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Il libro della giungla (2016)

IL LIBRO DELLA GIUNGLA | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

The Jungle Book

PRODUZIONE

Jon Favreau, Brigham Taylor

REGIA

Jon Favreau

SCENEGGIATURA

Justin Marks

SOGGETTO

Rudyard Kipling

CAST

Neel Sethi, Bill Murray, Ben Kingsley, Idris Elba, Lupita Nyong’o, Scarlett Johansson, Giancarlo Esposito, Christopher Walken

COLONNA SONORA

John Debney

FOTOGRAFIA

Bill Pope

MONTAGGIO

Mark Livolsi, Adam Gerstel

SCENOGRAFIA

Christopher Glass, Amanda Moss Serino

COSTUMI

Laura Jean Shannon

🏆 RICONOSCIMENTI 1 ACADEMY AWARD (USA, 2017)

Migliori Effetti Speciali Visivi

1 BAFTA AWARD (UK, 2017)

Migliori Effetti Speciali Visivi

🖋️ Recensione

Corre l’anno 1967, quando nei cinema esce Il libro della giungla, cartone animato firmato Disney che narra di un fanciullo sperduto in un’immensa giungla ricca di fascino, ma colma di pericoli. I compagni di Mowgli sono animali parlanti che lo accompagnano nelle sue avventure tra insegnamenti di vita e balli a ritmo di musica: la colonna sonora di questa suggestiva trasposizione live action ripropone i versi e la musicalità delle canzoni che hanno reso il cartone un vero cult.

 

La pantera nera Bagheera trova Mowgli e lo porta dai lupi che se ne prendono cura, crescendolo sotto la Legge della Giungla: “La forza del branco è il lupo, la forza del lupo è il branco”. Raksha, madre dei lupi, considera il bambino come un cucciolo, ma questo indebolisce il branco e così Mowgli è costretto ad allontanarsi per proteggere la sua famiglia.

 

Il figlio della giungla, braccato da Shere Khan (il realismo nel creare la terrificante tigre sfregiata rimanda al felide digitale di Vita di Pi), affronta incredibili peripezie. Mowgli incontra l’orso pigrone Baloo, che lo salva dalle spire del serpente Kaa, e diventa presto il suo migliore amico. Baloo è l’elemento chiave dell’emancipazione di Mowgli, ovvero un compagno di avventura che considera la vita un puro piacere dei sensi da cogliere al volo, lontano dalla Legge della Giungla da lui considerata una mera propaganda. Baloo rappresenta il mentore “alternativo”, colui che apre la mente a Mowgli (troppo ancorato a viver come animale) a nuove possibilità, facendogli capire la sua origine di uomo e i benefici che può trarne.

 

Mowgli si imbatte nel pericoloso e gigantesco orango Re Louie, il più meschino tra gli animali (identificabile con l’uomo politico corrotto) e vuole ciò che ogni altro re anela: il potere del fuoco (dagli animali conosciuto come il “fiore rosso”, un’affascinante e poetica analogia), detenuto dalla specie umana (la più pericolosa, poiché in cima alla catena alimentare). Mowgli si diletta giovane Prometeo per affrontare gli eventi, portando il fuoco nella tana dell’acerrima tigre, quella che una volta era la sua casa. Shere Khan è furiosa di vendetta contro la minaccia rappresentata dagli esseri umani e il bisogno di uccidere la rende un nemico ferale e territoriale contro cui solo l’ingegno dell’uomo può avere la meglio.

 

Alla fine, diventato un eroe per gli abitanti della giungla, Mowgli si ricongiunge all’amico Baloo e al mentore Bagheera con i quali continua la sua storia, tra le pagine del libro di Rudyard Kipling, che a malincuore finisce troppo presto. Jon Favreau fa correre un bambino vero (Neel Sethi è fantastico) tra ingarbugliate liane, tortuosi alberi, scoscesi dirupi, pericolosi guadi di lunghi torrenti: un incredibile realismo scenico; una natura viva animata da una miriade di animali digitali le cui movenze si integrano perfettamente con lo scenario. Una giungla sbalorditiva.


Articolo di Alessandro Pin

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