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RoboCop (2014)

ROBOCOP | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

RoboCop

PRODUZIONE

Marc Abraham, Eric Newman

REGIA

José Padilha

SCENEGGIATURA

Joshua Zetumer, Edward Neumeier, Michael Miner

SOGGETTO

Edward Neumeier, Michael Miner

CAST

Joel Kinnaman, Gary Oldman, Michael Keaton, Abbie Cornish, Jackie Earle Haley, Michael Kenneth Williams, Jennifer Ehle, Jay Baruchel, Marianne Jean-Baptiste, Samuel L. Jackson, Aimee Garcia, Douglas Urbanski, John Paul Ruttan, Patrick Garrow, K.C. Collins, Daniel Kash, Zach Grenier

COLONNA SONORA

Pedro Bromfman

FOTOGRAFIA

Lula Carvalho

MONTAGGIO

Peter McNulty, Daniel Rezende

SCENOGRAFIA

Martin Whist, Brandon Dale, Cal Loucks

COSTUMI

April Ferry

🖋️ Recensione

Detroit, 2028. La multinazionale OmniCorp si occupa di cibernetica: impianta innesti artificiali nel corpo umano e produce robot impiegati in ambito militare, grazie ai quali gli Stati Uniti d’America hanno vinto numerosi conflitti e sventato diverse minacce terroristiche. Il prossimo passo della OmniCorp è investire sui robot anche in ambito civile: destinazione d’uso ostracizzata dai conservatori che sostengono la Legge anti-robot. Per aggirare il sistema, la OmniCorp produce un cyborg. Il poliziotto Alex Murphy (Joel Kinnaman eredita lo storico ruolo di Peter Weller), dopo essere stato mortalmente ferito in un attentato, diventa la cavia dell’esperimento: una menta umana in un corpo di metallo in grado di difendere i cittadini e combattere la criminalità.

 

RoboCop, consapevole di essere Alex Murphy, indaga sull’attentato che gli è costato tutto e si vendica contro chi l’ha “assassinato”. Il suo cambiamento, ovvero la capacità di adattarsi al nuovo corpo robotico e l’allontanamento dalla famiglia, è mostrato in modo didascalico: il confronto tra essere umano e macchina pone il focus sull’aspetto introspettivo; mentre, le scene d’azione conducono al confronto finale con l’avido dirigente della OmniCorp.

 

Le analogie con il RoboCop di Paul Verhoeven sono tante; dove la versione di José Padilha si discosta è nell’attenzione verso i sentimenti del protagonista. Piacevole sorpresa è la presenza di un anchorman che, in puro stile reportage giornalistico, comunica l’indice di gradimento della società in merito alla Legge anti-robot. Complessivamente la storia funziona, complice anche la carismatica presenza di Michael Keaton, Samuel L. Jackson e Gary Oldman nei panni dello scienziato e unico alleato del cyborg, verso cui affetto e compassione devono confrontarsi con la passione e l’ambizione per la scienza; tuttavia, il remake di José Padilha denota mancanza di coraggio. Un’occasione mancata che avrebbe potuto dare una svolta all’iconica immagine del cyber-poliziotto.

🎞️ trailer


Articolo di Alessandro Pin

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