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La La Land (2016)

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LA LA LAND | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Il traffico sull’autostrada che porta a Los Angeles è dannatamente frustrante; la frustrazione, però, cede il passo all’esaltazione e all’emozione in coloro che vogliono raggiungere la città dove ogni sogno può realizzarsi. Il regista Damien Chazelle muove a ritmo di musica, con grande sobrietà ed eleganza, la macchina da presa per filmare i guidatori-ballerini uscire dall’abitacolo a rendere omaggio a un’altra splendida giornata di sole. Un colorato susseguirsi di danze. Un caleidoscopio di variazioni ritmiche. Una coraggiosa e ambiziosa coreografia. Questo è solo il portentoso preludio di una pellicola che cresce in potenza visiva e musicale scena dopo scena.

 

I due protagonisti hanno un fugace primo incontro (quasi uno scontro) sulla lucente autostrada. Solo il primo di bellissimi a seguire. Ryan Gosling è Sebastian, un uomo con un sogno: aprire un locale jazz tutto suo per preservare l’autentica essenza di un genere ormai demodé. Emma Stone (di incredibile dolcezza e con due occhioni da fumetto) è Mia, aspirante attrice che lavora, tra un provino e l’altro, in un bar degli studios. Mia si sente estranea in un mondo in cui tutti si realizzano e così cerca qualcuno che possa riconoscere in lei il talento. Una sera, passeggiando tra le strade notturne di una Los Angeles straordinariamente vintage, sente della musica provenire da un locale. Ed è qui che incontra Sebastian, l’amore della sua vita. Comincia così una romantica avventura. Quando la luce cala sulla scena, Ryan ed Emma con grande sinergia si estraniano dalla narrazione, ma non dai loro personaggi. Perfetti nell’essere cantanti e ballerini imperfetti, definiscono Sebastian e Mia con autenticità, riuscendo a mettere a nudo le loro anime. Durante una cena a lume di candela il loro rapporto si incrina. Mia torna all’ovile per rifugiarsi nuovamente nella frustrazione (greve del suo fallimento), ma Sebastian le dona la forza di ritornare per consentirle di realizzare il suo sogno.

 

La colonna sonora di Justin Hurwitz rimane indelebile nella memoria con straordinarie canzoni; le coreografie si inseriscono morbidamente nella narrazione, esaltandone le emozioni e contrastandole. Damien Chazelle filma fenomenali piani sequenza e la fotografia di Linus Sandgren è da mozzare il fiato (Griffith Park al tramonto è qualcosa di magico). Le atmosfere che si creano rimandano a mitiche pellicole come New York, New York, West Side Story, Cantando sotto la pioggia e Gioventù bruciata. La scenografia di David Wasco e Sandy Reynolds-Wasco è l’elemento che contraddistingue La La Land: tutto è classico e al tempo stesso moderno. Un ossimoro geniale.

 

Il Musical è senza dubbio la forma più completa di cinematografia, poiché rappresenta tutte le arti visive e sonore in un’unica opera. La nostalgica conclusione è un’onirica “ouverture”, una (bellissima) carrellata di immagini e suoni che compongono un film nel film, che mostra come sarebbero dovute andare le cose, viste con gli occhi di chi ha sempre creduto nei sogni irrealizzabili. Sorprende come ci siano voluti quarant’anni per far apprezzare un finale amaro in un musical (New York, New York passò inosservato agli Oscar). La La Land parla di sacrificio, di rinuncia, di perdita, di realizzazione e di amore, quello vero che per i romantici sognatori dura una vita intera. Una stella nel firmamento cinematografico. Dove osano ombre danzanti. Un atto d’amore al Jazz, al Cinema e alla città delle stelle (e degli angeli).

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE

La La Land

PRODUZIONE

Fred Berger, Gary Gilbert, Jordan Horowitz, Marc Platt

REGIA

Damien Chazelle

SCENEGGIATURA

Damien Chazelle

CAST

Ryan Gosling, Emma Stone, John Legend, J. K. Simmons, Rosemarie DeWitt, Finn Wittrock, Sonoya Mizuno, Jessica Rothe, Callie Hernandez, Tom Everett Scott, Damon Gupton, Josh Pence, Jason Fuchs, Miles Anderson

COLONNA SONORA
Justin Hurwitz

FOTOGRAFIA
Linus Sandgren

MONTAGGIO

Tom Cross

SCENOGRAFIA
David Wasco, Sandy Reynolds-Wasco

COSTUMI

Alex Angelino, Mary Zophres


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