· 

It (2017)

🌕 🌕 🌕 🌗


IT | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

It si annovera tra le opere che più hanno influenzato la letteratura del secolo scorso. Stephen King scrive di un dèmone, celato sotto le mentite spoglie di un truce pagliaccio, che rapisce i giovani di Derry (cittadina fittizia del Maine) per nutrirsi delle loro paure e infine divorarli. La storia alterna due periodi temporali: negli anni Cinquanta sono narrate le vicende di alcuni ragazzini, conosciuti come i Perdenti, determinati a sconfiggere It, negli anni Ottanta, i protagonisti, ormai adulti, si confrontano nuovamente con il mostro e fanno i conti con la tragica esperienza dell’infanzia.

 

La peculiarità delle opere di Stephen King è l’intelligente e maniacale caratterizzazione americana che conferisce all’ambientazione un’autenticità unica; inoltre, con It, sono meglio definiti gli argomenti chiave della sua letteratura, come le difficoltà adolescenziali, i profondi solchi nella memoria adulta generati da traumi infantili, la violenza famigliare causata dall’intolleranza e grettezza della natura umana; tutto ciò è nascosto dietro una maschera di pseudo felicità che fa di Derry una ridente piccola cittadina, seppur mortale. Gli scontri con l’entità paranormale, ancestrale, demoniaca che rappresenta le paure più profonde sono il cardine dell’opera da cui si dipana una storia densa di orrori, attraverso una perfezione stilistica che consacra Stephen King a re del brivido: uno dei più grandi scrittori contemporanei.

 

Tutto ha inizio in una giornata uggiosa. Il piccolo Georgi Denbrough (Jackson Robert Scott) decide di uscire di casa per giocare con la barchetta di carta costruita dal balbuziente fratello maggiore che gli è molto affezionato. Mentre la fa navigare in acque agitate lungo il ciglio della strada, la barchetta vira disgraziatamente verso un tombino ed è inghiottita dall’abisso. Georgi si precipita verso la fessura per ritrovarla, quand’ecco comparire nell’oscurità il volto di Pennywise, il clown ballerino, che tiene la barchetta in ostaggio, pronto a restituirla solo se Georgi accetta di visitare il suo circo sotterraneo dei divertimenti e galleggiare insieme agli altri bambini, come tanti palloncini. La tragica sorte del piccolo Georgi è già stata rappresentata nella miniserie televisiva del 1990 ove il pagliaccio, interpretato dal grande Tim Curry, gli afferra il braccio e disvela mostruosi denti aguzzi. La scena è pedissequamente riproposta, ma si spinge oltre per mostrare la carneficina. Il mostro interpretato magistralmente da Bill Skarsgård è meno giocherellone, ma incredibilmente più terrificante, elevandosi a nuova icona del cinema horror.

 

Passa un anno e Bill Denbrough (Jaeden Lieberher) non ha ancora accettato la morte del fratellino. Oltre al suo punto di vista è narrato quello degli altri giovani protagonisti. Ben Hanscom (Jeremy Ray Taylor), ragazzo sovrappeso inviso dai bulli della scuola, passa il suo tempo libero in biblioteca a studiare la storia di Derry e ha una cotta per la folgorante Beverly Marsh (Sophia Lillis, una rivelazione) che deve difendersi da una falsa e scomoda reputazione e da un padre morboso e violento; Richie Tozier (Finn Wolfhard) è il “quattrocchi” intelligente dalla lingua lunga, spesso inopportuno, seppur simpaticissimo; Eddie Kaspbrak (Jack Dylan Grazer) è gracile e subisce le apprensive ossessioni della madre iperprotettiva, mentre Stanley Uris (Wyatt Oleff) deve prepararsi ad abbracciare la fede ebraica ed è il più reticente ad affrontare il pericolo; Mike Hanlon (Chosen Jacobs) è l’unico giovane afroamericano di Derry, salvato dai Perdenti dal pestaggio perpetrato dal disturbato e psicopatico bullo della scuola Henry Bowers (Nicholas Hamilton) il cui padre è un agente di polizia che gli trasmette il gusto per la violenza e come infliggerla. Oltre ad affrontare la difficile vita quotidiana, in un malsano ambiente famigliare e scolastico, i Perdenti devono confrontarsi col misterioso e spaventoso mostro che si cela nelle viscere della terra e visita i loro incubi “a occhi aperti”. Bill, arso dal desiderio di vendetta, decide di riunire i suoi amici e affrontare il dèmone che, senza arrestarsi, fagocita vittime innocenti.

 

Il regista Andy Muschietti, appassionato cultore dell’autore americano, traspone solo la prima parte del mito (il secondo capitolo è in programma per il 2019), quella incentrata sui ragazzini, ma ambienta la loro storia negli anni Ottanta. Il mood, recentemente tornato in auge con Super 8 di J.J. Abrams e la serie Stranger Things dei fratelli Duffer, pone il focus sulla perdita dell’innocenza e l’importanza dell’amicizia; cardini fondamentali su cui ruotano le vicende dei protagonisti (un cast giovanissimo ed eccezionale). Sul volto dei Perdenti è dipinto il terrore puro mentre affrontano Pennywise, incarnazione simbolica del bullismo: il mostro più pericoloso per gli adolescenti che devono crescere e diventare adulti, oltrepassando il confine che separa il bene dal male per trovare dentro di sé la forza di combatterlo e infine sconfiggerlo, spingendolo verso l’abisso da cui è fuoriuscito.

 

Quanti ragazzini hanno vissuto e vivono tutt’ora la stessa situazione famigliare e sociale dei Perdenti? – Stephen King, ricordo, fu uno di loro. Ecco perché It di Andy Muschietti riesce a essere così incisivo e attuale. Le musiche coadiuvano alla perfezione le livide immagini montate ad arte che conferiscono alla narrazione un’oscura, sinistra e lugubre atmosfera tinta di rosso; rosso come il sangue, il naso dei pagliacci e i palloncini che tutti i bambini vorrebbero veder galleggiare nell’immaginifico circo del clown ballerino. Un inedito e straordinario sigillo visivo orrorifico.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE

It

PRODUZIONE

Seth Grahame-Smith, David Katzenberg, Roy Lee, Dan Lin, Barbara Muschietti

REGIA

Andy Muschietti

SCENEGGIATURA

Chase Palmer, Cary Fukunaga, Gary Dauberman

SOGGETTO

Stephen King

CAST

Jaeden Lieberher, Jeremy Ray Taylor, Sophia Lillis, Finn Wolfhard, Chosen Jacobs, Jack Dylan Grazer, Wyatt Oleff, Bill Skarsgård, Nicholas Hamilton, Jake Sim, Logan Thompson, Owen Teague, Jackson Robert Scott

COLONNA SONORA

Benjamin Wallfisch

FOTOGRAFIA

Chung-hoon Chung

MONTAGGIO

Jason Ballantine

SCENOGRAFIA

Claude Paré, Rosalie Board

COSTUMI

Janie Bryant


Scrivi commento

Commenti: 0