· 

Ready Player One (2018)


READY PLAYER ONE | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

★★★☆☆


RECENSIONE

di ALESSANDRO PIN

 

2045. OASIS, universo virtuale dalle infinite possibilità, è mezzo di evasione dalla realtà per l’essere umano schiavo di un sistema ridotto a povertà che, sotto la stretta sorveglianza della IOI, potentissima multinazionale che cerca di impadronirsi dei segreti di OASIS, vive costretto in baraccopoli di fortuna con scarse risorse energetiche, mentre alterna la realtà al digitale (unica “risorsa” per tirare avanti). Creato da James Halliday (Mark Rylance), genio visionario, sociopatico e introverso, per compiere “quel” salto nel vuoto verso la realizzazione di un sogno, l’universo di OASIS, invece, ha stravolto il modus vivendi della società, imbrigliando l’umanità in un parco giochi virtuale.

 

Halliday lascia in eredità la “quest” finale da compiere: una gara tra giocatori che ha per trofeo tre magiche chiavi che possono sbloccare livelli nascosti e aprire le porte all’ultima stanza segreta. Il trovatore dell’“easter egg” dorato avrebbe così completo controllo di OASIS e dell’impero commerciale più potente del mondo. Adam (Tye Sheridan), ragazzo ordinario, ma di gran cuore e coraggio, è in possesso della vera “chiave” di OASIS: il segreto di Halliday, nascosto tra le sue memorie depositate nel gioco. Con l’aiuto della misteriosa Art3mis (Olivia Cooke), Adam deve sconfiggere l’avversario più potente mai affrontato: il magnate Sorrento (Ben Mendelsohn), direttore della IOI che vuole arrivare al premio per primo. Se ciò dovesse accadere, la società rimarrebbe “freezata” nell’arretratezza economica, schiavizzata in un gioco che coinvolge e domina e tramuta le monete digitali in autentiche possibilità finanziare e dove la morte “in game” azzera la ricchezza precedentemente accumulata, rovinando vite con un semplice partita.

 

Steven Spielberg è maestro nel raccontare storie di giovani ribelli spronati a combattere un sistema distopico e materialista; esprime se stesso e il suo amore incondizionato per il cinema e ogni forma d’arte pop, videoludica e musicale degli Anni ’80, attraverso la potenza dei sentimenti che si instaurano tra gli avatar digitali, proiezioni virtuali delle persone che attraverso un visore si “loggano” nel gioco, interagiscono e condividono esperienze senza conoscersi nel mondo reale. Una concezione di gioco diffusa oggi come MMORPG, ovvero “Massive Multiplayer Online Role Player Game”, ove “grindare” (conquistare artefatti) e “farmare” (sconfiggere nemici per acquisire esperienza) sono all’ordine del giorno. Ready Player One mostra efficacemente il degrado sociale, ma rimane ancorato all’ingenuità di un’avventura “hack and slash”, piuttosto che addentrarsi in complessi dialoghi che sviluppino una morale nelle viscere dei bassifondi dei più complessi cyberpunk. Ready Player One punta sulla forma, a scapito del contenuto. Ernest Cline, autore del romanzo omonimo, traspone a quattro mani con Zak Penn solo la superficie, l’essenzialità della sua storia, comunque efficace in ambito cinematografico.

 

Ready Player One è un caleidoscopio colorato di adrenalina pura. Divertimento realizzato ad arte (pop) attende i geek e i nerd che accettano la sfida di scovare gli infiniti “easter egg” disseminati nella sgargiante scenografia. Un mash-up che ha come rovescio della moneta una vita extra da vivere tra le lande spaziali di OASIS, mondo fittizio dal meccanismo più complesso rispetto a quello che muove la società che l’ha generato, tra macerie di utopie infrante. Steven Spielberg preme l’acceleratore di una DeLorean in gran spolvero, senza però raggiungere la soglia delle 88 miglia orarie: confeziona piani sequenza riusciti e coinvolgenti, completamente digitalizzati, ma frena dove non avrebbe dovuto. Gli avatar rischiano di essere più autentici degli alter ego in carne e ossa e, forse, si tifa maggiormente durante il gioco, ove le virtuali corse rocambolesche surclassano le esplosioni e le fughe nel mondo reale: casa (autentica) di giovani coraggiosi, votati al sacrificio per una giusta causa.


SCHEDA

TITOLO ORIGINALE
Ready Player One

PRODUZIONE

Donald De Line, Dan Farah, Kristie Macosko Krieger, Steven Spielberg

REGIA
Steven Spielberg

SCENEGGIATURA
Zak Penn, Ernest Cline

SOGGETTO
Ernest Cline

CAST
Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, Lena Waithe, T.J. Miller, Simon Pegg, Mark Rylance, Philip Zhao, Win Morisaki, Hannah John-Kamen, Ralph Ineson, Susan Lynch, Clare Higgins

COLONNA SONORA
Alan Silvestri

FOTOGRAFIA
Janusz Kaminski

MONTAGGIO
Sarah Broshar, Michael Kahn

SCENOGRAFIA
Adam Stockhausen, Anna Pinnock

COSTUMI
Kasia Walicka-Maimone


COLLEGAMENTI


Scrivi commento

Commenti: 0