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Gravity (2013)

GRAVITY | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

Gravity

PRODUZIONE

Alfonso Cuarón, David Heyman

REGIA

Alfonso Cuarón

SCENEGGIATURA

Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón

CAST

Sandra Bullock, George Clooney, Ed Harris

COLONNA SONORA

Steven Price

FOTOGRAFIA

Emmanuel Lubezki

MONTAGGIO

Alfonso Cuarón, Mark Sanger

SCENOGRAFIA

Andy Nicholson, Rosie Goodwin, Joanne Woollard

COSTUMI

Jany Temime

🏆 RICONOSCIMENTI 7 ACADEMY AWARDS (USA, 2014)

Miglior FOTOGRAFIA, Miglior REGIA, Miglior MONTAGGIO, Miglior COLONNA SONORA ORIGINALE, Miglior SONORO, Miglior MONTAGGIO SONORO, Migliori EFFETTI SPECIALI VISIVI

1 GOLDEN GLOBE (USA, 2014)

Miglior REGIA

6 BAFTA AWARDS (UK, 2014)

Miglior FILM BRITANNICO, Miglior COLONNA SONORA ORIGINALE, Miglior FOTOGRAFIA, Miglior SONORO, Migliori EFFETTI SPECIALI VISIVI, Miglior REGIA

🖋️ Recensione

Nell’orbita terreste, durante una missione di riparazione, due astronauti sono travolti da una tempesta di detriti che si abbatte sullo shuttle e la stazione spaziale; circondati dal nulla e le tenebre, devono trovare un modo di ritornare sani e salvi sulla Terra.

 

L’incipit è da documentario: nel cuore dello spazio, permeato da totale assenza di rumore, la claustrofobia prende il sopravvento; ansia e paura irrompono nel cuore della protagonista che cerca in tutti i e modi e tutte le sue forze di tornare a casa. Nella disavventura più grande della sua vita, è aiutata dal collega veterano dello spazio, reduce di molte missioni e vicino al pensionamento, che le infonde coraggio in un ultimo, eroico e disperato atto.

 

La protagonista ricorda, per forza e determinazione, la mitica Ellen Ripley, ma invece di vincere mostruosi alieni deve risolvere problemi tecnici che le più avanzate macchine le sottopongono. Alla sua prima missione di volo, inesperta e insicura, ansiosa e preoccupata, affronta una bufera di emozioni che la trasporta fino alla fine, dove la vittoria è poter risentire la gravità, con i piedi ancorati alla sua amata e odiata Terra.

 

La spettacolare fotografia, il montaggio serrato e la computer grafica rivoluzionaria concorrono a creare un affresco spaziale di rarissima fattura; la colonna sonora è stellare e suggerisce l’idea dello spazio profondo con temi intimisti ed epici che si interrompono bruscamente, come se l’orchestra fosse scaraventata nel vuoto cosmico; la magistrale regia di Alfonso Cuarón coinvolge come poche: l’immedesimazione è totale, grazie alla splendida definizione e caratterizzazione dei due astronauti e le soventi inquadrature in prima persona. Sandra Bullock e George Clooney sono semplicemente straordinari.

 

Alfonso Cuarón lascia un solco profondo nel panorama di genere. Gravity è una morale sulla vita e la lotta per la vita e la salvezza fisica e spirituale. Un’opera che ha in sé l’irrazionalità dell’esistenza, attraverso passi di un vangelo semiotico, fatto di immagini, suoni e poche parole, che sprigiona, con la potenza folgorante e abbagliante di una supernova, coraggio e determinazione. Una parabola sull’essere umano e il ciclo naturale di nascita, morte e rinascita, narrata allo stato dell’arte cinematografica. Gravity porta il “bambino delle stelle”, nato dalla mente di Arthur C. Clarke e custodito nell’anima della protagonista, nel nuovo mondo; nel nuovo testamento del cinema di genere che segna la fine di quello antico il cui capostipite è 2001: Odissea nello spazio. Un autentico capolavoro. Da contemplare.

🎞️ TRAILER


Articolo di Alessandro Pin

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