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Jurassic World – Il regno distrutto (2018)

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JURASSIC WORLD - IL REGNO DISTRUTTO | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Isla Nublar è un paradiso verde e lussureggiante, un sito perfetto ove edificare una riserva naturale. John Hammond, creatore del Jurassic Park, ha avuto un’eccentrica idea: riportare in vita i giganteschi dominatori preistorici da impiegare come attrazioni turistiche, libere da catene, tra le più affascinanti del pianeta. Il sogno di ogni paleontologo. Qualcosa, però, non funziona: i dinosauri si ribellano alla costrizione dei creatori e fanno incetta di scienziati. Il sogno si infrange. Anni dopo, il tentativo di riprodurre l’avventura nel giurassico, con il moderno Jurassic World, va incontro a un analogo epilogo, mietendo altre vittime: i turisti.

 

Jurassic World – Il regno distrutto si apre (con un incipit spaventoso) dopo tre anni il precedente capitolo. Isla Nublar è interdetta all’essere umano che cerca di carpirne i segreti genetici inabissati e protetti dalle mastodontiche creature che governano l’isola. Le forze della natura e il caos hanno la meglio ancora una volta poiché, come rammenta il brillante professor Ian Malcom (Jeff Goldblum ritorna nella saga dopo Il mondo perduto), il matematico che ha vissuto in prima persona gli eventi del primo disastro (e della gita a Isla Sorna, devastata anch’essa): “la vita vince sempre”.

 

Il regno è distrutto. Isla Nublar è annientata dalla catastrofe, ma non tutto è perduto; Owen (Chris Pratt convince ancora) e Claire tornano sull’isola, insieme a un gruppo di militari capeggiati dal bastardo di turno, per mettere in sicurezza i dinosauri. Una missione di salvataggio come ne Il mondo perduto. Nuovi avidi magnati catturano i dinosauri che sono (de)portati, come fenomeni da baraccone, per essere venduti all’asta al miglior offerente. Una parata di freakshow tra cui spicca l’Indoraptor: una nuova creatura il cui punto di forza non è insito nelle dimensioni, ma nell’astuzia e malvagità proprie di un ibrido creato in laboratorio al solo scopo di uccidere. Tutto sotto gli occhi troppo stanchi di Benjamin Lockwood, ex-amico e collega di John Hammond con cui fondò il Jurassic Park che causò indirettamente la rottura del loro rapporto. Un elemento importante, nell’economia (retroattiva) della storia, è la presenza della nipote di Lockwood, su cui ruota un’interessante sottotrama. Owen e Claire cercano di sventare una minaccia globale, aiutati da un prezioso alleato già conosciuto in Jurassic World: Blue, il Velociraptor addestrato da Owen. Una (im)probabile “amicizia” che aiuta a definire meglio il loro rapporto.

 

Jurassic World – Il regno distrutto di J.A. Bayona (che subentra a Colin Trevorrow alla regia) si distingue, col suo essere terrorizzante e carico di tensione, dai precedenti episodi della saga: inizia come un’avventura per poi virare verso uno stile orrorifico carico di suspense. Un tecno-thriller ben realizzato che non punta, per una volta, sulle mere dimensioni, ma sulla caratterizzazione dei dinosauri.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Jurassic World: Fallen Kingdom

PRODUZIONE
Belén Atienza, Patrick Crowley, Frank Marshall

REGIA
J.A. Bayona

SCENEGGIATURA
Colin Trevorrow, Derek Connolly

SOGGETTO
Michael Crichton

CAST
Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Ted Levine, Jeff Goldblum, Toby Jones, James Cromwell, BD Wong, Rafe Spall, Daniella Pineda, Justice Smith, Geraldine Chaplin, Isabella Sermon

COLONNA SONORA
Michael Giacchino

FOTOGRAFIA
Oscar Faura

MONTAGGIO
Bernat Vilaplana

SCENOGRAFIA
Andy Nicholson, Tina Jones, Carolyn ‘Cal’ Loucks

COSTUMI
Sammy Sheldon


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