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Star Trek – L’insurrezione (1998)

STAR TREK - L'INSURREZIONE | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

Star Trek: Insurrection

PRODUZIONE

Rick Berman

REGIA

Jonathan Frakes

SCENEGGIATURA

Michael Piller

STORIA

Rick Berman, Michael Piller

SOGGETTO

Gene Roddenberry

CAST

Patrick Stewart, Jonathan Frakes, Brent Spiner, LeVar Burton, Michael Dorn, Gates McFadden, Marina Sirtis, F. Murray Abraham, Donna Murphy, Anthony Zerbe, Gregg Henry, Daniel Hugh Kelly, Michael Welch, Mark Deakins, Stephanie Niznik, Michael Horton

COLONNA SONORA

Jerry Goldsmith

FOTOGRAFIA

Matthew F. Leonetti

MONTAGGIO

Peter E. Berger

SCENOGRAFIA

Herman F. Zimmerman, John M. Dwyer

COSTUMI

Sanja Milkovic Hays

🖋️ Recensione

La qualità di Primo contatto è ardua da replicare: la storia e la caratterizzazione dei personaggi non sono allo stesso livello; tuttavia, il format è speculare nelle dinamiche narrative e colpisce ancora. Jonathan Frakes è nuovamente seduto sulla poltrona di comando e riconferma la sua abilità di timoniere di un vascello spaziale che ha ancora siluri (quantici) da lanciare che vanno quasi tutti a segno.

 

L’equipaggio di The Next Generation deve difendere un paradiso terrestre dalle grinfie dei Son’a, specie militarista e tecnologicamente avanzata. Il leader Ru’afo ha un unico scopo: impossessarsi delle benefiche radiazioni dell’Eden planetario, assimilabile a una fonte di eterna giovinezza, e renderlo così inabitabile. La Federazione è costretta a chiedere aiuto ai potenti Son’a per infoltire le proprie fila contro il Dominio (purtroppo è solo accennata la situazione in cui imperversa la galassia, ove un coinvolgimento della pericolosa e temibile organizzazione, conosciuta in Deep Space Nine, sarebbe stato sicuramente interessante).

 

Il prezzo che i Son’a pretendono dalla Federazione per suggellare l’“alleanza” è che la Flotta Stellare fornisca loro aiuto nella missione, interferendo verso il popolo che vive sul pianeta: i Ba’ku, specie pacifica dall’aspetto umano che vive serenamente tra le meraviglie della natura. La Federazione, adempiendo al patto, è “obbligata” così a spiarli e deportarli per permettere a Ru’afo di raggiungere il suo scopo. Muovere contro la Prima Direttiva allarma l’equipaggio dell’Enterprise i cui membri, dominati da pulsioni adolescenziali per la vicinanza all’incantato habitat, insorgono e si ribellano per le ingiustizie perpetrate contro i Ba’ku.

 

Il punto saldo su cui si regge la pellicola è rappresentato da come la corruzione possa annidarsi anche nella stoica Federazione che qui rincorre un obiettivo che va contro i propri principi e al servizio di uno spietato antagonista: Ru’afo nasconde un terribile segreto dietro una maschera fatta di odio e interventi chirurgici, un pazzo scellerato che tradisce il suo retaggio per ottenere ciò che vuole.

 

Michael Piller e Rick Berman navigano ancora le rotte di Star Trek dopo Primo Contatto. La trama, tra sequenze d’azione abilmente gestite dal regista Jonathan Frakes, si dipana tra tematiche mature e profonde e personaggi ben costruiti. L’insurrezione fa riflettere: tratta temi quali il colonialismo e lo sfruttamento delle risorse di una debole civiltà a favore dello sviluppo della più potente; argomenti comunque già affrontati in Star Trek, ma che affacciano questo capitolo sulla società contemporanea. Un importante e attualissimo monito.


Articolo di Alessandro Pin

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