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Midway (2019)

MIDWAY | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

Midway

PRODUZIONE

Roland Emmerich, Harald Kloser

REGIA

Roland Emmerich

SCENEGGIATURA

Wes Tooke

CAST

Ed Skrein, Patrick Wilson, Woody Harrelson, Luke Evans, Mandy Moore, Luke Kleintank, Dennis Quaid, Aaron Eckhart, Keean Johnson, Nick Jonas, Etsushi Toyokawa, Tadanobu Asano, Darren Criss, Brandon Sklenar, Jake Manley, Jun Kunimura, Nobuya Shimamoto, Brennan Brown, Jake Weber, Alexander Ludwig, David Hewlett, Mark Rolston, Eric Davis, Kenny Leu, Rachael Perrell, Peter Shinkoda, James Carpinello, Tim Beckmann, Sarah Halford, Cameron Brodeur, Hiromoto Ida, Hiroaki Shintani, Russell Dennis Lewis, Geoffrey Blake, Mikael Conde

COLONNA SONORA

Harald Kloser, Thomas Wanker

FOTOGRAFIA

Robby Baumgartner

MONTAGGIO

Adam Wolfe

SCENOGRAFIA

Kirk M. Petruccelli, Carolyn ‘Cal’ Loucks

COSTUMI

Mario Davignon

🖋️ Recensione

Giugno 1942. Gli americani respingono l’offensiva dell’Impero Giapponese nella Battaglia delle Midway. Una svolta decisiva nella sanguinosa Guerra del Pacifico, che ha condotto alla disfatta la Flotta giapponese. L’oceano è il freddo teatro di scontro, infuocato dai proiettili, dove i bombardieri americani decollano da gigantesche portaerei per dirigersi verso le forze dell’Impero del Sol Levante. I cacciatorpediniere giapponesi sono fuori campo, non vi è contatto visivo e i piloti americani volano alla cieca; la fortuna, tuttavia, aiuta gli audaci: uno di loro è l’abile pilota Dick Best che affronta il pericolo con coraggio e sfrontatezza, sfidando la morte a ogni picchiata del suo bombardiere. Sulla terraferma, nel frattempo, il crittografo Edwin Layton, sotto l’autorità dell’ammiraglio Chester W. Nimitz, cerca di capire, insieme all’intelligence americana, dove colpiranno le forze giapponesi, comandate dall’ammiraglio Isoroku Yamamoto.

 

Midway esalta l’estetica della rappresentazione; tuttavia, non contestualizza la guerra nella sua intrinseca drammaticità, seppur mostri, attraverso numerosi e posticci effetti speciali come fosse un videogioco, le terribili perdite di ambo gli schieramenti. Si fatica a immedesimarsi ed entrare in empatia coi personaggi. Il punto critico è la stereotipizzazione di storiche figure, protagoniste dei sei mesi che hanno separato la disfatta di Pearl Harbor con la vittoria eclatante nelle Midway. Un periodo di importanti decisioni strategiche che non trovano posto nella narrazione, confusionaria nel mostrare la pianificazione delle schermaglie, tra cui la fondamentale Battaglia del Mar dei Coralli, e frettolosa nella loro attuazione. Il montaggio, purtroppo, non aiuta a risollevare le sorti di una pellicola che soffre di una cattiva fase di briefing.

 

Roland Emmerich è un maestro nel portare immensa distruzione sul grande schermo; tuttavia, nonostante il contesto storico ben si adatti al format, lo specialista dei disaster movie snatura la sostanza per dare enfasi all’aspetto visivo. L’attacco di Pearl Harbor, così per come è rappresentato (è seguito il punto di vista di un cadetto della Marina americana e il suo comandante in fuga dai bombardieri che si sfracellano sui ponti delle portaerei), perde potenza e si esaurisce in una manciata di minuti; un incipit che, fin da subito, mostra l’incompatibilità della messinscena con l’entità, a livello scenico e drammaturgico, di uno dei più devastanti attacchi sul suolo americano; mentre, il climax della sequenza finale (quando i bombardieri volano in picchiata contro le portaerei giapponesi), funge da efficace chiusura di una pellicola ricca di elementi, ma gestiti in modo superficiale (compresa la scomparsa del pilota Jimmy Doolittle).

 

Midway, oltre a colori sgargianti e accesi contrasti che ne fanno un affresco artefatto, è un gigantesco diorama privo di profondità, ove il frastuono dei proiettili e il fracasso delle esplosioni sovrasta ogni cosa, anche l’emozione.

🎞️ TRAILER


Articolo di Alessandro Pin

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