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Spider-Man: Far from Home (2019)

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SPIDER-MAN: FAR FROM HOME | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO


Recensione

Thanos è stato sconfitto, ma a carissimo prezzo. Il mondo ha perso il suo eroe dal cuore di metallo, il campione degli Avengers che, con uno schiocco di dita, ha vaporizzato le legioni del titano pazzo; le vittime della decimazione si sono rimaterializzate in un mondo invecchiato di cinque lunghi anni. Peter Parker è uno di loro.

 

Il sacrificio di Tony Stark grava come un macigno sull’animo del giovane in lotta contro uno degli avversari più formidabili: l’adolescenza. Goffo e impacciato, aiutato dal migliore amico Ned, vuole dichiarare il suo amore a MJ; tuttavia, la responsabilità che deriva dai suoi poteri gli impedisce di vivere da ragazzo comune ed essere l’amichevole Spider-Man di quartiere per indossare un costume meno appariscente, più difficile da calzare a livello psicologico.

 

Durante una gita scolastica a Venezia, Peter indossa il costume nero (diverso da quello in Spider-Man 3) per compiere una missione segreta agli ordini di Nick Fury: aiutare il misterioso Quentin Beck a sventare la minaccia degli Elementali, distruttori di mondi provenienti da un universo parallelo. Mysterio è il soprannome che gli amici di Peter affibbiano al magico supereroe che, sfoggiando un’armatura degna di un Avenger, vola, crea portali e spara raggi laser dalle mani. Il vorticoso potere di Doctor Strange e la capacità di generare illusioni degne del dio Loki, fanno di Mysterio un personaggio stratificato e volubile, multidimensionale. Il suo vero volto è avvolto da una coltre di fumo che si dissipa per mostrare la convincente interpretazione di Jake Gyllenhaal.

 

Jon Watts si riconferma un abile regista, portando Spider-Man, privato del suo modello di riferimento, al momento più oscuro. Zia May ed Happy Hogan non riescono a compensare l’assenza dell’inimitabile Tony Stark, indelebile nella memoria, che ha sempre visto nel giovane Peter il suo successore ideale. Peter non si sente ancora pronto ad accettare l’onerosa eredità; tuttavia, è costretto a sacrificare il suo sogno e affrontare a viso aperto la sua ingenuità. La crescita di Spider-Man, che vede in Quentin Beck lo spirito del Vendicatore ideale, è oscurata dall’ascesa di Mysterio che nasconde un’intrinseca natura di antieroe e fa del mondo la sua personale illusione: distopica visione, ma sensazionalmente realistica, della comunicazione nell’era digitale, ove la tecnologia è strumento fondamentale per ottenere assoluto potere; il potere della voce e persuasione mediatica altrimenti nota come pubblicità. Uno show che presenta a un mondo bisognoso di salvatori, a una società credulona e disillusa, un nuovo supereroe senza macchia né paura, mettendone in cattiva luce un altro, smascherato davanti alle masse che vedono in qualsiasi “verità” propinata una possibilità di realizzazione e redenzione, uno scopo esistenziale.

 

Far from Home unisce stratosferiche sequenze d’azione a una coinvolgente narrazione da teen movie, con un affascinante antagonista rinascimentale, che pone il focus sul dramma della perdita e lascia con un’importante riflessione sul concetto di quarto potere. Attualissimo. Perfetto per concludere la Fase Tre dell’Universo cinematografico Marvel, in attesa che il sipario si apra su nuovi palcoscenici e (forse) universi.

Alessandro Pin



Scheda

TITOLO ORIGINALE

Spider-Man: Far from Home

PRODUZIONE

Kevin Feige, Amy Pascal

REGIA

Jon Watts

SCENEGGIATURA

Chris McKenna, Erik Sommers

CAST

Tom Holland, Samuel L. Jackson, Jake Gyllenhaal, Marisa Tomei, Jon Favreau, Zendaya, Jacob Batalon, Tony Revolori, Angourie Rice, Remy Hii, Martin Starr, JB Smoove, Jorge Lendeborg Jr., Jason Ionello, Cobie Smulders

COLONNA SONORA

Michael Giacchino

FOTOGRAFIA

Matthew J. Lloyd

MONTAGGIO

Leigh Folsom Boyd, Dan Lebental

SCENOGRAFIA

Claude Paré, Tina Jones

COSTUMI

Anna B. Sheppard


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