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Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (1999)

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STAR WARS - LA MINACCIA FANTASMA | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Il primo episodio della saga di Star Wars apre il sipario stellato sullo spazio sovrastante il pacifico pianeta Naboo, soggetto a un blocco orbitale imposto dalla Federazione dei Mercanti. Il Senato della Repubblica invia due Jedi per indagare: il maestro Qui-Gon Jinn (il bravo e credibile Liam Neeson) e il suo apprendista padawan Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor, in modo sorprendente, eredita il ruolo che fu di Alec Guinness). Il primo è pragmatico, riflessivo e diplomatico; mentre, il secondo è avventato e pronto all’azione, disvelando un lato inedito sul personaggio. I due sbarcano non visti su Naboo e, dopo una fuga subacquea, cercano di liberare la Regina del pianeta (Natalie Portman è convincente nel doppio ruolo di regina e ancella), tenuta sotto scacco dalla Federazione dei Mercanti.

 

Nel loro viaggio di ritorno alla capitale della Vecchia Repubblica, i Jedi fanno tappa su Tatooine (unico pianeta ereditato dalla trilogia classica), ove trovano un bambino in schiavitù, abile pilota e meccanico provetto. Qui-Gon scorge in Anakin Skywalker (Jake Lloyd è a dir poco inespressivo) un potenziale insperato. La scelta di George Lucas di introdurre nella sua saga i midi-chlorian (una forma di vita intelligente e microscopica, che abita le cellule di ogni essere vivente, la cui concentrazione è proporzionale alla capacità di percepire la Forza) è alquanto controversa: una componente fantascientifica che possa spiegare il “funzionamento” della Forza rischia di dissolvere l’aura fiabesca che l’ha sempre definita; tuttavia, apre a nuove possibilità di reinterpretazione sulla natura del mistico campo di energia che lega ogni essere vivente. Shmi (la brava Pernilla August), la madre di Anakin, è anch’ella schiava, ma l’amore per il figlio è profondo: dopo la pericolosa e frenetica gara degli sgusci (un elettrizzante intermezzo narrativo) acconsente e benedice il lungo viaggio che lo attende.

 

Anakin è portato su Coruscant (pianeta-città che trae ispirazione da Trantor, ideato da Isaac Asimov) al cospetto del Consiglio dei Jedi dei cui membri, tra gli altri, fa parte il maestro Yoda, tornato sulla scena prima come pupazzo e successivamente, nella riedizione home-video, sotto veste digitale. I Jedi identificato il giovane come il Prescelto, ovvero colui che poterà equilibrio, annientando i Sith: esseri malvagi che corrompono la Forza per trarne infinito potere. Nonostante Anakin sia troppo cresciuto, il Consiglio dei Jedi va contro il protocollo e decide di far addestrare il ragazzo nelle vie della Forza.

 

La regina Amidala chiede aiuto al Senato per salvare il pianeta Naboo. Nel processo è aiutata dal senatore Palpatine (un mefistofelico Ian McDiarmid), personaggio ambiguo che non mostra tutto ciò che è in realtà: l’archetipo del politico arso da smania di potere. La minaccia fantasma è permeato di dinamiche narrative atipiche per la saga (già evidenti dagli altisonanti paroloni nel dorato opening crawl): una storia di diatribe politiche e loschi arrivisti. L’antagonista Darth Sidious (l’altro volto di Palpatine), un’autentica minaccia fantasma, non si palesa agli occhi dei Jedi, ma complotta nell’ombra per distruggerli. Un antagonista eccezionale che non disvela, ancora, le sue intenzioni.

 

Lo stile artistico è ineccepibile, seppur l’eccessivo uso di computer grafica sovrasti ogni cosa. La coreografia dei duelli è acrobatica, con un match finale che vede i due Jedi scontrarsi col misterioso Sith Darth Maul (Ray Park, artista marziale). Una spettacolare danza mortale lontana dai rigidi e clamorosi combattimenti medievaleggianti della trilogia classica. Il duello, sotto la musica dirompente ed evocativa di John Williams, convince ed emoziona, a cui si alternano due sequenze parallele: la battaglia spaziale (che ricorda Il ritorno dello Jedi) e la schermaglia campale che vede le macchine da guerra computerizzate della Federazione dei Mercanti contro i Gungan, nativi di Naboo. Il personaggio di Jar Jar Binks, sebbene detestabile, asservisce allo scopo di alleggerire l’atmosfera e rendere la storia fruibile anche ai ragazzi, a cui la saga è da sempre destinata.

 

George Lucas mostra una Galassia diversa, non ancora sotto il dominio imperiale, che sta uscendo dal suo periodo più luminoso per addentrarsi in epoca oscurata da perversa malvagità. Il fulgido astro della Vecchia Repubblica comincia a tramontare; i Jedi sono visti sotto altra luce, diversi da come sono rappresentati nella trilogia classica: arroganti e assolutisti, rinchiusi in un tempio di paura e incertezza a crogiolarsi in futili meditazioni, i grandi maestri prendono decisioni con leggerezza, mal soppesando i rischi delle gravi conseguenze scatenate dalle loro superficiali analisi. Obnubilati dall’ombra del Lato oscuro. La figura chiave di Qui-Gon Jinn, guardiano pellegrino, autentica essenza di ciò che i Jedi avrebbero dovuto rappresentare, non annebbiato dall’alone di austerità di cui i maestri del Consiglio si circondano, e loro unica speranza di ravvedersi, è purtroppo sacrificato in nome della continuità narrativa.

 

La minaccia fantasma costituisce il primo tassello dell’epopea partorita dalla mente immaginifica di George Lucas che, seppur diluisca la miscela stellare con azione sfrenata e spettacolari duelli, pone il focus su significativi momenti. L’episodio da cui ha origine la saga rimane impressa, seppur con qualche sbavatura, nel cuore dell’appassionato, poiché mostra il vissuto di personaggi tanto amati; ma soprattutto perché disvela l'origine di colui che indosserà la nera corazza ed entrerà a passo di carica nell’immaginario collettivo come uno dei cattivi più iconici di sempre: Lord Darth Vader.


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Star Wars: Episode I – The Phantom Menace

PRODUZIONE
Rick McCallum

REGIA
George Lucas

SCENEGGIATURA
George Lucas

CAST
Liam Neeson, Ewan McGregor, Natalie Portman, Jake Lloyd, Ian McDiarmid, Anthony Daniels, Kenny Baker, Pernilla August, Frank Oz

COLONNA SONORA
John Williams

FOTOGRAFIA
David Tattersall, Paul Martin Smith

MONTAGGIO
Ben Burtt

SCENOGRAFIA
Gavin Bocquet, Peter Walpole

COSTUMI
Trisha Biggar


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