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Hotel Artemis (2018)

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HOTEL ARTEMIS | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

2028. La città degli angeli è assediata da cittadini scontenti e irosi, insorti contro la privatizzazione dell’acqua. La rivolta si propaga nelle strade fumose e i vicoli bui, mentre il crimine serpeggia ed è padrone incontrastato. L’Hotel Artemis si erge a porto franco per i malviventi; un rifugio sicuro dove un’anziana donna, conosciuta semplicemente come l’Infermiera, aiutata da un torreggiante assistente e leale guardia del corpo, conosciuto come Everest, cura i criminali che trovano nelle stanze del vetusto ospedale di fortuna dallo stile rétro un luogo ospitale per rigenerare le ferite. I clienti, per avere accesso alla struttura, devono registrarsi e pagare la quota, ma non prima di aver depositato le armi e accettato di sottostare a semplici regole di comportamento, la cui prima, e fondamentale per garantire l’ordine, è non uccidere gli altri pazienti. Un mercoledì come un altro, l’Infermiera riceve la chiamata d’aiuto di un assiduo frequentatore dell’Hotel; preparata la stanza e la sala intervento, si aprono i giochi in quella che, si presume, sarà l’ultima notte di servizio dell’Artemis.

 

Andy Drew scrive e dirige una pellicola che richiama fortemente il tipico cliché di genere distopico, strizzando l’occhio al cyberpunk e gettando uno sguardo sull’affascinante visione futuristica immaginata dalla corrente steampunk. Il futuro descritto è molto prossimo e assolutamente tangibile. L’unica risorsa indispensabile per l’uomo non è più accessibile a chiunque, solo ai facoltosi che se la possono permettere; l’acqua diventa così il bene più prezioso e i cittadini, pur di riaverla libera, iniziano una lotta contro il dispotico sistema. Mentre infuria la guerra per l’acqua, dentro le solide mura dell’Artemis abili criminali, incalliti ed eccentrici, spietati e violenti, ma anche romantici, si scambiano gelidi sguardi con occhi artificiali, mentre l’Infermiera ed Everest si arrangiano, tra imprevedibili incontri e brutali scontri, per aiutarli a rimandarli nella fossa dei lupi a uccidere ancora.

 

Los Angeles è rappresentata, grazie alla magnifica fotografia di Chung-hoon Chung, come una città oscura, ma nelle cui arterie scorre lo spirito umano di sopravvivenza e di cui l’Hotel Artemis ne rappresenta il cuore, pulsante caritatevole umanità. L’infermiera e il suo assistente sono due paladini per il crimine organizzato, antieroi, sofferenti anch’essi e sanguinanti per il male che il mondo là fuori ha inferto loro. La protagonista (un’invecchiata Jodie Foster, così coinvolta nel ruolo da plasmare un personaggio credibile e a cui subito ci si affeziona), spalleggiata da una montagna di muscoli, dall’animo buono, perfettamente incarnata da Dave Bautista, è un personaggio a tutto tondo, costruito su solide fondamenta e legata da sottili fili a tutti gli altri. La narrazione è condensata in una sola notte; il lungo background dei personaggi e dell’Hotel Artemis avrebbe meritato un format diverso, di stampo seriale, spaziando tra crimine, thriller, dramma e commedia. La caratterizzazione dei personaggi è un’efficace parabola, specchio, ma anche archetipo, dell’essere umano di oggi, avido e senza speranza, ma che cela un gran cuore, ottenebrato dalla società.

 

Andy Drew tinge di fantascienza il mondo criminale di John Wick, in una serrata pièce teatrale in cui le stanze d’albergo sono l’unico luogo in cui i criminali tolgono il giubbotto antiproiettile e restano vulnerabili ai sentimenti e alle amorevoli cure dell’Infermiera, donna forte e sicura in casa sua, fragile e paurosa una volta là fuori; tuttavia, da non sottovalutare, poiché più pericolosa dei criminali stessi, armata di una psicologia capace di disvelare il velo che cela la loro vera identità.

 

Completano il cast, lo schizzato mercante d’armi Charlie Day, la sensuale killer professionista Sofia Boutella, il signore del crimine organizzato Jeff Goldblum e suo figlio Zachary Quinto, che rendono l’atmosfera incredibilmente carismatica.

 

Hotel Artemis potrebbe essere uno di quei film usciti in sordina e presto dimenticati, per poi essere recuperato e rivalutato a diventare un piccolo grande cult d’autore. Sperando in un franchise, dopo il bellissimo finale aperto.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE

Hotel Artemis

PRODUZIONE

Simon Cornwell, Stephen Cornwell, Marc Platt, Adam Siegel

REGIA

Drew Pearce

SCENEGGIATURA

Drew Pearce

CAST

Jodie Foster, Sterling K. Brown, Sofia Boutella, Jeff Goldblum, Brian Tyree Henry, Jenny Slate, Zachary Quinto, Charlie Day, Dave Bautista

COLONNA SONORA

Cliff Martinez

FOTOGRAFIA

Chung-hoon Chung

MONTAGGIO

Gardner Gould, Paul Zucker

SCENOGRAFIA

Ramsey Avery, Rosemary Brandenburg

COSTUMI

Lisa Lovaas


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