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Snowpiercer (2013)

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SNOWPIERCER | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

2031. L’umanità è costretta a un forzato isolamento a vita a bordo di un treno in moto “perpetuo” che gira il mondo, unico diaframma tra ciò che resta del manipolo di ultimi sopravvissuti e il glaciale e mortale panorama esterno, devastato da disastrosi esperimenti. Un incipit post-apocalittico che, attraverso un contesto fanta-sociale, porta alla luce un senso di profonda consapevolezza e desiderio di libertà. La maggior parte dei sopravvissuti vive negli ultimi vagoni del lunghissimo convoglio ferroviario, sotto lo stretto e costante controllo dei ceti più alti della società, posti in “prima classe”.

 

La dispotica morale di Mason (una irriconoscibile Tilda Swinton) è dottrina per gli infanti: mai smette di apostrofare il suo disappunto nei confronti della classe inferiore più numerosa; attraverso un completo lavaggio del cervello, cerca di raggirarla per segregarla, sollecitando a pregare il “sacro” treno e il “dio” Wilford che lo comanda (un carismatico Ed Harris che regala uno straordinario cameo). L’idea, tratta dal fumetto Le Transperceneige, è rappresentare l’iconica piramide sociale come un lunghissimo e claustrofobico parallelepipedo su ruote compartimentalizzato e intersettoriale, ove ogni carrozza rappresenta un diverso ceto sociale: servizi di ristorazione e botteghe di commercianti per i più agiati, sistemi idraulici e dispense per la conservazione dei cibi per i meno abbienti, passando per locali notturni e scuole di indottrinamento anti-morale per l’infanzia.

 

Il regista e autore Bong Joon Ho scrive e dirige una pellicola sulla rivoluzione, attraverso l’insurrezione violenta (capeggiata da Chris “Captain America” Evans), per la quale gli abitanti del treno, di cui è indagata la mente ed esplorata la psicologia, sono disposti a tutto pur di non vivere sotto la coercizione di Wilford e la sua lacché Mason. Tante le morti e indicibili le sofferenze subite per fermare l’avanzata inarrestabile del treno, simbolo di opulento squallore e status quo al limite dell’umano per i miserabili. Le scene cupe e le situazioni cruente sono funzionali al senso di sofferenza trasmesso dai personaggi, tutti brillantemente definiti e caratterizzati; molteplici sono i dettagli che disvelano gradualmente lo scenario, sia nei dialoghi sia a livello scenografico e visivo.

 

Snowpiercer scorre veloce e potente su un binario narrativo direzionato con geniale scrittura, privo di punti morti, fino alla sua esplosiva e poetica conclusione. Angosciante nella sua eclettica rappresentazione sociale. Un treno guidato con divina maestria cinematografica.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE

Snowpiercer

PRODUZIONE

Tae Sung Jeong, Wonjo Jeong, Lee Tae Hun, Steven Nam, Park Chan-wook

REGIA

Bong Joon Ho

SCENEGGIATURA

Bong Joon Ho, Kelly Masterson

STORIA

Bong Joon Ho

SOGGETTO

Jacques Lob, Benjamin Legrand, Jean-Marc Rochette

CAST

Chris Evans, Song Kang Ho, John Hurt, Tilda Swinton, Jamie Bell, Octavia Spencer, Ewen Bremner, Ko Asung, Alison Pill, Luke Pasqualino, Vlad Ivanov, Adnan Haskovic

COLONNA SONORA

Marco Beltrami

FOTOGRAFIA

Hong Kyung Pyo

MONTAGGIO

Steve M. Choe, Changju Kim

SCENOGRAFIA

Ondrej Nekvasil, Beata Brendtnerovà

COSTUMI

Catherine George


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