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Transformers – L’ultimo cavaliere (2017)

★ ☆ ☆ ☆ ☆  |  ALESSANDRO PIN


TRANSFORMERS - L'ULTIMO CAVALIERE | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Gli Autobot sono in guerra civile contro i Decepticon (capeggiati ancora da Megatron che si ostina a non morire), nascondendosi agli occhi dei malvagi esseri umani che, vedendo la Terra invasa senza sosta dai Transformers, hanno istituito un’organizzazione anti-robot. È questa la domanda che fa da leitmotiv alla narrazione: perché i Transformers continuano a giungere sulla Terra? La risposta è racchiusa nel cuore del pianeta stesso. Un cuore fatto di metallo e ingranaggi (Unicron) che si combinano per fuoriuscire dal suolo e aprire le porte a un ulteriore sequel.

 

Aiutati dall’eroe Cade Yeager (Mark Walberg), padre distante poiché porta sulle spalle la responsabilità di salvare il mondo, e da una studiosa di storia medievale (Laura Haddock) che non riesce a trovare un uomo – i battibecchi tra i due sfociano (negli abissi) in una scontata liaison amorosa –, gli Autobot devono affrontare una nuova terribile minaccia: Cybertron, pianeta natale dei Transformers, muove verso la Terra per distruggerla dietro la maleficenza del Creatore. La strega eterea Quintessa trova in Optimus Prime un prezioso alleato; lo converte alla sua causa e lo battezza Nemesis Prime.

 

Gli sceneggiatori importano i tipici elementi della mitologia arthuriana: Artù, un ebbro Merlino (Stanley Tucci) e i Cavalieri (robotici) della Tavola Rotonda. Il risultato è imbarazzante. Solo un uomo, detentore del sapere primordiale, possiede la chiave di volta per risolvere il conflitto e riuscire nella missione (Anthony Hopkins, nonostante il ruolo poco definito, riesce sempre a sorprendere). Il conte british, che ha come informatore l’agente Simmons (John Turturro è qui un cameo irrilevante) già noto alla saga, è affiancato da un Transformer umanoide di stampo starwarsiano, ma con un’irriverente schizofrenia/sociopatia stucchevole. Nonostante l’omaggio a Il codice da Vinci, con tanto di erede vivente di Merlino, non si riesce a perdonare una trama infarcita con troppi e mal amalgamati ingredienti epici/medievali: la mitica spada Excalibur, il bastone magico di Merlino, un drago a tre teste (Transformers anch’essi) e Stonehenge, qui portale d’attracco per Cybertron.

 

La saga dei Transformers ha toccato il fondo diverse volte. Con questo quinto (e interminabile) capitolo, Michael Bay tenta di redimersi (come il “riprogrammato” Optimus Prime, protagonista dello scontro finale), ma, contrariamente all’ex capo degli Autobot, senza successo. La quantità di azione spropositata, marchio di fabbrica della serie, risulta ancora al suo apice visivo. Vanaglorioso nel suo essere assordante e accecante, ma troppo lungo per un film di genere, Transformers – L’ultimo cavaliere alla fine delude chi si aspetta un cambiamento di registro o una diversa concezione narrativa. La storia non ha un senso logico e gli elementi non si incastrano, al contrario dei meccanismi che infondono vita ai Transformers. Ancora e ancora, purtroppo.


Scheda

TITOLO ORIGINALE
Transformers: The Last Knight

PRODUZIONE

Sarah Bradshaw, Sean Daniel, Alex Kurtzman, Chris Morgan

REGIA
Michael Bay

SCENEGGIATURA
Art Marcum, Matt Holloway, Ken Nolan

STORIA
Akiva Goldsman, Art Marcum, Matt Holloway, Ken Nolan

CAST
Mark Wahlberg, Laura Haddock, Josh Duhamel, Stanley Tucci, Anthony Hopkins

COLONNA SONORA

Steve Jablonsky

FOTOGRAFIA
Jonathan Sela

MONTAGGIO
Roger Barton, Adam Gerstel, Debra Neil-Fisher, John Refoua, Mark Sanger, Calvin Wimmer

SCENOGRAFIA
Jeffrey Beecroft, Karen Frick, Andrew McCarthy, Richard Roberts

COSTUMI
Lisa Lovaas


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Commenti: 1
  • #1

    Francesco Barone Videomaker (lunedì, 18 giugno 2018 23:38)

    Delusione...