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Il re leone (2019)

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IL RE LEONE | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO


Recensione

In una terra fertile e rigogliosa, gli animali vivono in armonia, sotto la saggia guida di Mufasa, il re leone. Il tempo scorre inesorabile, chiudendo a cerchio la linea della vita: ciò che nasce, muore nella terra e rinasce dalla terra per ripopolare la savana. Il mistico senso degli animali verso questa legge naturale, questo ordine di cose che regola il caos generato dall’entropia, li assimila all’essere umano per spirito, ardimento, determinazione e coscienza di sé; in cerca di risposte, dimostrano curiosità e, alcuni di loro, si lasciano consumare dal rancore e l’invidia verso il potere. Mufasa è l’esempio del sovrano senza macchia né paura; tuttavia, la magnificenza del re è temprata dal terrore, la paura che il regno perda la sua bellezza, sotto le sferzate di risate isteriche e beffarde scaturite da creature bramose di carne, e l’amato erede Simba non si perda in oscuri meandri di lividi cimiteri di giganteschi animali o in gole abissali di nuda roccia, dove l’odio mortale regna sovrano.

 

Dopo la tragica morte di Mufasa, Simba è costretto alla fuga, come il piccolo Mowgli, ma contrariamente al cucciolo d’uomo, il destino del giovane leone è già scritto, inciso sulla corteccia degli alberi e illuminato dal favore delle stelle e degli antichi re che furono. Simba cresce in libertà, senza pensieri, con solo Hakuna Matata come mantra di vita e la scanzonata compagnia di Timon e Pumbaa; tuttavia, l’incontro con l’amica perduta Nala cambia tutto e, dopo aver ritrovato se stesso, si convince a tornare nella sua terra natia, morta e devastata dalle iene, per scacciare l’usurpatore. La congiura del fratello Scar, con la sua shakespeariana definizione, rende la storia un classico senza tempo.

 

L’abile mano di Jon Favreau, reduce dall’ottima trasposizione in live action de Il libro della giungla, dona alla pellicola una veste grafica completamente digitalizzata, ma incredibilmente realistica. Gli animali non hanno espressioni “cartoonesche”, sembrano protagonisti di un documentario; l’unico tratto che contraddistingue la loro personalità è la voce. Nella versione italiana, Marco Mengoni fa coppia con Elisa in un riuscito duetto canoro, Edoardo Leo e Stefano Fresi sono simpaticissimi come Timon e Pumbaa, mentre le inconfondibili corde di Luca Ward e Massimo Popolizio regalano intensi momenti di drammaticità, attraverso la regalità di Mufasa e la velleità di Scar.

 

Lungi dall’essere, per definizione, una trasposizione in live action dell’omonimo capolavoro targato Disney, ma neanche un semplice film d’animazione, Il re leone è un esperimento digitale che rievoca, con fotorealismo scenico, “quel” particolare senso mistico che lega gli animali gli uni agli altri e li conduce, attraverso il cerchio della vita, verso la loro fine e a un nuovo inizio.

alessandro pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE
The Lion King

PRODUZIONE
Jon Favreau, Karen Gilchrist, Jeffrey Silver

REGIA
Jon Favreau

SCENEGGIATURA
Jeff Nathanson

STORIA

Brenda Chapman

SOGGETTO

Irene Mecchi, Jonathan Roberts, Linda Woolverton

CAST

Donald Glover, Seth Rogen, Chiwetel Ejiofor, Alfre Woodard, Billy Eichner, John Oliver, Beyoncé Knowles-Carter, James Earl Jones

COLONNA SONORA
Hans Zimmer

FOTOGRAFIA
Caleb Deschanel

MONTAGGIO

Adam Gerstel, Mark Livolsi

SCENOGRAFIA
James Chinlund


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