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X-Men – Dark Phoenix (2019)

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X-MEN - DARK PHOENIX | RECENSIONE di ALESSANDRO PIN | DESTINAZIONE COSMO

Recensione

Anni Novanta. Gli X-Men sono al servizio del bene comune e la società li osanna come supereroi. Nella scuola per giovani dotati, quartier generale degli X-Men, Charles Xavier, in veste di preside, dirige le operazioni e riceve encomi dal Presidente degli Stati Uniti per i servizi resi alla nazione. Durante una missione di salvataggio nello spazio, gli X-Men intercettano un’onda di materia oscura di incommensurabile energia e origine ignota. Jean Grey, pupilla del Professor X, sua allieva più brillante, ma anche la più pericolosa, per salvare i suoi compagni e gli astronauti naufragati incanala dentro di sé il potente nexus energetico.

 

Travolta da illimitata energia, Jean non riesce a controllare il crescendo dei suoi nuovi poteri che sprigiona contro ogni cosa le si pari davanti. La paura di non essere accettata e amata, essere ancora respinta, come quando da bambina perse i genitori in un incidente d’auto, annienta le fragili barriere psichiche che, negli anni, Charles ha costruito nella sua mente per stabilizzarla e controllarla. Gli X-Men devono riunirsi e sacrificarsi, perdendo molto di ciò che amano, per salvare la loro amica, chiedendo aiuto a un vecchio magnetico amico ritiratosi in esilio; tuttavia, anche i D’Bari, alieni cambianti giunti sulla Terra, sono sulle tracce del potere che ha preso dimora in Jean e la sta consumando per farla rinascere come Fenice Nera.

 

Simon Kinberg rielabora il personaggio di Jean Grey, protagonista assoluta del cinecomic finale della saga degli X-Men, dandole il potere di Fenice da una fonte esterna ed estranea, sconosciuta; mentre, in Conflitto finale Jean è predestinata geneticamente a essere il prossimo passo nell’evoluzione dei mutanti, conferendo al significato di diversità un’accezione più complessa e articolata. Il confronto sorge, dunque, spontaneo. In primo luogo, Sophie Turner non è Famke Jenssen, non riesce a gestire la complessità emotiva del personaggio e la sua Fenice è meno passionale, terribile e mortale; di fatto, la perdita di Raven, vittima di un’oscurità che neanche la forte amicizia con Jean può illuminare, non trova giustificazione. In secondo luogo, il cambiamento di carattere di Bestia e Magneto avviene con un twist così repentino da non rendersene neanche conto; anche la storia d’amore tra Ciclope e Jean non sortisce alcun effetto sulla trama ed è fine a se stessa.

 

Chrales Xavier, convinto di essere il salvatore degli X-Men, perde i suoi discepoli che lo incolpano degli errori commessi con Jean; la squadra è scissa in due: da una parte chi vuole esorcizzare Fenice, dall’altra uccidere il suo ospite. Uno scontro tra mutanti che si esaurisce in una nuova alleanza per far fronte agli alieni che vogliono impossessarsi del potere di Fenice per distruggere il pianeta. Basta questo per dimenticare, o meglio riconsiderare, il gesto di Charles che, ancora una volta, è perdonato e giustificato dal fatto che per lui la pace tra mutanti ed esseri umani venga prima di ogni cosa. Erik ne esce come sempre ferito e sconfitto, senza realizzarsi, convinto dall’amico Xavier di essere nel torto a voler uccidere Jean. Un rapporto privo del carisma che definisce, in modo impeccabile, l’amicizia tra il Professor X e il Magneto dell’altro universo.

 

Se in Conflitto finale lo scontro apriva le porte a un sacrificio necessario, in Dark Phoenix la fiacca narrazione conduce a un gesto di redenzione per tutti: un finale semplificato ed edulcorato non degno di concludere la duratura saga degli X-Men, iniziata nel 2000. L’acquisizione della 20th Century Fox da parte del colosso Disney ha pregiudicato il buon esito della produzione; il risultato, infatti, è un prodotto abbozzato e rimaneggiato più volte, anche a causa dell’ineluttabile Universo cinematografico Marvel. Un ultimo capitolo quasi scollegato dalle storie precedenti, con l’introduzione di una specie aliena gestita malissimo a livello narrativo; l’ambientazione non si percepisce e i personaggi sono guidati da un senso di giustizia che oscura la loro personalità: bianca o nera, non più colorata di infinite sfumature come in Giorni di un futuro passato. Dark Phoenix è un cinecomic mediocre e scontato, seppur imbastito di sequenze d’azione efficaci, dove la presenza degli X-Men non è giustificata, al punto da essere superflua.

Alessandro Pin


Scheda

TITOLO ORIGINALE

Dark Phoenix

PRODUZIONE

Todd Hallowell, Simon Kinberg, Hutch Parker, Lauren Shuler Donner

REGIA

Simon Kinberg

SCENEGGIATURA

Simon Kinberg

CAST

James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Sophie Turner, Tye Sheridan, Alexandra Shipp, Evan Peters, Kodi Smit-McPhee, Jessica Chastain, Scott Shepherd, Ato Essandoh, Brian d’Arcy James

COLONNA SONORA

Hans Zimmer

FOTOGRAFIA

Mauro Fiore

MONTAGGIO

Lee Smith

SCENOGRAFIA

Claude Paré, Eve Boulonne, Elise de Blois, Pierre Antoine Rousse, Elizabeth Wilcox

COSTUMI

Daniel Orlandi


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