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L’alba del pianeta della scimmie (2011)

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L'ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO


Recensione

Cesare è uno scimpanzé fuori dal comune. Nato in laboratorio, è tenuto nascosto da uno scienziato che sta per giungere a una scoperta sorprendente: la cura per l’Alzheimer. Motivato dalla degenerativa condizione mentale del padre, lo scienziato sperimenta in segreto il farmaco genico sul vecchio e malato genitore. Gli anni passano, lo scimpanzé cresce e il padre sembra rinato; tuttavia, Cesare, potenziato dallo stesso virus, è soggetto a un livello d’apprendimento esponenziale da rendere difficile allo scienziato tenerlo con sé. Fino al giorno in cui lo perde per sempre.

 

L’alba del pianeta delle scimmie è il settimo film della serie, ma getta le basi per un nuovo grande inizio. L’umanità è impreparata di fronte a una specie (la più somigliante a livello biologico) capace di prevaricare e diventare la dominante del pianeta. Inquietante e profetico è il terrore dipinto sul volto di ricchi investitori della compagnia galenica che assistono impotenti all’uccisione di uno scimpanzé impazzito e rabbioso, fuggito dal laboratorio. Grave conseguenza dovuta alla mancanza di controllo sul pericoloso virus, contro la cui diffusione l’essere umano nulla può: inconsapevole di aver scoperchiato con superbia e arroganza il vaso di Pandora che porta all’estinzione del genere umano. Quasi un castigo divino per aver cercato di riscrivere le leggi della natura. Un monito fondamentale che scaturisce dalla profonda narrazione e una perfetta caratterizzazione dei personaggi.

 

L’avvento di Cesare è l’inizio della fine. Un comandante di eserciti che, come un imperatore romano, piega al suo volere gli altri primati, incatenati dall’uomo malvagio e crudele che li sfida e si prende gioco di loro, chiudendoli in anguste gabbie. Ciò che separa le scimmie dalla gigantesca foresta di sequoie del parco naturale della Contea di Marin è il Golden Gate Bridge, teatro della cruenta battaglia finale immortalata dalla spettacolare fotografia di Andrew Lesnie.

 

Rupert Wyatt dirige abilmente la storia scritta da Rick Jaffa e Amanda Silver, divisa in tre atti caratterizzanti tre differenti generi (come in Spartacus e Il gladiatore): il dramma famigliare, la prigionia coatta, la battaglia per la libertà. Gli effetti speciali sono all’avanguardia e mostrano mimiche e movenze incredibilmente fluide e cariche di emozioni. Sorprende sempre la straordinaria bravura e dedizione di Andy Serkis che restituisce una coinvolgente interpretazione di Cesare in motion capture.

 

L’alba del pianeta delle scimmie è una storia drammatica, profonda, carica di significato che cresce in numero e dimensione. Dolore. Rinascita. Perdita. Schiavitù. Ribellione. Temi carissimi alla fantascienza distopica, esplosi e concentrati in un fragoroso e scioccante “NO!”, pronunciato con consapevolezza e coscienza di sé dal primate più intelligente. Colui che vuole dominare l’uomo. Dominare tutto.

Alessandro Pin



Scheda

TITOLO ORIGINALE
Rise of the Planet of the Apes

PRODUZIONE
Peter Chernin, Dylan Clark, Rick Jaffa, Amanda Silver

REGIA
Rupert Wyatt

SCENEGGIATURA
Rick Jaffa, Amanda Silver

CAST
Andy Serkis, Karin Konoval, Terry Notary, Richard Ridings, Chris Gordon, Devyn Dalton, Jay Caputo, James Franco, Freida Pinto, John Lithgow, Brian Cox, Tom Felton, David Oyelowo, Tyler Labine, Jamie Harris, Ty Olsson

COLONNA SONORA
Patrick Doyle

FOTOGRAFIA
Andrew Lesnie

MONTAGGIO
Conrad Buff, Mark Goldblatt

SCENOGRAFIA
Claude Paré, Elizabeth Wilcox

COSTUMI
Renée April


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