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Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (1999)

STAR WARS - LA MINACCIA FANTASMA | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO
🎬 SCHEDA

TITOLO ORIGINALE

Star Wars: Episode I – The Phantom Menace

PRODUZIONE

Rick McCallum

REGIA

George Lucas

SCENEGGIATURA

George Lucas

CAST

Liam Neeson, Ewan McGregor, Natalie Portman, Jake Lloyd, Ian McDiarmid, Pernilla August, Oliver Ford Davies, Hugh Quarshie, Ahmed Best, Anthony Daniels, Kenny Baker, Frank Oz, Terence Stamp, Brian Blessed, Andy Secombe, Ray Park, Lewis Macleod, Warwick Davis, Steve Speirs, Silas Carson, Jerome St. John Blake, Alan Ruscoe, Ralph Brown, Samuel L. Jackson, Sofia Coppola, Keira Knightley

COLONNA SONORA

John Williams

FOTOGRAFIA

David Tattersall, Paul Martin Smith

MONTAGGIO

Ben Burtt

SCENOGRAFIA

Gavin Bocquet, Peter Walpole

COSTUMI

Trisha Biggar

🖋️ Recensione

Il sipario stellato si apre sullo spazio sovrastante il pacifico pianeta Naboo, soggetto a un blocco orbitale imposto dalla Federazione dei Mercanti. Il Senato della Repubblica invia due Jedi per indagare: il maestro Qui-Gon Jinn (il bravo e credibile Liam Neeson) e il suo padawan Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor eredita, in modo sorprendente, il ruolo che fu di Alec Guinness). Il primo è pragmatico, riflessivo e diplomatico, il secondo è avventato e pronto all’azione, disvelando un lato inedito del personaggio. I due sbarcano non visti su Naboo e, dopo un’avventurosa fuga subacquea, cercano di liberare la Regina del pianeta (Natalie Portman è convincente nel doppio ruolo di regina e ancella), tenuta sotto scacco dalla Federazione dei Mercanti.

 

Nel viaggio di ritorno alla capitale della Vecchia Repubblica, i Jedi fanno tappa su Tatooine (unico pianeta ereditato dalla trilogia classica), ove trovano un bambino in schiavitù, abile pilota e meccanico provetto. Qui-Gon scorge in Anakin Skywalker (Jake Lloyd) un potenziale insperato. George Lucas introduce nella saga i midi-chlorian: una forma di vita intelligente e microscopica, abitante le cellule di ogni essere vivente, la cui concentrazione nel sangue è proporzionale alla capacità di percepire la Forza; una componente fantascientifica che altera l’aura fiabesca che ha sempre definito la natura del mistico campo di energia che lega ogni essere vivente e apre a nuove e interessanti possibilità di reinterpretazione. Shmi (la brava Pernilla August), la madre di Anakin, è anch’ella schiava, ma l’amore per il figlio è profondo: dopo la pericolosa e frenetica gara degli sgusci (un elettrizzante intermezzo narrativo), Shmi acconsente affinché Qui-Gon porti Anakin con sé.

 

Anakin è condotto su Coruscant (pianeta-città che trae ispirazione da Trantor ideato da Isaac Asimov) al cospetto del Consiglio dei Jedi dei cui membri, tra gli altri, fa parte il maestro Yoda (che “ritorna in vita” prima come pupazzo e successivamente, nella riedizione home video, sotto forma digitale). I Jedi identificano il giovane come il Prescelto, ovvero colui che porterà equilibrio, annientando i Sith: esseri malvagi che corrompono la Forza per trarne infinito potere. Nonostante Anakin sia troppo cresciuto, il Consiglio dei Jedi va contro il protocollo e decide di far addestrare il ragazzo nelle vie della Forza.

 

La regina Amidala chiede aiuto al Senato per salvare il pianeta Naboo. Nel processo è aiutata dal senatore Palpatine (Ian McDiarmid ritorna al suo mefistofelico ruolo): uomo subdolo, archetipo del politico arso da smania di potere. La minaccia fantasma è permeato di dinamiche narrative atipiche per la saga (già evidenti dagli altisonanti termini nel dorato opening crawl): una storia di diatribe politiche e loschi arrivisti. L’antagonista Darth Sidious (l’altro volto di Palpatine), un’autentica minaccia fantasma, non si palesa agli occhi dei Jedi, ma complotta nell’ombra per distruggerli. Un antagonista eccezionale che non disvela, ancora, le sue reali intenzioni.

 

Lo stile artistico è ineccepibile. La coreografia dei duelli è acrobatica, con un match finale che vede i due Jedi scontrarsi col misterioso Sith Darth Maul (Ray Park, artista marziale): una spettacolare e mortale danza, lontana dai rigidi combattimenti medievaleggianti della trilogia classica. Il duello, sotto la musica dirompente ed evocativa di John Williams, convince ed emoziona, a cui si alternano due sequenze parallele: la battaglia spaziale (che ricorda Il ritorno dello Jedi) e la schermaglia campale che vede le macchine da guerra computerizzate della Federazione dei Mercanti contro i Gungan, nativi di Naboo. Il personaggio di Jar Jar Binks, sebbene detestabile, asservisce allo scopo di alleggerire l’atmosfera e rendere la storia fruibile anche ai ragazzi, a cui la saga è da sempre destinata.

 

George Lucas mostra una Galassia diversa, non ancora sotto il dominio imperiale, che sta uscendo dal suo periodo più luminoso per addentrarsi in un’epoca oscurata da perversa malvagità. Il fulgido astro della Vecchia Repubblica comincia a tramontare: i Jedi sono visti sotto altra luce, diversi da come sono rappresentati nella trilogia classica. Arroganti e assolutisti, rinchiusi in un tempio di paura e incertezza a crogiolarsi in futili meditazioni, i grandi maestri prendono decisioni con leggerezza, mal soppesando i rischi delle gravi conseguenze scatenate da superficiali analisi: obnubilati dall’ombra del Lato oscuro. La figura chiave di Qui-Gon Jinn è davvero affascinante per la sua unicità: un guardiano pellegrino, autentica essenza di ciò che i Jedi avrebbero dovuto rappresentare, non annebbiato dall’alone di austerità di cui i maestri del Consiglio si circondano.

 

La minaccia fantasma è il primo tassello dell’epopea partorita dalla mente immaginifica di George Lucas che, con un panorama stellare animato da azione sfrenata e duelli spettacolari, pone il focus su significativi momenti e mostra il vissuto di personaggi tanto amati; ma, soprattutto, disvela l’origine di colui che indosserà la nera corazza, entrato a passo di carica nell’immaginario collettivo come uno dei cattivi più iconici di sempre: Lord Darth Vader.


Articolo di Alessandro Pin

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