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Jurassic World – Il regno distrutto (2018)

★ ★ ★ ★ ☆  |  ALESSANDRO PIN


JURASSIC WORLD - IL REGNO DISTRUTTO | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Isla Nublar è un paradiso naturale, verde e lussureggiante, un sito perfetto ove edificare una riserva naturale. John Hammond, creatore del Jurassic Park, ha avuto un’eccentrica idea: riportare in vita i giganteschi dominatori preistorici da impiegare come attrazioni turistiche (libere da catene) tra le più affascinanti del pianeta. Il sogno di ogni paleontologo. Qualcosa, però, non funziona: i dinosauri si ribellano alla costrizione dei creatori e fanno incetta di scienziati. Il sogno si infrange. Anni dopo, il tentativo di riprodurre l’avventura nel giurassico, con il moderno Jurassic World, va incontro a un analogo epilogo, mietendo altre vittime: i turisti.

 

Jurassic World – Il regno distrutto si apre (con un incipit straordinario e spaventoso) dopo tre anni il precedente capitolo. Isla Nublar è interdetta all’essere umano che cerca di carpirne i segreti genetici inabissati e protetti dalle mastodontiche creature che ora governano l’isola. Nel cuore della terra, un vulcano si sta risvegliando per annientare ogni cosa presente sull’isola. La forza della natura e del caos hanno la meglio ancora una volta poiché, come ci ricorda il brillante professor Ian Malcom (Jeff Goldblum ritorna nella saga dopo Il mondo perduto), il matematico che ha vissuto in prima persona gli eventi del primo disastro (e della gita a Isla Sorna, devastata anch’essa dal dominio della natura): “la vita vince sempre”.

 

Il regno è distrutto. Isla Nublar è annientata dalla catastrofe, ma non tutto è perduto; Owen (Chris Pratt sempre convincente nel ruolo dell’eroe) e Claire (Bryce Dallas Howard) sono pronti a tornare sull’isola, insieme a un gruppo di militari capeggiati da Ken Wheatley (Ted Levine), il bastardo di turno, per mettere in sicurezza i dinosauri. Una missione di salvataggio come ne Il mondo perduto. Ma nuovi avidi magnati, tra cui il perfido Gunnar Eversol (Toby Jones), catturano i dinosauri che sono (de)portati, come fenomeni da baraccone, per essere venduti all’asta al miglior offerente. Una parata di freakshow tra cui spicca l’Indoraptor: una nuova creatura il cui punto di forza non è insito nelle dimensioni, ma nell’astuzia e malvagità proprie di un ibrido creato in laboratorio dal Dr. Henry Wu (BD Wong) al solo scopo di uccidere. Tutto sotto gli occhi troppo stanchi di Benjamin Lockwood (James Cromwell), ex-amico e collega di John Hammond con cui fondò il Jurassic Park che causò indirettamente la rottura del loro rapporto. Un elemento importante, nell’economia (retroattiva) della storia, è la presenza della piccola Maisie (Isabella Sermon), nipote di Lockwood, su cui ruota un’interessante sottotrama. Owen e Claire cercano di sventare una minaccia globale, aiutati da un prezioso alleato già conosciuto in Jurassic World: Blue, il Velociraptor addestrato da Owen. Una (im)probabile “amicizia” che qui acquisisce rilevanza narrativa e aiuta a definire meglio il loro rapporto.

 

Jurassic World – Il regno distrutto di J.A. Bayona (che subentra a Colin Trevorrow alla regia) si distingue in modo particolare dai precedenti film della saga, verso cui strizza l’occhio (di un T-Rex incatenato) in più di un’occasione, avvicinandosi al capolavoro di Steven Spielberg col suo essere terrorizzante e carico di tensione: inizia come un’avventura per poi virare, attraverso uno stile registico claustrofobico e una cupa fotografia, verso tinte orrorifiche di splendida fattura, ricche di suspense. Un tecno-thriller “alla Michael Crichton” ottimamente realizzato che non punta, per una volta, sulle dimensioni, ma sulla narrazione e caratterizzazione dei personaggi (e dei dinosauri).


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Jurassic World: Fallen Kingdom

PRODUZIONE
Belén Atienza, Patrick Crowley, Frank Marshall

REGIA
J.A. Bayona

SCENEGGIATURA
Colin Trevorrow, Derek Connolly

SOGGETTO
Michael Crichton

CAST
Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Ted Levine, Jeff Goldblum, Toby Jones, James Cromwell, BD Wong, Rafe Spall, Daniella Pineda, Justice Smith, Geraldine Chaplin, Isabella Sermon

COLONNA SONORA
Michael Giacchino

FOTOGRAFIA
Oscar Faura

MONTAGGIO
Bernat Vilaplana

SCENOGRAFIA
Andy Nicholson, Tina Jones, Carolyn ‘Cal’ Loucks

COSTUMI
Sammy Sheldon


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