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La bella e la bestia (2017)

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LA BELLA E LA BESTIA | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

La bella e la bestia narra di un giovane, bello, vanitoso e prepotente principe che vive in un lussuoso castello. A causa della sua cattiveria è trasformato da una fata in una mostruosa bestia e la servitù della magione in mobilio animato. Il castello si tramuta in un tenebroso e spaventoso luogo oscuro che piomba nel freddo e nel silenzio. L’unica speranza di tornare alla luce risiede in una rosa magica posta sotto una campana di vetro, custodita gelosamente dalla Bestia: prima che perda l’ultimo petalo, la Bestia dovrà imparare ad amare ed essere amato. Un cult che la Disney realizzò nel lontano 1991. Semplicemente, un capolavoro d’animazione musicale senza tempo.

 

A distanza di oltre due decadi la Disney ripropone la fiaba in live action grazie alle moderne tecnologie. Il cast è azzeccatissimo. Emma Watson, che ricopre ancora un ruolo iconico e magico dopo Hermione, è la bella e solare Belle. Tra i comprimari primeggiano Kevin Kline nei panni di Maurice, padre di Belle, e Luke Evans in quelli di Gaston, millantatore e forzuto cacciatore che corteggia Belle per prenderla in sposa; tuttavia, Belle non vuole saperne dell’aitante, spavaldo, rozzo e spaccone Gaston.

 

Quando il padre, bizzarro inventore, non fa ritorno al villaggio di Villeneuve da uno dei suoi viaggi, Belle lo va a cercare; percorre un sentiero che la conduce in una desolante foresta infestata dai lupi e al gotico e misterioso castello stregato. L’incontro con la Bestia (Dan Stevens in motion capture non è poi così bestiale), che tiene segregato Maurice, cambia la sua vita. Imprigionata dopo aver preso il posto del padre, la coraggiosa ragazza trova nel magico arredo amici inaspettati che sperano Belle capace di spezzare la maledizione che grava su di loro. Perfettamente realizzati il candelabro Lumière, la teiera Mrs. Bric, la tazzina Chicco e il burbero orologio Tockins; insieme a loro anche il pianoforte Cadenza, la guardarobiera Madame Guardaroba e Spolverina. Tutti concorrono a creare una magica animazione barocca intorno a Belle che piano piano si avvicina alla Bestia, mentre quest’ultima apprende il significato dell’amore.

 

Gli insegnamenti di Belle per aiutare la Bestia a comportarsi da essere umano (nel cartone rappresentati da bellissimi siparietti comici) sono qui, purtroppo, sacrificati in favore di un’inedita contestualizzazione storica e di un superfluo approfondimento del background dei personaggi: si disvelano il passato di Maurice, sfuggito alla Peste, e le storie d’amore di alcuni abitanti del castello. Anche alla fata, qui chiamata Agata, è dato maggior spazio rispetto al cartone: un personaggio estraneo alla vicenda che interviene solo quando strettamente necessario.

 

Alla fine Gaston rivela la sua natura di mostro che, deciso a eliminare la Bestia, imprigiona Maurice che gli nega la mano di Belle, unico trofeo che gli interessi. La parabola del personaggio è ben rappresentata e dall’iniziale caratterizzazione macchiettistica si giunge all’efferatezza di un antagonista eccezionale. L’altro personaggio che si evolve è Le Tont (un simpatico Josh Gad) che, innamorato del compagno di ventura Gaston, esaltando il suo orientamento sessuale, già sotteso nel cartone, si sente alla fine tradito, voltandogli le spalle.

 

Grandiosa è la messa in scena: i costumi sono magnifici, perfettamente in armonia con la scenografia, ricca di dettagli, le coreografie spettacolari e le intramontabili canzoni fedelmente trasposte; tuttavia, i nuovi brani perdono il confronto con quelli storici. Il regista Bill Condon e gli sceneggiatori Stephen Chbosky e Evan Spiliotopoulos (habitué del mondo dell’animazione) tengono fede al classico, ma aggiungono qualche fronzolo narrativo di troppo. La bella e la bestia ripropone l’iconica fiaba, mantenendo intatta la magia dell’omonimo film d’animazione, ma alcuni momenti sono poco efficaci e i nuovi elementi poco ispirati.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Beauty and the Beast

PRODUZIONE
David Hoberman, Todd Lieberman

REGIA
Bill Condon

SCENEGGIATURA
Stephen Chbosky, Evan Spiliotopoulos

CAST
Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Josh Gad, Kevin Kline, Hattie Morahan, Ewan McGregor, Ian McKellen, Emma Thompson, Nathan Mack, Audra McDonald, Stanley Tucci, Gugu Mbatha-Raw

COLONNA SONORA
Alan Menken

FOTOGRAFIA
Tobias A. Schliessler

MONTAGGIO
Virginia Katz

SCENOGRAFIA
Sarah Greenwood, Katie Spencer

COSTUMI
Jacqueline Durran


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