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Il primo re (2019)

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IL PRIMO RE | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO


Recensione

753 a.C., Romolo e Remo sono due pastori che, dopo essere sopravvissuti all’esondazione del Tevere, sono catturati dagli Albani che li costringono a lottare uno contro l’altro in nome degli dèi. L’amore fraterno spezza le catene e libera dal giogo della schiavitù gli altri sopravvissuti che intraprendono il tortuoso e sanguinoso cammino verso la libertà guidati da Remo che, mentre bada al fratello gravemente ferito, sfida il volere degli dèi e affronta il suo destino.

 

La storia è leggenda: solo uno dei due fratelli è destinato a diventare il primo re di Roma; tuttavia, ciò che colpisce nell’affresco storico dipinto da Matteo Rovere sono le modalità che conducono all’epilogo, attraverso ammalianti paesaggi immortalati dal direttore della fotografia Daniele Ciprì che cattura i raggi del sole e gli arcobaleni, la pioggia e le intemperie, il giorno e la notte. Uno scenario plumbeo e naturale in cui i due protagonisti crescono ed evolvono in una parabola narrativa la cui scia si interseca con quella degli altri comprimari, battezzati col sangue che sgorga dalle viscere di corpi mutilati e agonizzanti ed esanimi, e temprati col fuoco divino di mille battaglie.

 

Una pellicola dall’allure epica carica di simbolismi e analogie mitologiche: l’importanza che si dà al fuoco, quale elemento divino e profetico e maledetto, si può comparare alla forza spirituale in Revenant; tuttavia, mentre Alejandro Iñárritu provoca, con una storia di mera vendetta, e intacca la credibilità di un personaggio che affronta insidie al di là delle possibilità umane, lasciando alquanto freddi, Matteo Rovere trasmette con cuore grande (anche a livello storico) calore e passione in ogni inquadratura che mai resta fine a se stessa; una storia di sopravvivenza e coraggio che conquista da due fondamentali punti di vista: il terrore e la pietas.

 

La narrazione scorre lentamente, soffermandosi su ogni singola espressione di Alessandro Borghi (in stato di grazia) e del bravissimo co-protagonista Alessio Lapice; la lingua utilizzata è il protolatino, un idioma creato appositamente da filologi e studiosi per rendere ancor più coinvolgente il leggendario dipinto che, senza sbavature, conquista emotivamente. Di elevatissima fattura, Il primo re non vuole essere uno spaccato storico documentaristico, ma ricostruzione accurata, e con zelo verso i dettagli (dal trucco alla scenografia), del mito della fondazione di Roma, culla del più grande impero mai esistito generato dal dolore di un uomo il cui destino è intrecciato a doppio filo con quello del fratello di sangue.

 

Vetta altissima nel pianeggiante panorama contemporaneo del cinema italiano, Il primo re, con energia e forza primordiale, sfida in un duello all’ultimo sangue i “fratelli” kolossal americani, uscendone vincitore.

Alessandro Pin



Scheda

PRODUZIONE

Andrea Paris, Matteo Rovere

REGIA

Matteo Rovere

SCENEGGIATURA

Filippo Gravino, Francesca Manieri, Matteo Rovere

CAST

Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Massimiliano Rossi, Tania Garribba, Lorenzo Gleijeses, Vincenzo Crea, Max Malatesta, Fiorenzo Mattu, Gabriel Montesi, Antonio Orlando, Vincenzo Pirrotta, Michael Schermi, Ludovico Succio: Marce, Martinus Tocchi, Marina Occhionero, Nina Fotaras, Emilio De Marchi, Luca Elmi

COLONNA SONORA

Andrea Farri

FOTOGRAFIA

Daniele Ciprì

MONTAGGIO

Gianni Vezzosi

SCENOGRAFIA

Tonino Zera

COSTUMI

Valentina Taviani


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