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Star Trek III – Alla ricerca di Spock (1984)

★★★☆☆ | di Alessandro Pin


STAR TREK III - ALLA RICERCA DI SPOCK | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Il finale de L’ira di Khan lascia un vuoto nell’animo dei trekker. Il vulcaniano Spock, simbolo dell’epopea di Star Trek, esce di scena con un gesto eroico dettato dalla massima logica, e al tempo stesso umano nell’essere intrinsecamente altruistico, dimostrando la profonda amicizia verso i compagni d’avventura.

 

La narrazione riprende dalla morte di Spock e il lancio della salma sul pianeta Genesis. L’Enterprise, danneggiata dalla battaglia appena affrontata contro Khan, ripara a casa, ma qualcosa ottenebra la mente del dottor McCoy, suscitando in Kirk dei sospetti successivamente avvalorati dalle parole di Sarek, il padre di Spock, e le registrazioni di bordo. Il vulcaniano, attraverso una fusione mentale poco prima di salvare l’Enterprise dall’ira di Khan, ha trasferito la sua coscienza nella mente di McCoy, destabilizzandola. Deciso a tornare su Genesis al fine di ritrovare il vuoto corpo senz’anima di Spock, ma rigenerato dalla vita scaturita da una scienza fallibile e imperfetta, McCoy cerca una nave che lo porti sul pianeta proibito; tuttavia, il buon dottore è imprigionato nella sua particolare condizione psicologica che lo induce a comportamenti inusuali e aggressivi.

 

Alla ricerca di Spock pone il focus sulla grande amicizia che trascende i regolamenti della Flotta Stellare. Dopo il ridondante prologo (la causa del malessere mentale di McCoy non lascia adito a mistero), Kirk infrange senza difficoltà (come sua consuetudine) le scomode direttive: aiuta il dottore a evadere e ruba l’Enterprise per tornare sul pianeta Genesis, oggetto di una diatriba intergalattica. Purtroppo, non sono mostrati i rapporti politici tra le specie contendenti il pianeta.

 

Durante una missione scientifica su Genesis, volta a scoprire cosa stia accadendo al pianeta, David, il figlio di Kirk, e il tenente Savik (Robin Curtis sostituisce Kirstie Alley) trovano il giovane vulcaniano che si sta rigenerando a dimensione adulta. I Klingon si palesano per affermare i diritti circa l’esclusiva proprietà sul pianeta (unici nella galassia a preoccuparsene, a quanto pare). Kirk è posto di fronte a un avversario brutale che getta il guanto della sfida e lo priva del ritrovato rapporto con il figlio.

“Mio Dio, Bones, che cosa ho fatto?”
“Quello che doveva fare, quello che fa sempre. Mutare la morte in una continua lotta per la vita.”

Kirk, spalleggiato e aiutato come sempre dai suoi immancabili amici, fa terra bruciata pur di sconfiggere (a carissimo prezzo) il suo avversario, contro cui prova un irrefrenabile senso di odio e vendetta. Il confronto con il comandante klingon Kruge (il mitico Christopher ‘Doc’ Lloyd) non riesce a raggiungere l’epicità del duello contro Khan (una nemesi di ben altro spessore caratteriale). L’equipaggio non agisce più sotto le direttive della Flotta, ma si evolve in qualcosa di meno ufficiale: i rapporti s’intensificano nel momento di maggior bisogno, ove gli ufficiali sacrificano la carriera con la speranza di riunire la mente di Spock al suo corpo rigenerato.

“Le esigenze di uno contano più di quelle dei molti.”

Lo scontro psicologico in cui l’esperienza è la componente prima per la vittoria diventa qui un duello fisico: a Kirk è concessa la possibilità di mostrare ancora le sue doti di combattente. Una vendetta, quella contro Kruge, sanata dunque da un arido combattimento che lascia nel cuore di Kirk un rancore indelebile verso la specie klingon. La conclusione determina la vittoria dell’emotività umana sulla ferrea logica di Spock che si ricongiunge ai suoi amici dopo un delicato processo di rifusione mentale su Vulcano.

 

A Leonard Nimoy, qui in veste di regista, è chiesto a gran voce di tornare a ricoprire il suo iconico ruolo. Lontano dalla perfetta struttura narrativa del precedente capitolo, Alla ricerca di Spock è un prosieguo necessario per far risorgere il mitico vulcaniano. L’affiatato equipaggio è così ricomposto, al termine di una narrazione che, seppur con qualche mancanza, non sottovaluta il dramma della perdita e il ritrovamento del caro amico scomparso.


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Star Trek III: The Search for Spock

PRODUZIONE
Harve Bennett

REGIA
Leonard Nimoy

SCENEGGIATURA
Harve Bennett

SOGGETTO
Gene Roddenberry

CAST
William Shatner, DeForest Kelley, James Doohan, Walter Koenig, George Takei, Nichelle Nichols, Robin Curtis, Merritt Butrick, Christopher Lloyd, Mark Lenard, Judith Anderson

COLONNA SONORA
James Horner

FOTOGRAFIA
Charles Correll

MONTAGGIO
Robert F. Shugrue

SCENOGRAFIA
Tom Pedigo

COSTUMI
Robert Fletcher


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