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Hellboy (2019)

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HELLBOY | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO


Recensione

Hellboy, essere infernale metà umano e metà dèmone, è evocato dai nazisti per essere usato come arma, ma in realtà il suo destino è scatenare l’Apocalisse; trovato e cresciuto dal professor Bruttenholm, sotto la protezione del BPRD, agenzia che indaga il paranormale, Hellboy cresce e diventa un ragazzone tutto muscoli rosso fuoco che non prende troppo sul serio il suo lavoro, né tanto meno il suo retaggio. Quando scopre che qualcosa si sta muovendo nella dimensione dell’oltretomba e oscure forze stanno unendo le forze per riportare in vita la Regina di Sangue, la strega che scatenò la Peste nel mondo e fu sconfitta da Re Artù, Hellboy comincia a indagare sul suo passato per avere risposte su come confrontarsi con la minaccia presente, in un viaggio di dannazione e riscoperta di sé.

 

Hellboy non è nuovo sul grande schermo. Nel 2004 e nel sequel del 2008, Guillermo del Toro trasporta il personaggio fumettistico creato da Mike Mignola imprimendo la sua personalissima firma visiva: tra soprannaturale, ucronia e steampunk, il regista messicano suscita emozioni con personaggi ben caratterizzati e la simpatica ed efficace interpretazione di Ron Perlman. Tuttavia, le due pellicole hanno una sorte dannata, poiché il progetto di un terzo capitolo non si concretizza e così, dopo un travagliato processo produttivo durato otto anni, ecco rinascere dalle ceneri la nuova incarnazione cinematografica del fumetto.

 

Neil Marshall confeziona un cinefumettone di serie B con poco mordente. Una carrellata di immagini non coese tra loro, forgiate nel fuoco con fretta e poco gusto. Lo splatter la fa da padrone: gli effetti prostetici sono realizzati con approssimazione e i fiumi di sangue, che scorrono inutilmente lungo la tortuosa trama, colorano di rosso le sequenze che si dipanano attraverso piani sequenza un po’ arditi, lasciando sbavature tecniche qua e là.

 

Il nuovo Hellboy ha il volto di David Halbour, più spigoloso e animalesco, e le sue battute non divertono. Un bambinone troppo cresciuto che non accetta di abbracciare il suo destino per restare ancorato al ruolo di “bravo” figlio dell’umanità e a un padre che lo ha forgiato per essere un’arma contro i suoi simili. I personaggi sono grotteschi e per nulla definiti: la caratterizzazione della Regina di Sangue di Milla Jovovich è l’incarnazione del “nonsense”. Organizzazioni segrete si scontrano senza uno scopo preciso e tutto è lasciato al caso, a una visione distratta che si trasforma presto in noia. Una noia infernale.

Alessandro Pin



Scheda

TITOLO ORIGINALE

Hellboy

PRODUZIONE

Lawrence Gordon, Carl Hampe, Lloyd Levin, Matthew O’Toole, Mike Richardson, John Thompson, Les Weldon, Philip Westgren

REGIA

Neil Marshall

SCENEGGIATURA

Andrew Cosby

SOGGETTO

Mike Mignola

CAST

David Harbour, Milla Jovovich, Ian McShane, Sasha Lane, Daniel Dae Kim, Douglas Tait, Emma Tate, Thomas Haden Church, Penelope Mitchell, Brian Gleeson, Sophie Okonedo, Kristina Klebe, Ashley Edner

COLONNA SONORA

Benjamin Wallfisch

FOTOGRAFIA

Lorenzo Senatore

MONTAGGIO

Martin Bernfeld

SCENOGRAFIA

Paul Kirby, Alison Harvey, Valentina Mladenova

COSTUMI

Stephanie Collie, Zornitsa Tsvetanova


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