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Men in Black: International (2019)

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MEN IN BLACK: INTERNATIONAL | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Parigi, 2016. L’agente High T e l’agente H salgono sulla Tour Eiffel per sventare l’invasione di una letale specie aliena. Salvare il mondo è ordinaria amministrazione per un Men in Black. Tre anni dopo, la talentuosa e brillante Molly è determinata ad avere risposte su come gli ingranaggi cosmici muovano l’universo; dopo aver avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo durante l’infanzia, Molly ha scelto di dedicare la propria vita a “smascherare” l’organizzazione governativa segreta che si nasconde dietro l’abito nero e gli occhiali da sole e protegge il mondo (tenendolo all’oscuro) dall’agglomerato di specie aliene che utilizzano la Terra come un porto spaziale.

 

Molly riesce nel suo intento, giungendo al cospetto dell’agente O che ne percepisce il potenziale e la recluta nei MiB come agente M. L’incontro con l’agente H porta Molly a disvelare un universo di meraviglie e terrificanti verità in un adrenalinico e pericoloso viaggio dove niente è ciò che sembra e in cui la Terra è nuovamente messa in pericolo da una coppia di alieni gemelli che attentano alla vita di un regnante alieno, della cui sopravvivenza dipende il delicato status quo intergalattico.

 

La serie dei Men in Black (strano non abbiano fatto un remake al femminile come “Women in Black”, e lo sdegno della protagonista si fa sentire) giunge al quarto episodio dopo un terzo capitolo efficace nelle sue meccaniche temporali. International non vede più L’agente J e l’agente K scambiarsi sagaci battute e frizzanti frecciatine (la mancanza della mitica coppia Will Smith e Tommy Lee Jones si fa sentire); in loro vece è presentata una coppia già collaudata. Chris Hemsworth e Tessa Thompson, reduci da Thor: Ragnarok, si schierano nuovamente dalla stessa parte per fronteggiare il cattivo di turno che, questa volta, si annida dietro il completo nero dei MiB. Il volto del carismatico comandante in capo della sezione MiB di Londra appartiene a Liam Neeson, in un ruolo affascinante, ma la cui parabola narrativa è prevedibile e non giustificata da un solido background.

 

La coppia funziona, stessa cosa non si può dire della storia, affetta da buchi neri di trama che neanche una gigante blu è in grado di generare dopo il collasso. Una trama che implode su se stessa; ciò nonostante, la giustificazione la si può ricercare nella legge che muove l’universo dei MiB, dove la casualità non esiste e a un semplice pedone è concessa la possibilità di salvare la sua regina. Peccato non sia così anche a livello narrativo.

 

International è un divertente road movie le cui strade di Londra, Parigi, Marrakesh e Napoli pullulano di alieni con una resa visiva accattivante, ma il cui scopo è poco chiaro e non funzionale alla storia, se non per condurre gli agenti MiB al cospetto del vero cattivo: un tentacolare mostro, divoratore di mondi, che vuole assimilare ogni forma di vita; lontanissimo dal “meraviglioso” Edgar-abito che portava lo “schifezzometro” alle stelle. Ciò che suscitava emozioni, nel primo sfolgorante episodio, è dato per scontato, senza nulla aggiungere di nuovo al franchise, nonostante alcune idee siano buone, ma mal integrate. Un circo spaziale senza personalità.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Men in Black: International

PRODUZIONE

Laurie MacDonald, Walter F. Parkes

REGIA
F. Gary Gray

SCENEGGIATURA

Matt Holloway, Art Marcum

SOGGETTO

Lowell Cunningham

CAST

Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Kumail Nanjiani, Rebecca Ferguson, Rafe Spall, Emma Thompson, Liam Neeson, Laurent Bourgeois, Larry Bourgeois

COLONNA SONORA

Chris Bacon, Danny Elfman

MONTAGGIO

Zene Baker, Christian Wagner, Matt Willard

SCENOGRAFIA
Penny Rose


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