· 

Star Trek (2009)

🌕 🌕 🌕 🌑


STAR TREK (2009) | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

L’idea originale

1965. In America è trasmesso sulle reti televisive il primo episodio della Serie classica di Star Trek, creata dal genio visionario Gene Roddenberry, che narra di un’astronave spaziale chiamata Enterprise impegnata in un viaggio quinquennale verso lo spazio profondo alla ricerca di nuove forme di vita e civiltà per arrivare là, dove nessuno è mai giunto prima. La sua visione è un futuro utopistico nel quale l’umanità è coalizzata con specie aliene, unificate in ambito tecnologico, scientifico e culturale a formare la Federazione Unita dei Pianeti. Un futuro ove malattia, guerra, povertà sono state sconfitte e l’essere umano non è più schiavo del denaro o la sete di potere. Una rivoluzione nel modo di concepire la fantascienza. 

 

L’Enterprise vanta un equipaggio multietnico che simboleggia il desiderio di individui, aventi cultura e credo differenti, di imparare a superare i pericoli dell’ignoto nelle profondità del cosmo: un capitano e un medico-capo americani, un capo-ingegnere scozzese, un timoniere asiatico, un’addetta alle comunicazioni africana, un navigatore russo (introdotto nella seconda stagione del serial) e il bizzarro signor Spock, metà vulcaniano e metà umano (l’icona dell’epopea di Star Trek). Spock è freddo, cinico e distaccato; lo scienziato dalle orecchie a punta e dal sangue verde entra con facilità nell’immaginario collettivo (sintesi della logica e razionalità, in antitesi con la natura umana). La Serie classica ha un enorme successo, soprattutto per il rapporto di amicizia e professionalità che si instaura tra il trio di protagonisti: l’impulsivo e coraggioso capitano James Kirk, il primo ufficiale alieno Spock e il burbero ed eccentrico dottor Leonard McCoy; personaggi così differenti da essere una combinazione brillante ed esplosiva.

L’evoluzione e la fine

Star Trek arriva al suo culmine alla fine degli anni Ottanta con The Next Generation, sempre creata da Gene Roddenberry che supera se stesso e ogni aspettativa. Durante lo sviluppo della serie, il creatore di Star Trek viene a mancare, lasciando ad altri scrittori l’onore e l’onere di portare avanti la saga. Ne segue un cambio di rotta verso uno stile marcatamente militarista, promosso da Nicholas Meyer con L’ira di Khan. È così che, in seguito a The Next Generation, sono prodotti altri spin-off tra cui Enterprise, chiusa bruscamente dopo quattro stagioni per scarsi ascolti.

 

Anche il cinema contribuisce all’espansione dell’universo di Star Trek; il primo approdo sul grande schermo avviene nel 1979 che dona fama e popolarità al franchise. La lunga epopea si conclude nel 2002 con la ferale e terrificante La nemesi, un disastro commerciale. Si giunse così a uno stallo, un blocco produttivo su più fronti che impedisce la realizzazione di un undicesimo film o di un ulteriore spin-off: nessuno più crede in Star Trek.

Il futuro ha inizio

J.J. Abrams, Alex Kurtzman e Roberto Orci rilanciano il franchise; ambientano il nuovo tassello della saga nel periodo antecedente il viaggio quinquennale dell’Enterprise (con un giovane James Kirk ancora lontano dal grado di capitano), usando un escamotage comune alle narrazioni di Star Trek: l’inserimento di una dimensione alternativa che faccia coesistere gli stessi personaggi, di due linee temporali narrative parallele, in un unica timeline di eventi. Ciò impedisce all’universo canonico di soccombere sotto le esigenze commerciali delle case produttrici. Una scelta intelligente, ma rischiosa, che dona freschezza e brillantezza a personaggi vecchi di quasi cinquant’anni per rendere accessibile il complicato universo di Star Trek (da sempre ritenuto di nicchia) al maggior numero possibile di nuove reclute.

 

La nuova visione di J.J. Abrams è avvincente, anche per il profano poiché non richiede conoscenze pregresse per goderne appieno i risvolti narrativi. La potenza visiva è insita nella ricca e ben calibrata dose di azione, esplodendo già nell’adrenalinico incipit: una spettacolare battaglia a suon di missili e schianti, ove la USS Kelvin, nave della Flotta Stellare il cui facente funzioni di capitano è George Kirk (Chris Hemsworth), padre di James, fa da scudo alle navette in fuga dalla gigantesca mostruosità metallica fuoriuscita da una singolarità spazio-temporale. La risoluzione dello scontro culmina in un intenso e ferale climax che dalla morte porta alla vita.

 

La storia del villain Nero (Eric Bana), appartenente alla specie dei Romulani, lontani parenti dei Vulcaniani (la cui differenza di specie è insita nell’esaltare le emozioni, anziché reprimerle), è mostrata nella sua essenzialità: un irato ultore assetato di vendetta dopo aver assistito impotente alla distruzione del pianeta natale Romulus, avvenuta nel 2387 (epoca post La nemesi nell’universo canonico), di cui incolpa l’ambasciatore Spock. La singolarità causata dalla Materia Rossa “innescata” da Spock, risucchia la navicella del Vulcaniano e l’astronave di Nero indietro nel tempo; la prima è sbalzata nel 2258, la seconda nel 2233.

 

L’avvento di Nero sconvolge la timeline degli eventi, distruggendo la USS Kelvin e aspettando pazientemente per 25 anni l’arrivo di Spock. Una volta catturato, Spock è esiliato per assistere alla distruzione di Vulcano (una poetica rivalsa). L’idea vincente è che tutto può accadere nel nuovo universo, definito alternativo e non sostitutivo al canonico. Nero e Spock, che ben si ricordano gli eventi futuri appartenenti al loro passato, cambiano la storia dei celebri personaggi conosciuti nella Serie classica, innescando una nuova linea di eventi.

 

J.J. Abrams dirige un action movie spaziale travolgente, ove non c’è tempo di soffermarsi sulle conseguenze scatenate dalle azioni intraprese dai personaggi che risultano perfettamente caratterizzati, risaltando la personalità degli storici alter-ego. Il dottor McCoy (Karl Urban, in una delle sue interpretazioni più importanti) si presenta a Kirk nel più burbero e lamentoso dei modi, come si confà al celebre McCoy di DeForest Kelley; l’ingegnere Scott (Simon Pegg rende giustizia al personaggio e vena comica del film) è il classico scozzese sempre col sorriso che sembra mai prenda sul serio gli eventi; il navigatore Chekov (Anton Yelchin) si contraddistingue dal forte accento russo forzatamente evidente; lo spadaccino Hikaru Sulu (John Cho) è il timoniere che ancora deve farsi le ossa ai comandi; mentre la poliglotta Uhura (la splendida Zoe Saldana) è l’addetta alle comunicazioni. Tuttavia, i personaggi che sorprendono veramente sono i due protagonisti.

 

James Kirk (Chris Pine eredita il ruolo di William Shatner, senza andare sopra le righe), arrogante e sfrontato verso il pericolo, si imbarca in un’impresa che gli cambia la vita: l’ingresso all’Accademia della Flotta Stellare, guidato dal capitano Christopher Pike (Bruce Greenwood) che vede nell’insolente “vaccaro” qualcuno che possa fare la differenza, scorgendo in lui l’eroe George Kirk, sacrificatosi per la moglie, il figlio e l’equipaggio della USS Kelvin. Spock (Zackary Quinto è perfetto e condivide il ruolo con l’intramontabile gigante Leonard Nimoy) deve affrontare un dilemma, conseguenza del suo doppio retaggio, dovendo scegliere se iscriversi all’Accademia delle Scienze Vulcaniane, oppure all’Accademia della Flotta Stellare.

 

L’Enterprise segna il suo ritorno senza le lettere A, B, C, D o E. Il design degli interni è formidabile: il bianco predomina, abbandonando il grigiore caratterizzante i set delle astronavi precedenti. La cura nei dettagli è ineccepibile; come non menzionare la presenza del suono associato al teletrasporto e il design delle pistole, importati direttamente dalla Serie classica, mentre Michael Giacchino compone un nuovo coraggioso tema musicale che richiama l’iconica melodia televisiva.

 

J.J. Abrams reinventa l’universo partorito dalla geniale mente di Gene Roddenberry con uno pseudo reboot che, nonostante sia permeato di starwarsiano dinamismo, rispetta lo spirito di Star Trek. La frenetica narrazione sacrifica la componente scientifica in un crescendo esponenziale di azione e avventura che esplora un nuovo futuro per gli storici personaggi della Serie classica, pronti ad affrontare l’oscuro ignoto che li attende. Star Trek risulta essere un insolito, ma interessante, esperimento. Reattivo ed esplosivo.

ALESSANDRO PIN


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Star Trek

PRODUZIONE
J.J. Abrams, Damon Lindelof

REGIA
J.J. Abrams

SCENEGGIATURA
Roberto Orci, Alex Kurtzman

SOGGETTO
Gene Roddenberry

CAST

Chris Pine, Zachary Quinto, Leonard Nimoy, Eric Bana, Bruce Greenwood, Karl Urban, Zoë Saldana, Simon Pegg, John Cho, Anton Yelchin, Ben Cross, Winona Ryder, Chris Hemsworth, Jennifer Morrison, Rachel Nichols, Faran Tahir, Clifton Collins Jr.

COLONNA SONORA
Michael Giacchino

FOTOGRAFIA
Dan Mindel

MONTAGGIO
Maryann Brandon, Mary Jo Markey

SCENOGRAFIA
Scott Chambliss, Karen Manthey

COSTUMI
Michael Kaplan


Scrivi commento

Commenti: 0