasconde un doppio fine: scatenare la furia distruttiva di Ghidorah per annientare Godzilla, a costo dell’esistenza stessa di ogni forma di vita.

 

Come ne Il pianeta dei mostri e Minaccia sulla città, anche in Mangiapianeti, capitolo conclusivo della trilogia, Godzilla non è protagonista, ma la cagione che muove i personaggi a compiere azioni e lottare per la sopravvivenza; il mostro è posto in secondo piano, quando invece avrebbe dovuto essere protagonista assoluto.

 

La narrazione si concentra sul confronto tra Haruo e Metphies i cui destini trovano finalmente compimento e la loro vera natura è disvelata. Un finale intimista e rivelatore che mette in discussione la costruzione dei personaggi che sono dunque rivalutati. Haruo arde dal desiderio di vendetta la cui rabbia non è più focalizzata su Godzilla, che vuole comunque distrutto, ma su Metphies che evoca da un’altra dimensione l’essere supremo Ghidorah, etereo mostro a tre teste, che non risponde alle leggi fisiche conosciute e contro cui Godzilla nulla può.

 

Il combattimento finale contro Ghidorah è deludente; l’azione è praticamente assente a favore di un viaggio introspettivo nell’animo dei due protagonisti che rivedono loro stessi e le loro azioni in un limbo di ricordi: una spirale di redenzione e vendetta resa bene a livello grafico, meno sul piano narrativo. Haruo è posto di fronte alla scelta più ardua: compiere il sacrificio estremo per salvare la Terra dai due mostri che lottano immobili come scolpiti in un fotogramma di grande qualità artistica.

 

La battaglia spirituale tra Haruo e Metphies oscura completamente quella tra Godzilla e Ghidorah. Per sconfiggere i mostri bisogna diventare dei mostri: una morale affascinante e terribile per una storia che, tuttavia, non lascia il segno nel genere dei monster movie, volendo andare oltre per scavare nell’animo dei personaggi, poiché si perde facilmente nella quantità di elementi introdotti, in un contesto da space opera fantascientifica, di difficile gestione e amara conclusione.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE
GODZILLA – 星を喰う者 – Gojira: Hoshi Wo Kû Mono

PRODUZIONE
Takashi Yoshizawa

REGIA
Hiroyuki Seshita, Kôbun Shizuno

SCENEGGIATURA
Gen Urobuchi

STORIA
Gen Urobuchi

SOGGETTO
Gen Urobuchi, Sadayuki Murai, Yusuke Kozaki, Ishirô Honda

COLONNA SONORA
Takayuki Hattori

FOTOGRAFIA
Seamus McGarvey

MONTAGGIO
Aya Hida

SCENOGRAFIA
Ferdinando Patulli, Naoya Tanaka, Yukihiro Shibutani

ANIMAZIONE

Polygon Pictures


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