· 

Spider-Man: Homecoming (2017)

🌕 🌕 🌕 🌕 🌑


SPIDER-MAN: HOMECOMING | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Peter Parker è uno studente modello, ma un po’ maldestro e scapestrato. Frequenta il liceo, è vessato dai compagni, ha la prima cotta adolescenziale e, nel tempo libero, frequenta uno “stage” per conto di Tony Stark, aiutando il prossimo, con indosso il mitico costume rosso-blu, per guadagnare la sua fiducia ed entrare così nelle fila degli Avengers, come mostrato nel riuscitissimo incipit: un filmato amatoriale, girato dallo stesso Peter, che manifesta il suo incredibile intervento in Civil War.

 

Una minaccia si fa strada nei bassifondi della città: criminali e sbandati che, durante gli anni trascorsi dall’assalto a New York visto in The Avengers, si impossessano di tecnologie aliene. Adrian Toomes alias Avvoltoio è il loro capo; all’inizio sembra interessato solo ai soldi, ma poi mostra rispetto per il valore della famiglia attraverso sequenze-chiave ottimamente costruite, come quando Peter scopre la sua vera identità e il duello finale. Finalmente, dopo innumerevoli cattivi dell’Universo cinematografico Marvel, si prova empatia per l’antagonista: un membro della classe operaia che si oppone a un sistema (il cui simbolo è identificato nell’alta torre Stark) che tutto prende, senza curarsi delle conseguenze. Michael Keaton, dopo Batman e Birdman, è perfettamente a sua agio in doppi ruoli (anti)supereroistici. Uno dei migliori villain per un cinecomic.

 

May (l’intramontabile Marisa Tomei, scelta forse azzardata, vista l’abituale età del personaggio) è la giovane e moderna zia di Peter. Purtroppo quasi nulla è mostrato del suo background; gli sceneggiatori glissano sulla scomparsa di zio Ben per concentrarsi sulla crescita del protagonista. Una pellicola che non pone il focus sulle origini, ma sulla formazione di Peter. La presenza di Tony Stark (il magnetico Robert Downey Jr.) che qui, contrariamente a Civil War, non fa avance a zia May, poiché si preferisce farlo tornare tra le braccia di Pepper Potts (cameo di Gwyneth Paltrow), non oscura quella di Peter, ma la supporta. Peter è un bimbo ragno che ha bisogno di attenzioni paterne e vuole crescere sotto le ali (non metalliche) di un mentore di gran cuore. Il senso della famiglia è ancora una volta il tema portante in un cinecomic.

 

A Peter non è dato un grande potere, da cui derivano grandi responsabilità, ma “solo” un grande costume; ipertecnologica, la tutina attillata con occhi animati (prodotta da Stark) è fin troppo per il ragazzo: è il costume a controllare Peter e non il contrario. Da ciò si evince come egli non sia ancora pronto a rinunciare al sogno di essere un Vendicatore per diventare l’amichevole Spider-Man di un piccolo quartiere di periferia: “un eroe springsteeniano della classe operaia”. Il “test finale”, a cui lo sottopone Tony, è rivelatore.

 

Questa nuova versione di Spider-Man riesce a glissare quella “di passaggio” di Andrew Garfield e celebrare (anche attraverso analoghe sequenze) quella indimenticabile di Tobey Maguire. Tom Holland non ha un volto particolarmente memorabile, ma riesce a donare al personaggio una caratteriale fanciullezza, dopo gli oscuri The Amazing Spider-Man.

 

Spider-Man: Homecoming mostra l’uomo ragno nella sua versione più fumettistica e scanzonata. Ragnatele ovunque, continue capriole, Iron-Man e un cattivo nuovo alla saga cinematografica dell’arrampicamuri sono gli elementi vincenti di un teen movie che mostra la crescita e l’evoluzione della punta di diamante Marvel. Il film più spensierato dell’Universo cinematografico Marvel.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE

Spider-Man: Homecoming

PRODUZIONE

Kevin Feige, Amy Pascal

REGIA

Jon Watts

SCENEGGIATURA

Jonathan Goldstein, John Francis Daley, Jon Watts, Christopher Ford, Chris McKenna, Erik Sommers

STORIA

Jonathan Goldstein, John Francis Daley

CAST

Tom Holland, Michael Keaton, Robert Downey Jr., Marisa Tomei, Jon Favreau, Gwyneth Paltrow, Zendaya, Donald Glover

COLONNA SONORA

Michael Giacchino

FOTOGRAFIA

Salvatore Totino

MONTAGGIO

Debbie Berman, Dan Lebental

SCENOGRAFIA

Oliver Scholl, Lauri Gaffin, Gene Serdena

COSTUMI

Louise Frogley


Scrivi commento

Commenti: 0