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Jurassic World (2015)

JURASSIC WORLD | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

Jurassic World

PRODUZIONE

Patrick Crowley, Frank Marshall

REGIA

Colin Trevorrow

SCENEGGIATURA

Rick Jaffa, Amanda Silver, Colin Trevorrow, Derek Connolly

STORIA

Rick Jaffa, Amanda Silver

SOGGETTO

Michael Crichton

CAST

Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Irrfan Khan, Vincent D’Onofrio, Ty Simpkins, Nick Robinson, Jake Johnson, Omar Sy, BD Wong, Judy Greer, Lauren Lapkus, Brian Tee, Katie McGrath, Andy Buckley

COLONNA SONORA

Michael Giacchino

FOTOGRAFIA

John Schwartzman

MONTAGGIO

Kevin Stitt

SCENOGRAFIA

Ed Verreaux, Ronald R. Reiss

COSTUMI

April Ferry, Daniel Orlandi

🖋️ Recensione

Gray Mitchell e il fratello maggiore Zach sono invitati dai genitori, prossimi al divorzio, a visitare Jurassic World durante il periodo natalizio. Il gigantesco parco a tema, fondato dal magnate Simon Masrani con l’aiuto del genetista Henry Wu (BD Wong ritorna alla saga dopo Jurassic Park), è eretto sulle macerie del precedente tentativo (concluso nel sangue) di dare forma al sogno di John Hammond. Ora, il sogno è divenuto realtà (senza badare a spese). Il parco, sito su Isla Nublar, propone coinvolgenti spettacoli e assicura divertimento a grandi e piccini, mostrando al mondo intero le spaventose creature che hanno dominato il pianeta milioni di anni fa. Claire (Bryce Dallas Howard corre coi tacchi a spillo per tutto il film), zia (distante) di Gray e Zach, gestisce il parco; tuttavia, come sempre accade, qualcosa va storto.

 

I sistemi di massima sicurezza e i militari della InGen non bastano a fermare l’avanzata di un gigantesco ibrido creato in laboratorio (per esasperare lo spettacolo), più forte e spaventoso di qualsiasi cosa allevata in precedenza: fuggito dalla gabbia in cui è cresciuto, capace di mimetizzarsi e occultarsi ai rilevatori termici, la gigantesca creatura battezzata Indominus Rex è diretta al villaggio ricreativo, distruggendo ogni cosa che incontra sul suo cammino. Solo Owen, ex-marine e domatore di Velociraptor, è in grado di fermare il carnosauro, mentre Claire è alla ricerca dei nipoti che vivono un’avventura spaventosa. Solo la natura può sconfiggere se stessa: il re tiranno dei dinosauri si confronta con l’abominio genetico per rivendicare la sovranità. A fare da cornice alla vicenda è la presenza della InGen, l’avida corporazione conosciuta in Jurassic Park, il cui portavoce vuole entrare in possesso dei segreti del parco e la capacità di “controllare” i Velociraptor.

 

Jurassic Park è uno dei massimi esponenti di genere: la terrorizzante avventura diretta nel 1993 da Steven Spielberg che, per mezzo della computer grafica (primo a farne uso), riesce a dar vita ai giganteschi dominatori. Se c’è una cosa che Jurassic Park insegna è che la natura è governata dal caos e non può essere incatenata o sfruttata dall’essere umano che è tenuto a portarle rispetto. Il regista Colin Trevorrow rievoca la potenza del messaggio, ma non il suo fascino: ancora una volta, avidi figuri guerrafondai vogliono avere la meglio sulla natura e controllarla finendo per esserne vittime. Ibridare i genomi per perfezionare le creature del parco, ha come conseguenza la nascita di un mostro di devastante potenza e arguzia, con un istinto primordiale antico di milioni di anni, contro cui l’essere umano è impotente. La legge che domina è solo una: vince chi ha più denti. Solo su questo si basa la catena alimentare in cui l’Indominus Rex ha un istintivo bisogno di collocarsi.

 

In Jurassic World, ciò che funziona sono l’interpretazione di Chris Pratt e le pericolose situazioni che si susseguono nella mortale (e prevedibile) avventura; ciò che non funziona, invece, è la costante sensazione di déjà vu, anche nei confronti di Jurassic Park III. Gli omaggi sono presenti, ma non emozionano. Desta interesse, invece, il rapporto tra Owen e i Velociraptor di cui non può fidarsi, ma a cui si “affeziona”, e alla fine dimostra (superficialmente) come anche i dinosauri siano dominati da sentimenti che travalicano gli istinti. Da famelici cattivi a preziosi alleati.


Articolo di Alessandro Pin

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