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Star Trek – La nemesi (2002)

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STAR TREK - LA NEMESI | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Su Romulus, il Senato romulano subisce un devastante attacco chimico; un incipit interessante affrescato da una splendida fotografia che, purtroppo, vira rovinosamente verso toni leggeri: il matrimonio tra Deanna Troi (Marina Sirtis) e William Riker (Jonathan Frakes). L’interesse precipita vertiginosamente, fino a quando un segnale di soccorso lascia spazio al thriller (e ben sperare); tuttavia, la narrazione arranca con un’arida missione di ricognizione su un pianeta desertico, con un Picard (Patrick Stewart) “su di giri” ai comandi di un fuoristrada, per cercare un corpo androide senza vita da ricomporre.

 

L’intrigo politico tinto di misteri si riduce a un mero scontro vis-à-vis tra il capitano Picard e il suo clone ringiovanito Shinzon (Tom Hardy): antagonista poco credibile che fa della potenza militare la sua arma più efficace. La forza bruta è l’unica soluzione a cui l’equipaggio dell’Enterprise deve far ricorso per sconfiggerlo. Shinzon ha un forte legame coi protettori Remani (specie schiavizzata dai Romulani) che gli hanno consentito di avvalersi di tecnologie altamente distruttive e perpetrare, accecato da un’ingiustificata vendetta, un golpe in grande stile. Le conseguenze sociali e politiche che sconvolgono l’Impero romulano rimangono avvolte nell’ombra, poiché è dato mero spazio alla scellerata veemenza di Shinzon contro il progenitore Picard (inconsapevole, fino a ora, della sua esistenza).

 

L’equipaggio dell’Enterprise, invece di sfruttare mezzi politici e intelligente diplomazia per trovare preziosi alleati contro Shinzon, si ritrova ad affrontare un militare gioco a nascondino al fine di scovare la Scimitar, mimetizzata super-arma invisibile, usando la telepatia di Deanna come “strumento localizzante”. Interessante è il legame psichico che si instaura tra il consigliere e Shinzon; tuttavia, mal sfruttato.

 

Un ruolo, anche marginale, per Spock (Leonard Nimoy) come ambasciatore della Federazione presso Romulus, avrebbe giovato alla pellicola. In egual modo si sente la mancanza di Sela (Denise Crosby), legata all’equipaggio dell’Enterprise da un paradosso temporale. Due personaggi fondamentali nell’economia narrativa di The Next Generation, che qui non trovano ancora compimento; così come il cameo dell’ammiraglio Janeway (Kate Mulgrew) che non desta interesse e non è funzionale alla storia.

 

Ai protagonisti non è concessa la possibilità di completarsi narrativamente. Il tenente comandante Data (Brent Spiner) corona finalmente il suo sogno attraverso la massima espressione dell’emozione umana: l’amore incondizionato verso i compagni di viaggio; tuttavia, la realizzazione dell’androide è banalizzata dalla mancanza di coraggio nel renderla definitiva, inserendo nel contesto un suo prototipo: B-4 (“prima di”). Un elemento che snatura l’unicità di Data il cui unico “gemello cattivo” è sempre stato Lore (altro personaggio la cui sorte è sconosciuta).

 

La nemesi ha il grande onore (e onere) di concludere in qualche modo l’epopea cinematografica di Star Trek; tuttavia, il risultato fa rimpiangere le nostalgiche “firme d’addio” del cast della Serie classica alla fine di Rotta verso l’ignoto. Causa la mancanza di un’efficace propulsione che faccia proseguire la narrazione, questo decimo e ultimo capitolo delle avventure dell’equipaggio di The Next Generation precipita rovinosamente verso un confronto che vede i protagonisti fare i conti col passato, come se si guardassero allo specchio, ma a scapito del futuro. Stuart Baird dirige una debole storia, scritta da John Logan, la cui nemesi è senza dubbio se stessa.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Star Trek: Nemesis

PRODUZIONE

Rick Berman

REGIA
Stuart Baird

SCENEGGIATURA
John Logan

STORIA
John Logan, Rick Berman, Brent Spiner

SOGGETTO
Gene Roddenberry

CAST
Patrick Stewart, Jonathan Frakes, Brent Spiner, LeVar Burton, Michael Dorn, Marina Sirtis, Gates McFadden, Tom Hardy, Ron Perlman, Dina Meyer, Jude Ciccolella, Kate Mulgrew

COLONNA SONORA
Jerry Goldsmith

FOTOGRAFIA
Jeffrey L. Kimball

MONTAGGIO
Dallas Puett

SCENOGRAFIA
Herman Zimmerman, John M. Dwyer, Ronald R. Reiss

COSTUMI
Bob Ringwood


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