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Gravity (2013)

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GRAVITY | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Gravity, dramma spaziale ambientato nellorbita terreste, vede due astronauti che, durante una missione di riparazione, sono travolti da una tempesta di detriti che si abbatte sullo shuttle e la stazione spaziale. Circondati dal nulla e le tenebre, i due eroi devono trovare un modo di ritornare sani e salvi sulla Terra.

 

L’incipit è da documentario: nel cuore dello spazio, permeato dalla totale assenza di rumore, la claustrofobia prende il sopravvento. Ansia e paura prendono piede nel cuore della protagonista che cerca con tutte le sue forze di tornare a casa. Nella disavventura più grande della sua vita, è aiutata dal collega veterano, reduce di molte missioni spaziali, che la sprona e le infonde coraggio: suo unico baluardo di speranza. Un ultimo, eroico, atto prima del pensionamento.

 

La protagonista ricorda, per forza e determinazione, la mitica Ellen Ripley, ma invece di vincere mostruosi alieni deve risolvere problemi tecnici che le più avanzate macchine le sottopongono. Alla sua prima missione di volo, inesperta e insicura, ansiosa e preoccupata, affronta una bufera di emozioni che la trasporta fino alla fine, dove la vittoria è poter risentire la gravità, con i piedi ancorati alla sua amata-odiata Terra.

 

La spettacolare fotografia, il montaggio serrato e la computer grafica rivoluzionaria concorrono a creare un affresco spaziale di rarissima fattura; la colonna sonora è stellare e suggerisce l’idea dello spazio profondo con temi intimisti ed epici che si interrompono bruscamente, come se l’orchestra fosse scaraventata nel vuoto cosmico; la magistrale regia di Alfonso Cuarón coinvolge come poche: limmedesimazione è totale, grazie alla splendida definizione e caratterizzazione dei due astronauti e le soventi inquadrature in prima persona. Sandra Bullock e George Clooney sono semplicemente straordinari. 

 

Alfonso Cuarón lascia un solco profondo nel panorama di genere. Gravity è una morale sulla vita e la lotta per la vita e la salvezza (fisica e spirituale). Un’opera che ha in sé l’irrazionalità dellesistenza, attraverso passi di un vangelo semiotico, fatto di immagini, suoni e poche parole, che sprigiona, con la potenza folgorante e abbagliante di una supernova, coraggio e determinazione: la speranza per la protagonista di toccare con piede il terreno fangoso, dove tutto ha avuto inizio. Una parabola sullessere umano e il ciclo naturale di nascita, morte e rinascita, narrata allo stato dell’arte cinematografica. 

 

Gravity porta il bambino delle stelle (nato dalla mente di Arthur C. Clarke e custodito nellanima della protagonista) nel nuovo mondo. Nel nuovo testamento del cinema di genere che segna la fine di quello antico il cui capostipite è 2001: Odissea nello spazio. Un autentico capolavoro. Da contemplare.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE

Gravity

PRODUZIONE

Alfonso Cuarón, David Heyman

REGIA

Alfonso Cuarón

SCENEGGIATURA

Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón

CAST

Sandra Bullock, George Clooney

COLONNA SONORA

Steven Price

FOTOGRAFIA

Emmanuel Lubezki

MONTAGGIO 

Alfonso Cuarón, Mark Sanger

SCENOGRAFIA

Andy Nicholson, Rosie Goodwin, Joanne Woodlard

COSTUMI

Jany Temime


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