· 

Moon (2009)

MOON | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

Moon

PRODUZIONE

Stuart Fenegan, Trudie Styler

REGIA

Duncan Jones

SCENEGGIATURA

Nathan Parker

STORIA

Duncan Jones

CAST

Sam Rockwell, Kevin Spacey, Dominique McElligott, Rosie Shaw, Adrienne Shaw, Kaya Scodelario, Benedict Wong, Matt Berry

COLONNA SONORA

Clint Mansell

FOTOGRAFIA

Gary Shaw

MONTAGGIO

Nicolas Gaster

SCENOGRAFIA

Tony Noble

COSTUMI

Jane Petrie

🏆 RICONOSCIMENTI 1 BAFTA AWARD (USA, 2010)

Miglior ESORDIO BRITANNICO DA REGISTA, SCENEGGIATORE O PRODUTTORE: Duncan Jones

🖋️ Recensione

Un astronauta, impiegato in una missione lunare, deve affrontare se stesso e sopravvivere alla solitudine; unico sprone sono le conversazioni con la moglie e la figlia e la rassicurazione che, presto, tornerà sulla Terra. Tutto cambia, quando a seguito di un incidente, l’astronauta scopre che la compagnia per cui lavora non è intenzionata a farlo tornare.

 

Inizialmente, la narrazione lascia presupporre che il regista Duncan Jones (figlio di David Bowie) abbia attinto a piene mani dal capolavoro kubrickiano, intessendo semplicemente un egual rapporto psicosociologico con una macchina “pensante” le cui esternazioni “emotive” sono rappresentate da dei simpatici smile; tuttavia, la minaccia che una macchina, per istinto di sopravvivenza, vada contro le Leggi della Robotica di Isaac Asimov al fine di ribellarsi al servilismo nei confronti del padrone umano è un cliché che colpisce con decisione, ammaliando con un plot che nasconde qualcosa di più profondo.

 

Duncan Jones immerge la misteriosa situazione in un contesto contemporaneo, ove la produzione di energia pulita è il movente primo di investimento per i governi della Terra che non si fanno scrupoli a infrangere il codice etico e morale più importante pur di raggiungere i propri avari scopi: la privazione dell’unicità di un essere umano. Moon risponde gradualmente alle domande poste durante la narrazione, rimescolando più volte le carte in tavola. Quando il protagonista sente il bisogno di tornare a casa per vivere una vita diversa, che non ha mai vissuto realmente, ecco che il regista innesca un conto alla rovescia di cui non ci si preoccupa più di tanto: il countdown più importante è quello della vita stessa del protagonista (come in Blade Runner per i replicanti), tornando a un meccanismo filmico già conosciuto nel western spaziale Atmosfera Zero di Peter Hyams. Un film fuori dal tempo, con uno schema consolidato, ma anche sperimentale.

 

Moon può essere considerato il seguito spirituale di 2001: Odissea nello spazio. Laddove Stanley Kubrick e Arthur C. Clark parlano della storia dell’uomo, partendo dai primordi fino all’era spaziale, attraverso un viaggio spazio-temporale di un astronauta in balìa di un’intelligenza artificiale assassina, Duncan Jones approda nell’ambiente cinematografico con un thriller psicologico che pone un solo uomo (un magnifico Samwell Rockwell) al centro di una dinamica spazio-sociale monodimensionale, incredibilmente efficace.

🎞️ TRAILER


Articolo di Alessandro Pin

🎥 CINEMA


📖 Letteratura