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Pacific Rim (2013)

★ ★ ★ ★ ☆  |  ALESSANDRO PIN


PACIFIC RIM | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Pacific Rim è la regione geografica che abbraccia le coste bagnate dall’oceano Pacifico. Nei suoi abissi vi è la Breccia, uno squarcio dimensionale da cui emergono i Kaijū: gigantesche e spaventose creature dirette verso i centri abitati per seminare morte e distruzione. Guillermo del Toro si riconferma un maestro nel realizzare affascinanti creature soprannaturali (come non ricordare il Fauno e l’Uomo pallido de Il labirinto del fauno): con un design apocalittico e millenario, ricco di dettagli e ispirato ai concept giapponesi, contraddistingue ogni mostro con peculiarità.

 

I popoli della Terra, unificati per necessità di sopravvivenza al fine di difendersi dai terribili e devastanti attacchi degli alieni invasori, costruiscono gli Jäger (dal tedesco “cacciatori”): abnormi mostri di metallo, simbolo di salvezza, costringono le gigantesche creature abissali lontane dai centri abitati. Il design degli Jäger rimanda alla mente numerosi anime: Mazinga Z, Ufo Robot Goldrake, Jeeg Robot d’Acciaio, Getter Robot, Patlabor, G Gundam e Neon Genesis Evangelion.

 

Pacific Rim potrebbe sembrare il classico monster movie, come il disastroso remake di Godzilla del 1998, l’inutile rifacimento de La guerra dei mondi, il pessimo Battleship, l’interessante Cloverfield e la ridondante saga dei Transformers; tuttavia, il regista messicano (dai toni dark) riesce a distinguere la pellicola dal topos di genere, ponendo il focus sulla simbiosi tra uomo e macchina. Un solo pilota non riesce a gestire il complesso apparato meccanico del robot, così nasce l’esigenza di avere un co-pilota che lo aiuti a manovrare simultaneamente la gigantesca macchina per mezzo dell’unione delle menti, la condivisione dei pensieri, le emozioni, i ricordi. Il perno su cui ruotano le vicende dei protagonisti è l’attitudine a entrare in “sintonia” con il partner. La scelta dei piloti dev’essere, pertanto, molto oculata: è preferibile, infatti, che i due siano già legati tra loro, come ad esempio un padre e un figlio o due fratelli, poiché se una persona è in empatia con l’altra, la loro unione sarà stabile e il robot risponderà meglio ai comandi. Questo è il presupposto che porta i protagonisti, sotto la guida di Stacker Pentecost (Idris Elba), carismatico comandante dal nome altisonante e mentore dei piloti Raleigh Becket (Charlie Hunnam) e Mako Mori (Rinko Kikuchi), a fronteggiare i mostruosi alieni e confrontarsi con le proprie paure e del partner.

 

Un kolossal d’azione impressionante che fa della definizione e motivazione dei personaggi il motore che muove i giganteschi robot contro i mostruosi Kaijū il cui avvento influenza l’umanità a livello scientifico e culturale, cambiandola per sempre. Immerso in un tripudio di effetti speciali, Pacific Rim giunge con coraggio in profondità verso un finale “all’americana” (Independence Day docet), riversando la sua grandezza, oltre che nelle incredibili dimensioni, nel desiderio di sopravvivenza di una bambina in fuga dai mostri, salvata da giganti di ferro dal cuore umano.


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Pacific Rim

PRODUZIONE

Guillermo del Toro, Jon Jashni, Mary Parent, Thomas Tull

REGIA
Guillermo del Toro

SCENEGGIATURA
Travis Beacham, Guillermo del Toro

STORIA
Travis Beacham

CAST
Charlie Hunnam, Idris Elba, Rinko Kikuchi, Charlie Day, Rob Kazinsky, Max Martini, Ron Perlman

COLONNA SONORA
Ramin Djawadi

FOTOGRAFIA
Guillermo Navarro

MONTAGGIO
Peter Amundson, John Gilroy

SCENOGRAFIA
Andrew Neskoromny, Carol Spier, Peter Nicolakakos

COSTUMI
Kate Hawley


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