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L’ufficiale e la spia (2019)

L'UFFICIALE E LA SPIA | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

J’accuse

PRODUZIONE

Alain Goldman

REGIA

Roman Polanski

SCENEGGIATURA

Robert Harris, Roman Polanski

SCENEGGIATURA

Robert Harris

CAST

Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois, Hervé Pierre, Wladimir Yordanoff, Didier Sandre, Melvil Poupaud, Eric Ruf, Mathieu Amalric, Laurent Stocker, Vincent Perez, Michel Vuillermoz, Vincent Grass, Denis Podalydès, Damien Bonnard, Laurent Natrella, Bruno Raffaelli, Christophe Maratier, Pierre Poirot, Stéfan Godin, Yannik Landrein, Luca Barbareschi, Mohamed Lakhdar-Hamina, Kevin Garnichat

COLONNA SONORA

Alexandre Desplat

FOTOGRAFIA

Pawel Edelman

MONTAGGIO

Hervé de Luze

SCENOGRAFIA

Jean Rabasse, Philippe Cord’homme

COSTUMI

Pascaline Chavanne

🏆 RICONOSCIMENTI 3 CÉSAR AWARDS (FR, 2020)

Migliori COSTUMI, Miglior SCENEGGIATURA NON ORIGINALE, Miglior REGIA

🖋️ Recensione

1894. Il capitano d’artiglieria Alfred Dreyfus, in servizio presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, è condannato per alto tradimento verso la Repubblica francese. In un periodo in cui la Francia sta ricucendo le ferite, inferte dalla débâcle nella guerra franco-prussiana, il massacro per cessare la Comune di Parigi, la crescente autorevolezza dell’Impero tedesco sullo scenario europeo e l’aumento della popolazione devota alla monarchia, l’esilio di un alsaziano di origini ebraiche presso l’Isola del Diavolo nella Guyana francese, scinde la società francese in due: gli antidreyfusardi, favorevoli alla condanna, e i dreyfusardi, tra i cui oppositori si erge Émile Zola che, con la lettera aperta J’Accuse, pubblicata in prima pagina sul quotidiano socialista L’Aurore il 13 gennaio 1898, si rivolge al presidente Félix Faure per denunciare l’ingiustizia.

 

1895. Il colonnello Georges Picquart, in passato ufficiale superiore di Alfred Dreyfus, è promosso a capo della Sezione Statistica del Servizio di Intelligence Militare. L’integro ufficiale nota alcune irregolarità nel dossier dell’Affare Dreyfus e comincia a indagare, rendendosi presto conto della farsa; una cospirazione politica culminata in un processo sommario istituito per coprire il vero responsabile: Ferdinand Walsin Esterhazy. Picquart entra, così, in una fitta rete di bugie che lo porta a confrontarsi direttamente coi più alti capi dell’esercito e di governo, finendo per essere trasferito in Africa e, al suo ritorno, processato anch’esso.

 

L’ufficiale e la spia, titolo italiano dell’originale (e molto più efficace) J’accuse, è un affresco plumbeo, fosco, ma dal tratto sobrio ed elegante. Quasi fosse un’opera di un impressionista, grazie alla splendida fotografia di Pawel Edelman, il quadro mostra uno spaccato storico autentico dell’epoca, animato dai protagonisti del conflitto politico e sociale di maggior rilievo durante l’epoca della Terza Repubblica. Roman Polanski racconta i fatti dal punto di vista del colonnello Piquart (un bravissimo Jean Dujardin), innestando con maestria diversi flashback che disvelano la portata delle indagini: dall’esilio di Dreyfus all’analisi sul “bordereau”, spacciato come nota scritta da Dreyfus che rivelava i segreti da vendere all’Impero tedesco (prova di fondamentale rilievo nella sua colpevolezza), e il confronto calligrafico con il manoscritto dell’ufficiale francese Esterhazy, che portò alla inconfutabilmente dimostrazione della sua innocenza.

 

Molto interessante come Roman Polanski quasi si identifichi in Piquard e il suo arco narrativo; di fondamentale rilievo è il personaggio di Dreyfus che, seppur poco presente, è cardine su cui ruotano gli eventi e i destini dei personaggi. L’ufficiale e la spia è un manifesto contro i regimi dittatoriali; un inno alla libertà che fa breccia nel cuore pulsante di idealisti e pensatori. La messinscena è accuratissima e storicamente sensibile, dai costumi alla scenografia che è completata da suoni e rumori degli oggetti di scena, dando ancor più profondità alla prospettiva dell’epoca; il tutto accompagnato da un commento sonoro cesellato per enfatizzare i momenti da puro thriller che si intercalano perfettamente nel giallo investigativo che muta nel secondo atto in un dramma processuale di grande impianto narrativo.

 

Roman Polanski è maestro indiscusso del mezzo cinematografico. Dopo Il pianista, suo capolavoro, rievoca in modo sublime un periodo storico a cui si sente particolarmente legato. Proprio per il suo difficile vissuto nell’ambiente hollywoodiano, il regista di origini ebraiche, attraverso ogni sua opera, lascia il segno e una riflessione sulla società. L’ufficiale e la spia esce in un periodo di indebolimento delle convinzioni politiche e sociali, ove la giustizia di salvare vite innocenti non forgia più il cuore delle persone, lontane dall’essere eroi che si sacrificano in nome di un più alto ideale che trascende le istituzioni. Attualissimo.

📹 VIDEOPRESENTAZIONE

🎞️ TRAILER


Articolo di Alessandro Pin

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